Berlusconi

“Nessuna divisione all’interno del centrodestra. Certo, ci sono differenze ed è giusto che ci siano, dato che rappresentiamo tradizioni, storie e culture politiche diverse”. È quanto afferma il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un’intervista al settimanale ‘Tempi’ in edicola domani, realizzata da Fabrizio Ratiglia e dal direttore Alessandro Giuli. “Noi siamo liberali con una profonda radice cristiana – aggiunge Berlusconi – ci identifichiamo con convinzione nel Partito Popolare Europeo, di cui siamo espressione in Italia, rappresentiamo il centro alternativo alla sinistra, quello che vince in tutta Europa. Con queste caratteristiche Forza Italia svolge un ruolo trainante, confermato dai risultati elettorali. I nostri alleati svolgono una funzione diversa, complementare a questa, di grande dignità, perfettamente compatibile”. “Non c’è nessuna incomunicabilità da superare. C’è la normale dialettica fra forze politiche alleate ma distinte. Non siamo un partito unico e non lo diventeremo. Il patto va benissimo, ma vorrei che riguardasse le cose che vogliamo fare insieme: per noi sono essenziali meno tasse sulle persone, sul lavoro e sulle imprese, la flat-tax più bassa possibile e uguale per tutti, con una esenzione fino a 12.000 euro, un “reddito di dignità” che affronti da subito il vero scandalo italiano, 15 milioni di persone in condizioni di povertà assoluta o relativa. E poi meno burocrazia, più sicurezza, blocco dell’immigrazione clandestina, un diverso rapporto con l’Europa, ricupero della sovranità monetaria attraverso la doppia moneta”, conclude. “Il centrodestra – prosegue – non è tornato, è sempre stato la maggioranza naturale degli italiani”. “Senza dubbio – annuncia Berlusconi -il Movimento Cinque Stelle ha dimostrato di non saper governare le città, ma anche il Pd non può certo essere fiero dei risultati dei suoi sindaci. Noi vinciamo per la qualità delle nostre idee e delle persone che le rappresentano, donne e uomini che non sono professionisti della politica, ma che nella società civile, nel lavoro, nelle professioni, nell’impresa, nell’impegno sociale, nella cultura, hanno dimostrato quello che sanno fare ed hanno voglia di mettere le loro capacità al servizio della collettività”.

“C’è un centrodestra vivace. Qualcuno lodava per morto e invece, sorpresa: è in ottima forma. E dal 26 giugno scriverà il suo programma”. Lo afferma Matteo Salvini in una intervista al Corriere della Sera. E commenta il voto: “Abbiamo tanti e tanti sindaci e consiglieri in più. Non soltanto in Lombardia: ora sosteniamo il nostro primo sindaco nel Lazio, a San Felice Circeo. In Sicilia abbiamo 25 nuovi consiglieri comunali” e “la Lega è particolarmente in forma ma tutta la squadra ha giocato un buon primo tempo. Dal 26 giugno, il giorno dopo i ballottaggi, costruiamo insieme il programma del centrodestra” e “queste elezioni hanno dimostrato che non è necessario incontrarsi tutti i lunedì intorno al caminetto. Il punto è avere le idee chiare e lavorare seriamente. Come in Lombardia e Veneto, io sono orgoglioso delle nostre politiche di governo”. Sarà Salvini la guida del centrodestra? “Io l’ho detto: mi sento pronto per la squadra e il programma che abbiamo. Ma questa non è affatto un’imposizione, né una pretesa, né niente di simile. Ripeto: se ne parla tutti insieme dal 26”. Ma esclude una lista unica con Forza Italia: “No. No. No. Si può andare d’accordo ma ognuno ha la sua identità”. E precisa: “Io il piede in due scarpe non lo tengo, non è la politica come la intendo io. Non posso andare a dire ‘prima votatemi, poi forse mi alleo con Berlusconi o forse mi alleo con Grillo’. Non apprezzo questo tipo di ambiguità della politica”.

