Cose di Sicilia

L’Università di Messina si colloca tra le eccellenze degli atenei italiani nei servizi di orientamento e placement. L’importante posizionamento è arrivato nell’ambito del Piano operativo promosso dall’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (Anpal), il programma volto a rafforzare la consulenza agli studenti nel percorso di crescita scolastico-professionale.
Un traguardo raggiunto con un progetto che ha superato gli standard stabiliti nella mappa di qualità dei servizi di placement universitari (Programma nazionale Fixo), consentendo a Unime di ottenere un punteggio che l’ha classificata al primo posto tra tutti gli atenei italiani. L’università di Messina ha totalizzato 87 punti, staccando importanti atenei come La Sapienza di Roma (15 punti di distanza) e La Normale di Pisa (26 punti di distanza).
“Questi risultati sono stati raggiunti grazie all’elevata professionalità del personale amministrativo – ha detto il professore Dario Caroniti, da 5 anni alla guida del Centro Orientamento e Placement e coordinatore dei placement universitari siciliani –  E dimostrano che anche a Messina è possibile raggiungere l’eccellenza. Basta lavorare con passione e valorizzare i talenti”.
Il successo ottenuto da Unime nei servizi di orientamento e placement premia il percorso virtuoso tracciato dal personale del Cop nel settore delle politiche di avvio al lavoro: dai tirocini professionali, all’inserimento nelle azienda, ai contratti di apprendistato.
Questo risultato per l’Università di Messina stabilisce per la prima volta l’avvio di una collaborazione con Anpal Servizi che rafforzerà e qualificherà ulteriormente i servizi di orientamento ai giovani forniti dal Cop (Centro Orientamento e Placement).  Nella foto: il professore Dario Caroniti, alla guida del Centro Orientamento e Placement e coordinatore dei placement universitari siciliani Università di Messina

Una vera e propria celebrazione del cibo di strada e della cultura gastronomica: si è conclusa la 4 giorni catanese dedicata alle migliori espressioni dello street food. A fare da cornice al format, ideato e organizzato dalla palermitana Admeridiem srl, il centro storico di Catania. Catanesi e turisti hanno partecipato alla manifestazione per degustare i 31 cibi di strada provenienti dalla Sicilia, dall’Italia e dal mondo e intervenire ai tanti momenti di approfondimento culturale e intrattenimento. Tanti i piatti che hanno registrato successo: dagli arrosticini abbruzzesi al kai Sate Thailandese per arrivare al panino con la milza di Nino U’ Ballerino. ”Una prima edizione catanese – dichiara Piergiorgio Martorana, amministratore unico di AdMeridiem srl, società ideatrice e organizzatrice della manifestazione – che ha voluto consolidare un format di successo già molto amato a Palermo. Un evento che punta alla valorizzazione della cultura gastronomica del territorio, ma vuole al tempo stesso far conoscere le diverse espressioni del cibo straniero, promuovendo il rispetto per la diversità fuori e dentro il piatto: questo è il vero senso della manifestazione. La Sicilia è da sempre terra di contaminazioni culturali, architettoniche ma anche e sopratutto gastronomiche”. Ma a Street Food Fest si è tenuta anche una vera e propria maratona di momenti di approfondimento culturale e gastronomico con spazi dedicati a giovani chef emergenti, degustazioni di proposte gastronomiche innovative o nel segno della tradizione, appuntamenti dedicati ai più piccoli. Un fitto calendario coordinato dalla direzione tecnica di Admeridiem e da due volti noti della gastronomia: lo chef Francesco Lelio e il ristoratore catanese Andrea Graziano, che hanno animato lo spazio gourmet. Tanti anche i momenti formativi dove protagoniste sono state le Università di Palermo e Catania con la direzione del docente Biagio Pecorino, e il dipartimento regionale della Pesca, che ha svolto un’azione di promozione e informazione sul prodotto ittico siciliano e ha contribuito a diffondere le buone pratiche alimentari e la valorizzazione del pesce dei nostri mari. “I numeri dell’edizione catanese parlano di un successo superiore ad ogni aspettativa – dichiara Davide Alamia, coordinatore dell’evento – con oltre 150 persone addette alla somministrazione di cibi e bevande, per distribuire oltre 20.000 kg di cibo e 15.000 litri di bevande. Un ringraziamento particolare va proprio a tutto il personale impiegato della manifestazione, dagli addetti al montaggio al personale delle pulizie e ai tanti street fooder presenti che instancabilmente hanno prodotto sotto gli occhi dei tanti visitatori senza mai venire meno alla qualità prodotti eccellenti”. “Un ringraziamento particolare – aggiunge – va agli alunni dei diversi istituti alberghieri che hanno collaborato con noi, che grazie a un progetto di alternanza scuola-lavoro hanno avuto la possibilità di vedere da vicino come si lavora in un grande festival gastronomico. Doveroso ringraziare l’amministrazione comunale per averci concesso una delle vie più prestigiose del capoluogo etneo, le forze dell’ordine e la polizia municipale perché senza di loro non sarebbe stato possibile vivere questa manifestazione in un clima sereno. Un ringraziamento speciale – aggiunge Piergiorgio Martorana – va a Ferrovia CircumEtnea Fce, una sinergia positiva per incentivare l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità sostenibile”.

