Cose di Sicilia

Un milione e ottocento mila euro per sviluppare le produzioni agroalimentari di qualità, biologico, Doc, Dop Igp. Fino al 28  febbraio 2019 è possibile presentare le domande

“Sostegno alla nuova adesione ai regimi di qualità”, lo prevede il bando pubblicato sul sito del PSR Sicilia (misura 3.1) per il  quale è  possibile presentare on line le domande di sostegno. Tutti gli agricoltori e le loro associazioni, che per la prima volta vorranno aderire a regimi di qualità riconosciuti (prodotti ottenuti con metodo biologico, prodotti DOP e IGP, vini DOCG, DOC e IGT) potranno beneficiare di un
contributo massimo annuo di 3 mila euro per cinque anni, per sostenere il 100% dei costi ammissibili e relativi a spese di iscrizione, oneri per analisi, spese per certificazioni delle produzioni, costi per il mantenimento del regime di qualità.
La dotazione complessiva del bando è pari a un milione ottocentomila euro e le domande potranno essere presentate in due tranche attraverso il sistema informatico Sian e successivamente essere inoltrate in formato cartaceo all’Ispettorato Agricoltura provinciale competente per territorio: dal 12 novembre al 28 febbraio 2019 e dal 1 luglio al 31 ottobre 2019.
Gli uffici procederanno alla valutazione delle domande di sostegno presentate ed alla stesura delle graduatorie definitive  entro il 30 giugno  2019 per la prima fase ed entro il 29 febbraio 2020 per la seconda fase.
“Attraverso i regimi di qualità miglioriamo la competitività dei produttori  all’interno della filiera agroalimentare, incrementiamo il valore aggiunto e potenziamo le produzioni di qualità – afferma l’Assessore Edy Bandiera – ma soprattutto assicuriamo maggiore garanzia ai consumatori sui prodotti e metodi
di produzione”.

Il  link del bando  http://www.psrsicilia.it/Misure/03/Bando%20allegato%20al%20DDG%202553_2018.pdf

“Sentiamo l’impellente desiderio di comunicare il nostro cordoglio stringendoci, sinceramente addolorati, alla famiglia e ai colleghi di Giuseppe Liotta, giovane medico dell’ASP di Palermo morto mentre si recava al lavoro presso l’Ospedale di Corleone”. E’ il pensiero della sigla sindacale Dirstat. “In questi momenti tristi – scrivono in una nota Giovanni Cacciatore, segretario aziendale e componente Rsu, e Antonino Gaudio componente della segreteria aziendale – oltre al pensiero del dramma che stanno vivendo i familiari, viene alla mente il contrasto tra la eroica normalità del gesto del medico Liotta, che da Palermo, dove abitava, si stava recando al suo posto di lavoro a Corleone, malgrado le pessime condizioni atmosferiche, e la diffusa opinione, purtroppo troppo spesso veicolata dai mezzi d’informazione, di coloro che considerano i dipendenti pubblici dei parassiti della società”. E aggiungono: “Il sacrificio del medico Liotta è un vero esempio dell’attaccamento al lavoro, sentito come missione e non soltanto come un obbligo contrattuale. E’ a persone come al medico Giuseppe Liotta, valente e scrupoloso professionista, che abbiamo il dovere di ispirarci nel quotidiano assolvimento del nostro lavoro”.

Il SUNIA Sicilia, con la segretaria regionale Giusy Milazzo, chiede “che si intensifichino i controlli, anche da parte dei Comuni, per evitare un abusivismo nelle locazioni che droga il mercato degli affitti e penalizza gli studenti”. “In Sicilia – dice Milazzo – gli affitti agli studenti sono per oltre il 50% in nero, una piaga che comporta lievitazione dei canoni e un caro affitti che e’ certamente un problema per gli universitari fuori sede e per le loro famiglie, che si ritrovano spesso senza alcuna garanzia che il canone sia equo e l’alloggio confortevole e sicuro”. Il SUNIA sottolinea che “il diritto allo studio va garantito, anche agendo su questo fronte”, tant’é che a Catania il sindacato inquilini ha lanciato il progetto della White List, “per agevolare l’incontro tra domanda ed offerta tra gli studenti in cerca di un alloggio e i proprietari disponibili ad affittare con un contratto in regola alloggi in buone condizioni con canone elaborato in base agli accordi territoriali che mirano a calmierare i canoni”. Milazzo rileva anche che “alcuni dei nuovi accordi territoriali nelle grandi citta’ universitarie hanno previsto una revisione dei canoni degli alloggi arredati creando una significativa relazione tra i canoni e la sicurezza, il confort, la qualita’ e la completezza, cosa che rendera’ piu’ facile per gli studenti trovare stanze o appartamenti a prezzi piu’ equi e in migliori condizioni”.

