Bruno Vespa fa spettacolo o informazione? Dilemma esistenziale

Tra i tanti dilemmi che ci affliggono la vita, speravamo di non dover subire anche questo, se Bruno Vespa faccia informazione o spettacolo, se sia e faccia il giornalista o l’artista. La questione non é di poco conto perché a seconda dell’una o dell’altra interpretazione, il risultato cambia, soprattutto sotto il profilo economico e i soldi della Rai, come sappiamo, sono nostri. Da giornalista percepirebbe un compenso più basso, da artista invece ben altre cifre. Questo il parametro fissato. Infotainment é la formula che coniuga giornalismo e spettacolo ma in questo caso le due cose non possono che essere separate: questione di soldi e basta. E al bravo e immarcescibile Bruno Vespa conviene sembrare, essere e definirsi un artista. Per la gioia di chi lo ha sempre sostenuto, che facesse solo show e cabaret, ma per fargli uno sgarbo e screditarlo. Ora i due fronti, per motivi diversi, la pensano allo stesso modo. All’incirca.

Home

Sul terrorismo si trova l'accordo, sul commercio sarebbero stati individuati punti in comune, ma sul clima la discussione è ancora aperta perchè gli Stati Uniti non hanno ancora trovato una soluzione al dibattito interno sulla ...

Alla Rai "Antonio Campo Dall'Orto non è l'unico responsabile del fallimento di questi 2 anni di mandato. Pertanto dopo le sue dimissioni, dovrebbero arrivare quelle della Presidente e del Consiglio di Amministrazione". Lo sostengono in ...

“Abbiamo avuto un'accelerazione nella discussione in merito alla nuova legge elettorale. Stiamo lavorando, in Commissione Affari costituzionali alla Camera, per trasformare il Rosatellum in un modello tedesco, che garantista rappresentanza e governabilita'”. Lo ha detto ...

L'aviazione militare egiziana ha compiuto raid contro "campi di addestramento dei terroristi in Libia" come risposta all'attentato al bus dei cristiani copto ortodossi nel governatorato di Minya, nell'Alto Egitto, dove sono morte 28 persone. Lo ...

Il Tribunale di Roma ha revocato la propria ordinanza del 7 aprile scorso con cui era stato disposto il blocco su tutto il territorio nazionale del servizio Uber-Black e l'oscuramento dell'omonima app. Il Gruppo Uber ...

Notizia in arrivo

 

Notizia in arrivo

 

Notizia in arrivo

 

Notizia in arrivo

 

Notizia in arrivo

 

L'APPROFONDIMENTO

Dall'inizio del 2017 le imprese italiane hanno chiesto meno credito rispetto allo stesso periodo del 2016. La rilevazione è del Barometro Crif. In particolare, lo studio mette in evidenza che le rilevazioni del primo trimestre 2017, elaborate da Crif, sul numero di interrogazioni relative a richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane aprono l’anno con un segno negativo, seppur lieve, pari a -1,0% rispetto allo stesso trimestre 2016. Crif Si arresta, quindi, il trend di crescita costante che aveva caratterizzato i 7 trimestri precedenti. I primi tre mesi dell’anno in corso hanno visto, a paragone con lo stesso periodo del 2016, una dinamica pressoché similare per entrambi i comparti, con un calo leggermente superiore da parte delle imprese individuali (-1,4%) rispetto alle società di capitali (-0,6%). “Il dato relativo ai primi tre mesi del 2017 interrompe il trend di crescita di richieste di finanziamento da parte delle imprese italiane registrato negli ultimi 7 trimestri. Questa dinamica si associa anche al calo complessivo dei valori medi richiesti - spiega Simone Capecchi, Executive Director di Crif - Le aziende di credito dovrebbero continuare a stimolare la domanda di finanziamento introducendo, ad esempio, nuove proposizioni commerciali, considerato il persistere dello scenario favorevole del costo del denaro e del basso prezzo delle materie prime. Il tutto inserito in un quadro di netto miglioramento della rischiosità creditizia media delle imprese italiane”. Un altro dato che emerge dall’ultimo aggiornamento trimestrale del Barometro Crif è il leggero calo dell’importo medio richiesto: nel primo trimestre dell’anno, infatti, nell’aggregato di imprese individuali e società di capitali si è attestato a 78.525 euro, con un calo del -1,7% rispetto allo stesso trimestre del 2016. Entrando nel dettaglio, le imprese individuali hanno mediamente richiesto 34.582 euro con una crescita del +3,0% che compensa il calo del -3,0% degli importi richiesti dalle società di capitali, che si attestano a 109.303 euro.