L’ex presidente della Regione Rosario Crocetta è indagato insieme a una ventina di persone, tra cui funzionari regionali e il dirigente Maurizio Pirillo, per la gestione dell’emergenza rifiuti che, nell’estate del 2016 interessò l’Isola. Il reato ipotizzato dalla Procura di Palermo è di abuso in atti d’ufficio. I pm contestano a Crocetta l’avere autorizzato con ordinanze urgenti il conferimento in alcune discariche catanesi di oltre 6900 tonnellate di rifiuti. Procedura che per il governatore sarebbe stata giustificata dall’emergenza sanitaria in corso. Ma per i magistrati Crocetta avrebbe agito senza i pareri previsti dalla legge. Inoltre autorizzando in deroga il conferimento di quantità di rifiuti superiori a quelle previste dalle norme avrebbe consentito ai gestori delle discariche di aumentare i guadagni. All’ex governatore è stato notificato un avviso di garanzia.

La sofferenza, la miseria, la crudeltà della guerra: Robert Capa l’ha raccontata con la fotografia, attraversando cinque grandi conflitti mondiali del XX secolo.
Il grande maestro di fotogiornalismo viene ricordato a Palermo con una mostra al Real Albergo dei Poveri dal 25 aprile al 9 settembre 2018.
La ‘Robert Capa Retrospective’ dedicata al fotografo per i 70 anni di Magnum Photos, è promossa dall’assessorato regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018 ed è organizzata da Civita in collaborazione con Magnum Photos e la Casa dei Tre Oci.
Capa, nato a Budapest il 22 ottobre 1913 e morto in Thai Binh, Indocina, il 25 maggio 1954, per una mina anti-uomo, è lo pseudonimo di Endre Friedmann, inventato nel 1936 insieme alla compagna Gerda Taro.

La Rassegna: 107 fotografie in bianco e nero

Celebri alcuni dei i suoi scatti. Basti pensare alle uniche fotografie professionali dello sbarco in Normandia delle truppe americane, il 6 giugno 1944. Il progetto di Denis Curti fa fede alla mostra curata originariamente da Richard Whelan.
La rassegna presenta 107 fotografie in bianco e nero, che il fotografo, fondatore di Magnum Photos nel 1947 insieme a Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David “Chim” Seymour e William Vandivert, ha scattato dal 1936 al 1954, anno della sua morte.
<<Se la tendenza della guerra  – ha osservato Richard Whelan, biografo e studioso di Capa – è quella di disumanizzare, la strategia di Capa fu quella di ri-personalizzare la guerra registrando singoligesti ed espressioni del viso>>.
L’esposizione si articola in 12 sezioni: Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Gran Bretagna e Nord Africa 1941 – 1943, Italia 1943 – 1944, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954.

Una sezione speciale è dedicata alle fotografie scattate da Capa in Sicilia

Il fotografo giunse nell’isola nel luglio del 1943 imbarcato su una nave di rifornimenti che fungeva da copertura per l’avanzata della Settima Armata del generale George D. Patton. Le truppe americane furono accolte a Palermo da una popolazione esultante per la fine dell’occupazione tedesca. Celebre la sua foto scattata a un contadino siciliano che indica a un ufficiale americano la direzione presa dai tedeschi, nei pressi di Troina nell’agosto 1943.