Omer Meir Wellber sarà il direttore musicale della Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Ricoprirà il ruolo dal primo gennaio 2020. L’attuale direttore musicale, Gabriele Ferro, sarà direttore onorario a vita.
L’accordo è stato raggiunto a Monaco in Baviera alla presenza del Presidente della Fondazione Teatro Massimo Leoluca Orlando, del Sovrintendente Francesco Giambrone, del Maestro Gabriele Ferro e del futuro direttore.

Al termine dell’incontro Orlando, Giambrone e Ferro hanno assistito alla Bayerische Staatsoper alla rappresentazione de Les vêpres siciliennes di Giuseppe Verdi sotto la direzione di Wellber, in occasione dell’Opernfestspiele del teatro bavarese.
Per il Sovrintendente Francesco Giambrone «la scelta di nominare come direttore musicale Omer Meir Wellber, che succede a Gabriele Ferro, contribuisce a delineare un progetto culturale di grande respiro. Il Teatro Massimo così costruisce il suo futuro con la massima attenzione alla qualità e all’eccellenza della produzione e della programmazione culturale. Ringrazio Gabriele Ferro per il grande lavoro che ha svolto dal 2014 ad oggi e per aver accettato di continuare a dare un contributo anche negli anni che verranno e sono entusiasta che con Omer Meir Wellber entri a far parte della vita del Teatro una personalità musicale di spicco. Il nuovo Direttore musicale ha accettato la sfida di dare un ulteriore impulso alla dimensione internazionale della Fondazione e di costruire insieme un Teatro di alta qualità, curioso e innovativo, valorizzandone tutte le componenti interne e arricchendolo con la sua esperienza internazionale e con il suo spessore umano. Con Omer Meir Wellber ho iniziato a discutere di alcuni progetti molto importanti e soprattutto dell’idea di Teatro che vogliamo condividere».
Gabriele Ferro aveva espresso al Sovrintendente l’intenzione di rallentare il ritmo degli impegni con il Teatro Massimo, pur mantenendo tutti quelli presi fino al 2019. La Fondazione gli ha proposto di modificare il suo ruolo, accettando il titolo di Direttore onorario a vita.
Per il sindaco Leoluca Orlando «La presenza a Palermo del Maestro Wellber confermerà in futuro e già oggi conferma lo straordinario cambiamento culturale degli ultimi anni e l’attrattività di Palermo che trova uno dei suoi punti di forza nella altissima qualità artistica del Massimo. Il Maestro Wellber è tra i più grandi direttori di orchestra internazionali ed è in armonia con la dimensione al tempo stesso mediterranea e mitteleuropea che costituisce visione, sensibilità culturale e criterio di vita quotidiana a Palermo».
Il Maestro Gabriele Ferro ha rievocato il percorso compiuto in questi anni con il Teatro Massimo: «sarà con grande piacere che continuerò a lavorare con l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo, collaborando con Omer Meir Wellber, che è un direttore della nuova generazione già affermato e in continua ascesa e che darà certamente un contributo importante al Teatro Massimo sulla strada che già da tempo ha intrapreso».
Il Maestro Omer Meir Wellber è «molto contento di entrare a far parte della famiglia del Teatro Massimo. Si tratta di una grande amicizia iniziata quasi dieci anni fa, e non vedo l’ora di accompagnare questo teatro nella terza decade del ventunesimo secolo. La musica, che è un’arte che esiste solo nel presente, ci costringe a respirare e pensare all’unisono. La combinazione di personalità, esperienze e menti creative costituisce la magia del teatro. So che quanto più è importante il ruolo della musica nella vita di una città, maggiore è la sua felicità culturale – Palermo è stata una città ricca di cultura e multiculturale fin dall’antichità, e come tale per me è il palcoscenico ideale per creatività, bellezza e perfezione».
Immagine: ©Irmgard Brand

