E’ la stampa bellezza. E, senza di lei, é dittatura

Che in ogni guerra la verità fosse la prima vittima lo sappiamo da sempre. Aveva ragione Eschilo. Oggi possiamo dirlo ancora con maggiore cognizione di causa. Le attività di propaganda e di disinformazione in questo conflitto russo-ucraino non conoscono sosta perché si ha la consapevolezza che gran parte dell’esito di questa guerra dipenda da come verrà raccontata, dalla capacità di condizionamento che verrà esercitata sugli alleati più o meno palesi, dall’influenza e dalle pressioni che agiranno sull’opinione pubblica mondiale e, quindi, sui governi. Inutile negare, in tal senso, il ruolo nevralgico della tecnologia digitale nelle attuali dinamiche del conflitto, soprattutto come strumento per attacchi informatici e per amplificare gli effetti negativi dell’opera di disinformazione. Una specie di inedito cyber-conflitto dalle complesse dinamiche e dagli effetti incontrollabili. Le notizie che giungono in tempo reale dal teatro di guerra, l’impatto del virtuale sul conflitto, offrono un quadro che va interpretato ed è in questi spazi che si innesta il dibattito sulle ragioni e sui torti, sugli eccessi, le responsabilità e le colpe di un fronte sull’altro. In questo contesto proliferano, senza alcuna forma di controllo, campagne di disinformazione per quella che in molti hanno definito la prima guerra di Internet con l’avvento dell’era dei social media, proprio per evidenziare l’impatto che il virtuale sta assumendo sull’evoluzione del conflitto. Putin da una parte e Zelensky dall’altra, a contendersi i favori dei social media. In tutto questo, il controllo delle informazioni da parte del Cremlino e la chiusura di emittenti nazionali indipendenti, cosi come la sospensione dei servizi giornalistici resi dalla stampa internazionale. La libera stampa si conferma non solo come l’elemento che, più di altri, connota uno Stato, il suo livello di libertà e di democrazia, ma anche come lo strumento grazie al quale un governo può condizionare in un senso o nell’altro, il dibattito e il confronto tra i vari attori e la formazione di una pubblica opinione.

Home

Occorre "vedere gli altri come persone e non come cose". Lo ha ribadito il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nell'omelia della messa celebrata nella cattedrale di Bari con i vescovi del Mediterraneo arrivati nel ...

"E' importante che ci sia un rafforzamento del nostro sistema bancario. Un sistema che ha fatto molti passi in avanti, spesso considerato la Cenerentola d'Italia". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ospite di ...

"Non so come finirà, magari Nicola Santangelo e Carmelo Provenzano verranno assolti, ma per questa vicenda dovranno vergognarsi a vita". E il duro atto di accusa del Pm Maurizio Bonaccorso nel Corso della requisitoria al ...

"Adesso Conte sa che noi lavoriamo per dare una mano a risolvere i problemi. Deve farsi carico di dirimere questa questione della prescrizione, non è un problema di Italia Viva o dei singoli componenti di ...

Volare oltre la Manica sara' ancora possibile senza problemi anche nel 2020, nonostante la Brexit, per le migliaia di studenti italiani che sceglieranno il Regno Unito per una vacanza studio. L'uscita dall'Unione Europea, dunque, non ...

"Stiamo gestendo un patrimonio importante che è quello dei dati. È una merce che ci costa apparentemente poco o nulla ma che invece dobbiamo tutelare nel nostro interesse e in quello del singolo". Per farlo ...

L'Etiopia si aspetta dagli Stati Uniti "un sostegno finanziario significativo" per il suo programma di riforme: lo ha sottolineato il primo ministro Abiy Ahmed, in una nota diffusa in coincidenza con la visita ad Addis ...

È il 35enne Daniele Belardinelli l'ultras dell'Inter morto investito da un Suv in via Novara a Milano, dove ieri sera i tifosi neroazzurri hanno attaccato i pulmini dei supporter partenopei. Originario di Varese, ha precedenti ...

"Nel mondo e nel calcio ci vorrebbero sempre educazione e rispetto. No al razzismo e a qualunque offesa e discriminazione". Sono le parole affidate ai social da Cristiano Ronaldo in favore del difensore del Napoli ...

"Siamo di fronte a un atto di negazione della democrazia costituzionale senza precedenti. Non era mai accaduto che neanche una Camera potesse entrare nel merito di un provvedimento". Lo ha detto il deputato di ...

L'APPROFONDIMENTO

La fiducia nel sistema sanitario pubblico "è una caratteristica fondamentale" nella gestione della pandemia. E "l'adesione alla vaccinazione è un atto di fiducia nei confronti della sanità pubblica. Certo è oggetto di dibattito e ci sono anche vivaci minoranze che si esprimono, ma quando andiamo a guardare i numeri parliamo di 9 italiani su 10 che hanno aderito alle vaccinazione anti-Covid. Questa fortissima adesione ha consentito dei numeri che oggi possiamo illustrare" nel report dell'Istituto superiore di sanità appena pubblicato. Lo ha detto il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, intervenuto all'evento 'Sanità pubblica e privata: come ripartire', healthcare talk di Rcs Academy. "La campagna vaccinale - ha sottolineato - ci ha visti, tra i Paesi occidentali, come maggiormente capaci di favorire la vaccinazione anti Covid. I tassi di copertura vaccinale nel nostro Paese sono tra i più elevati del mondo occidentale. E questo ha consentito di modificare le curve, sia per quanto riguarda le incidenze, ma soprattutto per quanto riguarda l'impatto nei decessi e nei ricoveri". Poter affrontare pandemie come questa, ha aggiunto Brusaferro, "richiede un sistema. Noi abbiamo il sistema sanitario nazionale che si è rivelato preziosissimo per tutti noi. Oggi ha bisogno di essere rafforzato, ammodernato e arricchito da quelle competenze che si sono dimostrati essenziali in questi due anni".