I ritratti di amici e artisti

La mostra si conclude con i ritratti di amici e artisti: Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner, Capa stesso insieme a John Steinbeck, e un ritratto del fotografo scattato nel 1951 da Ruth Orkin.
Immagine: ‘Contadino siciliano indica a un ufficiale americano la direzione presa dai tedeschi, nei pressi di Troina, Sicilia, 4-5 agosto 1943′.  Fonte: www.civita.it – sala stampa   Copyright: Didascalia © Robert Capa © International Center of Photography / Magnum Photos

“La Protezione civile regionale ha diramato un avviso per il rischio meteo-idrogeologico ed idraulico in Sicilia, valido fino alle ore 24 di domani”. Lo rende noto il Comune di Palermo, sottolineando che in particolare si segnalano “condizioni meteo avverse dal pomeriggio di oggi e per 24-36 ore, si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensita’, frequente attivita’ elettrica, locali grandinate e venti forti o di burrasca, con raffiche sino a burrasca forte, dai quadranti meridionali. Mareggiate lungo le coste esposte”, conclude la nota.

Il 20% delle coppie ha problemi riproduttivi. A 40 anni il patrimonio follicolare della donna scende al 5%. I tassi di successo delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) diminuiscono linearmente dal 25,6% per le pazienti con meno di 34 anni al 6,3% per quelle con più di 43 anni: sulle liste d’attesa la lotta è anche contro l’età. Di medicina della riproduzione si parlerà a Palermo dal 26 al 28 aprile al Mondello Palace Hotel al convegno nazionale, dal titolo “Politics and Science on Reproductive Medicine”, inserito nel programma “Palermo 2018 Capitale Italiana della Cultura”.
“Il futuro della procreazione medicalmente assistita (PMA) nella nostra Regione si presenta incerto – affermano il prof. Antonio Perino ed il dr. Giuseppe Valenti, rispettivamente direttore del Centro Interaziendale di Procreazione Medicalmente Assistita per la Sicilia Occidentale (Azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello, Policlinico Universitario “Paolo Giaccone”, Asp 6 di Palermo) e coordinatore regionale della SIRU (Società Italiana Riproduzione Umana) – a fronte della mancata previsione del budget per il 2018 per i centri privati accreditati e dell’esaurimento delle risorse di quelli pubblici, nonostante il suo inserimento nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), con la conseguente dilatazione delle liste di attesa: in media da sei mesi a oltre un anno nel pubblico. Inoltre, nulla è stato ancora previsto circa i nuovi ticket, perciò abbiamo voluto inserire nell’ambito della tre giorni una prima sessione di confronto con le istituzioni”. Ai lavori parteciperà l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza.
Al centro della sessione pomeridiana di giovedì 26 aprile lo stato dell’arte della PMA e gli esiti dell’attività di verifica condotta dal Centro Nazionale Trapianti sulle strutture siciliane autorizzate alle prestazioni: ad illustrarli il direttore del CNT, Alessandro Nanni Costa.
Al centro delle sessioni scientifiche le tecniche di riproduzione medicalmente assistita.  “Le tecniche di PMA – spiegano Perino e Valenti – possono essere di I livello (IUI inseminazione intrauterina), di II e III livello (fecondazione extracorporea). Queste ultime sono meglio conosciute come F.I.V.E.T., che consiste nella fecondazione in vitro, cioè in laboratorio, grazie all’unione dei gameti femminili (ovociti) con quelli maschili (spermatozoi) e nel successivo trasferimento dell’embrione in cavità uterina. Oggi è molto usata anche la tecnica ICSI, che è un momento della F.I.V.ET. ed esattamente una modalità recente e ormai consolidata per far fecondare gli ovociti. Nella ICSI, o microiniezione, al contrario della tecnica classica in cui gli spermatozoi da soli fecondano l’ovocita, uno spermatozoo è iniettato dentro l’ovocita dal biologo- embriologo, attraverso un microscopio molto particolare che si chiama micromanipolatore”. “Un tema molto sentito e di grande impatto sociale  – precisano Perino e Valenti – è quello della fecondazione eterologa, tecnica che prevede l’utilizzo di un gamete, maschile o femminile, al di fuori della coppia, che in Italia  è stata autorizzata dalla Corte Costituzionale, con la sentenza del 10 giugno 2014, n. 162, dopo 10 anni di proibizionismo dalla L. 40/2004”.   “L’apertura all’eterologa – rilevano Perino e Valenti – nella nostra Nazione, ha determinato, nel 2016, un incremento delle nascite: l’aumento dei cicli e, quindi, delle richieste, si scontra, però, con la difficoltà di trovare sul territorio italiano donne donatrici e impone il ricorso a banche estere, perciò lo Stato, le società scientifiche e tutti i centri di PMA devono unire le forze per diffondere la cultura della donazione di ovociti”.  “Considerato – concludono Perino e Valenti – che secondo le previsioni OCSE, nel 2050, l’Italia sarà il terzo Paese più vecchio dell’area, quello della fertilità è un argomento centrale anche per il welfare del Paese: occorre far comprendere quanto sia importante il ruolo dell’età, la prevenzione dei comportamenti a rischio, nonché l’attenzione alla diagnosi precoce delle malattie dell’apparato riproduttivo. Ciò richiede sinergia tra scienza e programmazione politica, oltre alla diffusione delle informazioni, soprattutto, tra i giovani”.    