L’Università di Messina si colloca tra le eccellenze degli atenei italiani nei servizi di orientamento e placement. L’importante posizionamento è arrivato nell’ambito del Piano operativo promosso dall’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (Anpal), il programma volto a rafforzare la consulenza agli studenti nel percorso di crescita scolastico-professionale.
Un traguardo raggiunto con un progetto che ha superato gli standard stabiliti nella mappa di qualità dei servizi di placement universitari (Programma nazionale Fixo), consentendo a Unime di ottenere un punteggio che l’ha classificata al primo posto tra tutti gli atenei italiani. L’università di Messina ha totalizzato 87 punti, staccando importanti atenei come La Sapienza di Roma (15 punti di distanza) e La Normale di Pisa (26 punti di distanza).
“Questi risultati sono stati raggiunti grazie all’elevata professionalità del personale amministrativo – ha detto il professore Dario Caroniti, da 5 anni alla guida del Centro Orientamento e Placement e coordinatore dei placement universitari siciliani –  E dimostrano che anche a Messina è possibile raggiungere l’eccellenza. Basta lavorare con passione e valorizzare i talenti”.
Il successo ottenuto da Unime nei servizi di orientamento e placement premia il percorso virtuoso tracciato dal personale del Cop nel settore delle politiche di avvio al lavoro: dai tirocini professionali, all’inserimento nelle azienda, ai contratti di apprendistato.
Questo risultato per l’Università di Messina stabilisce per la prima volta l’avvio di una collaborazione con Anpal Servizi che rafforzerà e qualificherà ulteriormente i servizi di orientamento ai giovani forniti dal Cop (Centro Orientamento e Placement).  Nella foto: il professore Dario Caroniti, alla guida del Centro Orientamento e Placement e coordinatore dei placement universitari siciliani Università di Messina

Una vera e propria celebrazione del cibo di strada e della cultura gastronomica: si è conclusa la 4 giorni catanese dedicata alle migliori espressioni dello street food. A fare da cornice al format, ideato e organizzato dalla palermitana Admeridiem srl, il centro storico di Catania. Catanesi e turisti hanno partecipato alla manifestazione per degustare i 31 cibi di strada provenienti dalla Sicilia, dall’Italia e dal mondo e intervenire ai tanti momenti di approfondimento culturale e intrattenimento. Tanti i piatti che hanno registrato successo: dagli arrosticini abbruzzesi al kai Sate Thailandese per arrivare al panino con la milza di Nino U’ Ballerino. ”Una prima edizione catanese – dichiara Piergiorgio Martorana, amministratore unico di AdMeridiem srl, società ideatrice e organizzatrice della manifestazione – che ha voluto consolidare un format di successo già molto amato a Palermo. Un evento che punta alla valorizzazione della cultura gastronomica del territorio, ma vuole al tempo stesso far conoscere le diverse espressioni del cibo straniero, promuovendo il rispetto per la diversità fuori e dentro il piatto: questo è il vero senso della manifestazione. La Sicilia è da sempre terra di contaminazioni culturali, architettoniche ma anche e sopratutto gastronomiche”. Ma a Street Food Fest si è tenuta anche una vera e propria maratona di momenti di approfondimento culturale e gastronomico con spazi dedicati a giovani chef emergenti, degustazioni di proposte gastronomiche innovative o nel segno della tradizione, appuntamenti dedicati ai più piccoli. Un fitto calendario coordinato dalla direzione tecnica di Admeridiem e da due volti noti della gastronomia: lo chef Francesco Lelio e il ristoratore catanese Andrea Graziano, che hanno animato lo spazio gourmet. Tanti anche i momenti formativi dove protagoniste sono state le Università di Palermo e Catania con la direzione del docente Biagio Pecorino, e il dipartimento regionale della Pesca, che ha svolto un’azione di promozione e informazione sul prodotto ittico siciliano e ha contribuito a diffondere le buone pratiche alimentari e la valorizzazione del pesce dei nostri mari. “I numeri dell’edizione catanese parlano di un successo superiore ad ogni aspettativa – dichiara Davide Alamia, coordinatore dell’evento – con oltre 150 persone addette alla somministrazione di cibi e bevande, per distribuire oltre 20.000 kg di cibo e 15.000 litri di bevande. Un ringraziamento particolare va proprio a tutto il personale impiegato della manifestazione, dagli addetti al montaggio al personale delle pulizie e ai tanti street fooder presenti che instancabilmente hanno prodotto sotto gli occhi dei tanti visitatori senza mai venire meno alla qualità prodotti eccellenti”. “Un ringraziamento particolare – aggiunge – va agli alunni dei diversi istituti alberghieri che hanno collaborato con noi, che grazie a un progetto di alternanza scuola-lavoro hanno avuto la possibilità di vedere da vicino come si lavora in un grande festival gastronomico. Doveroso ringraziare l’amministrazione comunale per averci concesso una delle vie più prestigiose del capoluogo etneo, le forze dell’ordine e la polizia municipale perché senza di loro non sarebbe stato possibile vivere questa manifestazione in un clima sereno. Un ringraziamento speciale – aggiunge Piergiorgio Martorana – va a Ferrovia CircumEtnea Fce, una sinergia positiva per incentivare l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità sostenibile”.

