M5S chiede che l’Osce vigili sul voto in Sicilia: irregolare solo in caso di una loro sconfitta

E’ un classico del giocatore che sente odore di sconfitta quello di accusare il vincitore di irregolarità. Non fa difetto in tal senso il M5S che tenta il tutto per tutto, alimentando il senso di sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica. E’ per questo e non per altro che Luigi Di Maio e Giancarlo Cancelleri, del M5S, hanno chiesto all’Osce l’invio degli osservatori internazionali in Sicilia per monitorare il corretto svolgimento delle elezioni, per il rischio di voto di scambio. Il ministro degli Interni Minniti ha risposto che l’organismo internazionale non si occupa di elezioni locali. Ma il punto non é questo: il M5S non accetta di perdere, e quando ciò accade, é tutta colpa di complotti ai loro danni e di accordi trasversali poco leciti. Non é ancora scritto da nessuna parte che il M5S, il prossimo 5 novembre, perda le elezioni regionali in Sicilia, ma intanto loro, seguendo l’atteggiamento che li contraddistingue, alzano il dito e accusano il mondo intero di tramare contro di loro. Calunniante, calunniate, qualcosa resterà.

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L'APPROFONDIMENTO

La sanità italiana ha un debito con i fornitori di 22,9 miliardi di euro. Lo sostiene l’ufficio Studi Cgia di Mestre. “Sebbene negli ultimi anni lo stock sia in calo - dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo, riferendosi all’ultimo dato che risale al 2015 - L’ammontare complessivo del debito commerciale del nostro servizio sanitario non è ancora stato ricondotto entro limiti fisiologici. Purtroppo, soprattutto nel Mezzogiorno, le nostre Asl continuano ad essere in affanno con i pagamenti, mettendo così in seria difficoltà moltissime Pmi”. Ma quali sono le cause? “Se è noto che le Asl pagano da sempre con molto ritardo – prosegue Zabeo - è altrettanto vero che in molti casi le forniture continuano ad essere acquistate con forti differenze di prezzo tra le varie regioni. Se, come ha avuto modo di denunciare la Fondazione Gimbe (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze), nella sanità italiana si annidano circa 22,5 miliardi di euro di sprechi, è verosimile ritenere che una parte dei ritardi nei pagamenti sia in qualche modo riconducibile alle distorsioni sopra descritte”.  Cgia debiti sanità Puntualizza il segretario della Cgia, Renato Mason: “Nonostante l’ammontare degli sprechi, sarebbe sbagliato generalizzare. E’ importante sottolineare che la nostra spesa sanitaria pubblica è inferiore di un punto percentuale di Pil rispetto a quella francese e di 0,5 punti rispetto a quella britannica”. Tornando ai dati della ricerca, diffusi sul sito della Cgia, la sanità regionale più indebitata è quella del Lazio, con 3,8 miliardi di euro. Seguono Campania (3 mld di euro), Lombardia (2,3 mld), Sicilia e Piemonte entrambe con (1,8 mld). Se, invece, rapportiamo il debito alla popolazione residente, il primato spetta al Molise, con 1.735 euro pro capite. Seguono il Lazio con 644 euro per abitante, la Calabria con 562 euro pro capite e la Campania con 518 euro per ogni residente. Dal 2011 però il debito complessivo è in costante calo ed è sceso di 15 miliardi di euro (-39,7 per cento). A livello regionale le contrazioni più importanti si sono verificate nelle Marche (-69,5 per cento), in Campania (-55,4 per cento) e in Veneto (-51 per cento). Solo nel Molise e in Umbria la situazione è peggiorata: nel primo caso la crescita è stata del 39,7 per cento, mentre nel secondo caso del 57,7 per cento. Le aziende sanitarie più virtuose sono state l’Usl Umbria 1 e l’Azienda sanitaria universitaria di Trieste. Nel primo caso gli impegni economici assunti sono stati onorati con 24 giorni di anticipo, nel secondo caso di 13. Per quanto concerne i tempi medi di pagamento praticati nel 2016 e riferiti alle sole forniture di dispositivi medici (fonte Assobiomedica), in Molise il saldo della fattura è avvenuto mediamente dopo 621 giorni, in Calabria dopo 443 giorni e in Campania dopo 259 giorni. Se teniamo conto che la legge in vigore stabilisce che i pagamenti delle strutture sanitarie debbano avvenire entro 60 giorni dall’emissione della fattura, nessun valore medio regionale rispetta questo termine.