I negozi e le imprese che hanno detto no al pizzo in Sicilia, raccolti nella rete Pago chi non paga di Addiopizzo, sono ormai piu’ di mille. Ma per tutti quei produttori che non hanno un negozio su strada e una vetrina su cui apporre il logo del consumo critico antiracket e’ nato AddiopizzoStore, un sito di e-commerce che permette di acquistare prodotti siciliani, dall’alimentare al tessile, dalla musica all’editoria, con la garanzia del pizzo-free. “AddiopizzoStore, nuovo spin-off dell’associazione palermitana, nasce – si legge in una nota – per venire incontro alle esigenze dei consumatori di tutta Italia, che con un semplice clic possono ritrovarsi a casa un pezzo di Sicilia, quella bella e giusta”. L’iniziativa segue le orme di Addiopizzo Travel, primo spin-off nato da alcuni soci fondatori di Addiopizzo, che si e’ rivolta a non siciliani, proponendo loro viaggi pizzo-free che mostrano il volto autentico dell’Isola. Sul sito www.addiopizzostore.com e’ gia’ possibile acquistare, da tutti i paesi dell’Ue, il merchandising di Addiopizzo, olio, biscotti, vino, libri, dischi, vestaglie, caffettiere, e prodotti di realta’ diverse che appartengono alla lista di consumo critico.

Cinquantamila euro. A tanto ammonta il risarcimento danni che il settimanale l’Espresso, l’ex direttore Luigi Vicinanza e i giornalisti Maurizio Zoppi e Pietro Messina, dovranno pagare ‘in solido’ all’ex governatore siciliano, Rosario Crocetta. Al centro della vicenda la frase che sarebbe stata pronunciata da Matteo Tutino, medico personale dell’ex presidente della Regione siciliana (“Lucia Borsellino va fatta fuori. Come suo padre”), durante una telefonata con lo stesso Crocetta. Un’intercettazione smentita dalle Procure e contenuta in un articolo di luglio del 2015 del giornale, di cui adesso il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Palermo, Cinzia Ferreri, sottolinea la natura diffamatoria. “La sentenza accoglie la tesi della difesa – dicono i legali di Crocetta, Vincenzo Lo Re e Michele Romano -, in particolare del grave danno fisico e psichico subito dell’ex presidente della Regione”. “L’attività istruttoria – dice il giudice – ha confermato che la diffusione della notizia falsa aveva turbato la serenità dell’attore, provocando delle sofferenze morali”. Da qui il risarcimento danni “tenuto conto della falsità della notizia, del ruolo istituzionale ricoperto dall’attore (che rivestiva la carica di presidente della Regione) e della circostanza che l’attore nella sua carriera politica è sempre stato impegnato nella lotta alla mafia, della portata dell’offesa, della diffusione su tutto il territorio nazionale del periodico L’Espresso”. Altri duemila euro ciascuno dovranno essere pagati da ciascuno dei tre giornalisti quale pena pecunaria risarcitoria prevista dall’articolo 12 della legge sulla stampa. Crocetta, subito dopo la pubblicazione dell’intercettazione fantasma, aveva annunciato in conferenza stampa la richiesta di un risarcimento di 10 milioni di euro.