L’ex presidente della Regione Rosario Crocetta è indagato insieme a una ventina di persone, tra cui funzionari regionali e il dirigente Maurizio Pirillo, per la gestione dell’emergenza rifiuti che, nell’estate del 2016 interessò l’Isola. Il reato ipotizzato dalla Procura di Palermo è di abuso in atti d’ufficio. I pm contestano a Crocetta l’avere autorizzato con ordinanze urgenti il conferimento in alcune discariche catanesi di oltre 6900 tonnellate di rifiuti. Procedura che per il governatore sarebbe stata giustificata dall’emergenza sanitaria in corso. Ma per i magistrati Crocetta avrebbe agito senza i pareri previsti dalla legge. Inoltre autorizzando in deroga il conferimento di quantità di rifiuti superiori a quelle previste dalle norme avrebbe consentito ai gestori delle discariche di aumentare i guadagni. All’ex governatore è stato notificato un avviso di garanzia.

La sofferenza, la miseria, la crudeltà della guerra: Robert Capa l’ha raccontata con la fotografia, attraversando cinque grandi conflitti mondiali del XX secolo.
Il grande maestro di fotogiornalismo viene ricordato a Palermo con una mostra al Real Albergo dei Poveri dal 25 aprile al 9 settembre 2018.
La ‘Robert Capa Retrospective’ dedicata al fotografo per i 70 anni di Magnum Photos, è promossa dall’assessorato regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018 ed è organizzata da Civita in collaborazione con Magnum Photos e la Casa dei Tre Oci.
Capa, nato a Budapest il 22 ottobre 1913 e morto in Thai Binh, Indocina, il 25 maggio 1954, per una mina anti-uomo, è lo pseudonimo di Endre Friedmann, inventato nel 1936 insieme alla compagna Gerda Taro.

La Rassegna: 107 fotografie in bianco e nero

Celebri alcuni dei i suoi scatti. Basti pensare alle uniche fotografie professionali dello sbarco in Normandia delle truppe americane, il 6 giugno 1944. Il progetto di Denis Curti fa fede alla mostra curata originariamente da Richard Whelan.
La rassegna presenta 107 fotografie in bianco e nero, che il fotografo, fondatore di Magnum Photos nel 1947 insieme a Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David “Chim” Seymour e William Vandivert, ha scattato dal 1936 al 1954, anno della sua morte.
<<Se la tendenza della guerra  – ha osservato Richard Whelan, biografo e studioso di Capa – è quella di disumanizzare, la strategia di Capa fu quella di ri-personalizzare la guerra registrando singoligesti ed espressioni del viso>>.
L’esposizione si articola in 12 sezioni: Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Gran Bretagna e Nord Africa 1941 – 1943, Italia 1943 – 1944, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954.

Una sezione speciale è dedicata alle fotografie scattate da Capa in Sicilia

Il fotografo giunse nell’isola nel luglio del 1943 imbarcato su una nave di rifornimenti che fungeva da copertura per l’avanzata della Settima Armata del generale George D. Patton. Le truppe americane furono accolte a Palermo da una popolazione esultante per la fine dell’occupazione tedesca. Celebre la sua foto scattata a un contadino siciliano che indica a un ufficiale americano la direzione presa dai tedeschi, nei pressi di Troina nell’agosto 1943.

I ritratti di amici e artisti

La mostra si conclude con i ritratti di amici e artisti: Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner, Capa stesso insieme a John Steinbeck, e un ritratto del fotografo scattato nel 1951 da Ruth Orkin.
Immagine: ‘Contadino siciliano indica a un ufficiale americano la direzione presa dai tedeschi, nei pressi di Troina, Sicilia, 4-5 agosto 1943′.  Fonte: www.civita.it – sala stampa   Copyright: Didascalia © Robert Capa © International Center of Photography / Magnum Photos

“La Protezione civile regionale ha diramato un avviso per il rischio meteo-idrogeologico ed idraulico in Sicilia, valido fino alle ore 24 di domani”. Lo rende noto il Comune di Palermo, sottolineando che in particolare si segnalano “condizioni meteo avverse dal pomeriggio di oggi e per 24-36 ore, si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensita’, frequente attivita’ elettrica, locali grandinate e venti forti o di burrasca, con raffiche sino a burrasca forte, dai quadranti meridionali. Mareggiate lungo le coste esposte”, conclude la nota.