“Si tratta di elezioni amministrative, molto condizionate da fattori locali, quindi è saggio non trarne indicazioni affrettate a livello politico generale”. Così Silvio Berlusconi in una nota, riguardo alle consultazioni di domenica scorsa. “Rimane alta e preoccupante – osserva – la percentuale degli astensionisti. Quasi un italiano su due non è andato a votare. Questo conferma che la rappresentanza politica non è in sintonia con gli elettori, qualunque sia il sistema elettorale”. E aggiunge: Oggi il centrodestra ha davanti a sé una sfida importantissima. Quella di portare il nostro modello di buongoverno liberale in molte città italiane. Per questo dobbiamo impegnarci a fondo: la sfida è quella di battere la sinistra, continuando a privilegiare le ragioni dell’unità, ma soprattutto a parlare di temi concreti, di programmi e di progetti realizzabili, meno tasse comunali, più sicurezza, meno burocrazia, più trasparenza, più ordine e pulizia, più controlli degli immigrati, attrazione per gli investimenti”.

“No a patrimoniali e aumenti Iva, flat tax al 23%”. È questa la ricetta di Silvio Berlusconi, intervistato dal Sole 24 Ore, per il dopo voto politico. Per il leader azzurro, “ferma restando la necessità irrinunciabile di risparmiare comunque il più possibile, la strada della crescita non ha alternative. Per favorirla – spiega l’ex premier – bisogna anche creare condizioni attrattive per gli investimenti: meno tasse, meno burocrazia, più infrastrutture, più sicurezza, migliore legalità. Ma soprattutto bisogna cambiare politica fiscale: meno tasse sulle famiglie, sulle imprese, sul lavoro che producono più consumi, più produzione, più posti di lavoro. Con l’introduzione della flat tax, otterremo anche un maggior gettito per lo Stato con la quasi totale eliminazione della elusione e della evasione. È la ricetta vincente di Reagan che ha avuto successo dovunque sia stata realizzata. Puntiamo anche a una riduzione del rapporto debito/Pil sotto la soglia psicologica del 100% nell’arco di una legislatura. Ma senza alcuna imposta patrimoniale bensì attraverso la riduzione della spesa pubblica e degli interessi”. Dopo lo stop di ieri alla legge elettorale che per il leader Fi “allontanerebbe la data delle urne”, la richiesta è però quella di “andare avanti, Pd e M5S siano responsabili”, in quanto “gli strumenti per correggere una votazione sbagliata non mancano”.

“Siamo l’unica forza politica a non aver mai cambiato idea in materia di legge elettorale. In un quadro politico frammentato, siamo convinti che un sistema a base proporzionale sia l’unico in grado di rappresentare correttamente il voto dei cittadini nelle istituzioni”. Così Silvio Berlusconi in una intervista al Giornale. Sulla legge elettorale, continua l’ex premier e leader di Forza Italia: “Se si rimane al sistema tedesco applicato nel modo più simile possibile all’originale da parte nostra non vi saranno ostacoli, anzi faremo la nostra parte perché la legge elettorale vada in porto il più presto possibile”. E aggiunge: “non saremo mai con Renzi”.

“Le scelte compiute, in questi ultime settimane, dal Partito democratico di Renzi rendono ancora piu’ evidente la metamorfosi, politica e culturale, di questo partito”. Lo dicono gli eurodeputati di Articolo1-Mdp Massimo Paolucci, Antonio Panzeri e Flavio Zanonato. Per loro “la clamorosa ‘legge truffa’ sui voucher si somma alla decisione di non ripristinare la tassa sulla casa ai ricchi proprietari immobiliari, al nuovo tentativo di ‘occupare’ la Rai, al clamoroso scivolone sulla legittima difesa. Non ci sono piu’ dubbi, anche con la nuova legge elettorale proporzionale, Renzi rottama la sinistra, la possibilita’ di costruire un nuovo centro sinistra e prepara la grande coalizione con Berlusconi. La decisione presa da Giuliano Pisapia rappresenta un utile passo in avanti, un tassello, per offrire a tanti elettori di sinistra e di centro sinistra una credibile alternativa. Non bisogna perdere altro tempo: il patto Renzi-Berlusconi portera’ rapidamente il paese alle urne”. Poi, aggiungono: “Non e’ il momento di erigere steccati, serve il massimo di apertura. Lavoriamo, sin dalle prossime ore alla costruzione di un primo nucleo costituente di questo nuovo raggruppamento che prepari un grande appuntamento pubblico ai primi di luglio. Serve un processo democratico, costruito dal basso, inclusivo e con intento ricostruttivo. L’esatto contrario di una operazione verticistica e di ceto politico. Sono indispensabili le primarie per scegliere i nostri candidati alla camera, al senato, il presidente di questa alleanza ed un programma in netta discontinuita’ con le scelte compiute in questi anni da Renzi. Serve un programma di governo che scelga chiaramente l’Europa come il campo “naturale” di iniziativa e battaglia politica. Non ci sono pregiudiziali da anteporre, in tantissimi devono poter contribuire con il loro mattone alla costruzione della nuova casa del centro sinistra sulla base di un progetto chiaro e preventivamente definito e condiviso”, concludono.