Una novità esaltante per l’Isola: parte dalla Sicilia, Sicicon Valley, think tank nato per valorizzazione il territorio siciliano attraverso un global incubator, che si pone come obiettivo di “integrare i rapporti internazionali nel segno della quarta rivoluzione industriale”. Sicicon Valley Expo 2018 debutterà, a Palermo, giovedì 22 marzo, con una tre giorni che si concluderà domenica 25, e che prevede incontri, dibattiti, start up competition e show cooking, al Mercato San Lorenzo, all’Ars e ai Cantieri Culturali alla Zisa. All’evento saranno presenti 55 delegati da 30 diversi paesi europei, sudamericani, dal Medio Oriente e dall’Africa. Sicicon Valley, nata da un’idea siciliana, si avvale di un network internazionale, con base in diversi paesi dal Sud Africa al Medio Oriente, all’Europa e all’America Latina, è un global incubator che segue le direttrici che la quarta rivoluzione industriale ha posto come obbiettivi: robotica, cyber, greentech, foodtech, traveltech, intelligenza artificiale. I gruppi che ne fanno parte, e che saranno rappresentati a Sicicon Valley Expo 2018, appartengono ai partiti di derivazione social democratica, liberale e che si ispirano al PPE (Partito Popolare Europeo)

Su delega della Procura i finanzieri del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo hanno sequestrato oltre 150.000 euro all’ex pm Antonio Ingroia e a Antonio Chisari, all’epoca dei fatti, rispettivamente, amministratore unico e revisore contabile della società partecipata regionale Sicilia e Servizi spa (oggi Sicilia Digitale spa). Entrambi sono indagati per una duplice ipotesi di peculato. Il provvedimento di sequestro preventivo è stato emesso dal gip del Tribunale del capoluogo su richiesta della locale Procura. Le contestazioni mosse agli indagati traggono origine dalla natura riconosciuta alla Sicilia e-Servizi spa di società in house della Regione e dalla conseguente qualifica di incaricato di pubblico servizio rivestita da entrambi. Ingroia, in particolare, dapprima liquidatore della società (dal 23 settembre 2013), è stato successivamente nominato amministratore unico dall’assemblea dei soci (carica che ha ricoperto dall’8 aprile 2014 al 4 febbraio 2018). “Le indagini hanno consentito di accertare che il 3 luglio 2014 – spiegano le Fiamme gialle – Ingroia si è autoliquidato circa 117.000 euro a titolo di indennità di risultato per la precedente attività di liquidatore, in aggiunta al compenso omnicomprensivo che gli era stato riconosciuto dall’assemblea, per un importo di 50.000 euro”. L’auto-liquidazione del compenso ha determinato un abbattimento dell’utile di esercizio del 2013 da 150.000 euro a 33.000 euro.
“La violazione della normativa nazionale e regionale in materia di riconoscimento delle indennità premiali ai manager delle società partecipate da Pubbliche Amministrazioni – dicono ancora dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Palermo – è stata avallata dal revisore contabile, Chisari, il quale, in base alla disciplina civilistica, avrebbe dovuto effettuare verifiche sulla regolarità dell’operazione”. Ingroia si sarebbe, inoltre, indebitamente appropriato di ulteriori 34.000 euro, a titolo di rimborso spese sostenute per vitto e alloggio nel 2014 e nel 2015, in occasione delle trasferte a Palermo per svolgere le funzioni di amministratore, nonostante la normativa nazionale e regionale, chiarita da una circolare dell’assessorato regionale dell’Economia, consentisse agli amministratori di società partecipate residenti fuori sede l’esclusivo rimborso delle spese di viaggio. “Lo stesso Ingroia aveva adottato un regolamento interno alla società che consentiva tale ulteriore indebito rimborso” concludono gli investigatori. Anche in questo caso la violazione della normativa vigente è stata avallata dal revisore contabile, Chisari, indagato – in concorso con Ingroia – anche per questa seconda ipotesi di peculato