Il 20% delle coppie ha problemi riproduttivi. A 40 anni il patrimonio follicolare della donna scende al 5%. I tassi di successo delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) diminuiscono linearmente dal 25,6% per le pazienti con meno di 34 anni al 6,3% per quelle con più di 43 anni: sulle liste d’attesa la lotta è anche contro l’età. Di medicina della riproduzione si parlerà a Palermo dal 26 al 28 aprile al Mondello Palace Hotel al convegno nazionale, dal titolo “Politics and Science on Reproductive Medicine”, inserito nel programma “Palermo 2018 Capitale Italiana della Cultura”.
“Il futuro della procreazione medicalmente assistita (PMA) nella nostra Regione si presenta incerto – affermano il prof. Antonio Perino ed il dr. Giuseppe Valenti, rispettivamente direttore del Centro Interaziendale di Procreazione Medicalmente Assistita per la Sicilia Occidentale (Azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello, Policlinico Universitario “Paolo Giaccone”, Asp 6 di Palermo) e coordinatore regionale della SIRU (Società Italiana Riproduzione Umana) – a fronte della mancata previsione del budget per il 2018 per i centri privati accreditati e dell’esaurimento delle risorse di quelli pubblici, nonostante il suo inserimento nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), con la conseguente dilatazione delle liste di attesa: in media da sei mesi a oltre un anno nel pubblico. Inoltre, nulla è stato ancora previsto circa i nuovi ticket, perciò abbiamo voluto inserire nell’ambito della tre giorni una prima sessione di confronto con le istituzioni”. Ai lavori parteciperà l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza.
Al centro della sessione pomeridiana di giovedì 26 aprile lo stato dell’arte della PMA e gli esiti dell’attività di verifica condotta dal Centro Nazionale Trapianti sulle strutture siciliane autorizzate alle prestazioni: ad illustrarli il direttore del CNT, Alessandro Nanni Costa.
Al centro delle sessioni scientifiche le tecniche di riproduzione medicalmente assistita.  “Le tecniche di PMA – spiegano Perino e Valenti – possono essere di I livello (IUI inseminazione intrauterina), di II e III livello (fecondazione extracorporea). Queste ultime sono meglio conosciute come F.I.V.E.T., che consiste nella fecondazione in vitro, cioè in laboratorio, grazie all’unione dei gameti femminili (ovociti) con quelli maschili (spermatozoi) e nel successivo trasferimento dell’embrione in cavità uterina. Oggi è molto usata anche la tecnica ICSI, che è un momento della F.I.V.ET. ed esattamente una modalità recente e ormai consolidata per far fecondare gli ovociti. Nella ICSI, o microiniezione, al contrario della tecnica classica in cui gli spermatozoi da soli fecondano l’ovocita, uno spermatozoo è iniettato dentro l’ovocita dal biologo- embriologo, attraverso un microscopio molto particolare che si chiama micromanipolatore”. “Un tema molto sentito e di grande impatto sociale  – precisano Perino e Valenti – è quello della fecondazione eterologa, tecnica che prevede l’utilizzo di un gamete, maschile o femminile, al di fuori della coppia, che in Italia  è stata autorizzata dalla Corte Costituzionale, con la sentenza del 10 giugno 2014, n. 162, dopo 10 anni di proibizionismo dalla L. 40/2004”.   “L’apertura all’eterologa – rilevano Perino e Valenti – nella nostra Nazione, ha determinato, nel 2016, un incremento delle nascite: l’aumento dei cicli e, quindi, delle richieste, si scontra, però, con la difficoltà di trovare sul territorio italiano donne donatrici e impone il ricorso a banche estere, perciò lo Stato, le società scientifiche e tutti i centri di PMA devono unire le forze per diffondere la cultura della donazione di ovociti”.  “Considerato – concludono Perino e Valenti – che secondo le previsioni OCSE, nel 2050, l’Italia sarà il terzo Paese più vecchio dell’area, quello della fertilità è un argomento centrale anche per il welfare del Paese: occorre far comprendere quanto sia importante il ruolo dell’età, la prevenzione dei comportamenti a rischio, nonché l’attenzione alla diagnosi precoce delle malattie dell’apparato riproduttivo. Ciò richiede sinergia tra scienza e programmazione politica, oltre alla diffusione delle informazioni, soprattutto, tra i giovani”.