“Nel nostro programma una parte importante e’ dedicata proprio alle donne, perche’ le donne sono il motore dell’Italia, il cuore del nostro Paese, a cominciare dalle nostre mamme, che hanno lavorato e lavorano piu’ di tutti senza che il loro sforzo venga riconosciuto. A loro vogliamo dare una pensione adeguata affinche’ possano trascorrere una vecchiaia serena e dignitosa”. Cosi’ il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nel messaggio inviato al convegno di Forza Italia in svolgimento a Monza ‘Prima le donne’, promosso dalla deputata Fi Elena Centemero, con gli interventi di Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo, Deborah Bergamini, e alla presenza di Mariastella Gelmini, Fabrizio Sala (vice presidente di Regione Lombardia) e il candidato Sindaco di Monza Dario Allevi. “La vostra manifestazione- aggiunge Berlusconi- reca il titolo ‘Prima le donne’. Per noi e’ davvero cosi’: siamo stati noi a fare la legge contro lo stalking per proteggere le donne; e’ grazie all’impegno di Forza Italia che da quest’anno ci saranno le risorse per sostenere gli orfani delle donne vittime di femminicidio; e’ stato il nostro Governo ad introdurre per legge l’obbligo di almeno il 30% di donne nei Consigli di Amministrazione delle aziende quotate in borsa e delle aziende pubbliche; siamo stati noi i primi a credere nell’importanza di candidare tante donne in Parlamento ed affidare loro ruoli di primissimo piano nei nostri Governi e nel nostro Movimento e Voi, care Elena, Deborah, Mara, Stefania, ne siete la conferma. “Possiamo essere orgogliosi degli obiettivi che abbiamo raggiunto e di quelli che ancora vogliamo raggiungere – conclude il leader di Fi – affinche’ il prezioso ruolo delle donne a Monza, in Lombardia, in Italia, nella societa’ come in politica, nel lavoro come nelle Istituzioni, sia sempre piu’ riconosciuto e valorizzato, non come concessione ma come diritto, non come eccezione ma come regola”.

“E’ un professionista della televisione, con il quale spesso non sono d’accordo, ma che conosce e sa usare lo strumento televisivo con grande ‘mestiere’. Lo dico da uomo di televisione: nessuna azienda televisiva si priverebbe di un protagonista come lui, il cui costo – in un sistema di mercato – e’ ampiamente coperto dal ritorno che da’ all’azienda in termini di audience”. Cosi’ il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, in un’intervista al settimanale “Panorama”, risponde a una domanda su Fabio Fazio. “Voglio aggiungere che Fazio, a differenza di altri giornalisti e uomini di spettacolo, ha le sue idee e non le nasconde, ma e’ un professionista corretto. Ricordo con piacere un’intervista che mi fece l’anno scorso: fu una pagina televisiva di qualita’, rispettosa anche se tutt’altro che appiattita”, aggiunge.

Come sono andate le elezioni in Francia? “Bene. Sono una buona cosa”, risponde Silvio Berlusconi ad Alessandro Poggi in un’intervista che andra’ in onda stasera a Cartabianca. “Speriamo di potere ripartire davvero per rifare l’Europa, quella che noi sognavamo, che tutta la mia generazione ha sognato. Non quella burocratica di adesso, che effettivamente piu’ che aiutare i popoli e l’economia restringe le possibilita’ di sviluppo. E questo – conclude Berlusconi – dimostra l’indifferenza, se non addirittura l’ostilita’, dei popoli di tutta Europa nei confronti dell’Unione europea”.

“Berlusconi parla in modo molto generico. Non credo conosca il testo che stiamo discutendo, e forse neanche quello approvato nel 2006 dal suo governo! Io penso che vogliano sottrarsi a qualsiasi responsabilita’ politica. Solo per questo dicono no ad una buona riforma”. Cosi’ il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, replica al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sul tema della legittima difesa.