Costituzione

“Siamo di fronte a un atto di negazione della democrazia costituzionale senza precedenti. Non era mai accaduto che neanche una Camera potesse entrare nel merito di un provvedimento”. Lo ha detto il deputato di Leu Stefano Fassina intervenendo in commissione Bilancio a Montecitorio. “In prima lettura qui a Montecitorio – ricorda – abbiamo avuto un testo di ‘intrattenimento’, utilizzato da Governo e maggioranza per impegnare Deputati, media, interessi organizzati e opinione pubblica mentre era in corso il negoziato con la Commissione europea. Al Senato, è arrivato in zona Cesarini, con un maxi-emendamento, l’esito del confronto con Bruxelles: un testo non soltanto ridimensionato negli importi per i principali capitoli di spesa, ma inzeppato di misure aggiuntive, estremamente rilevanti per impatto economico, insieme a una valanga di misure ordinamentali, ‘marchette’ le avrebbero definite dall’opposizione i campioni del M5S”. “Un’alternativa c’era. Ovviamente, onerosa in termini di reputazione politica, ma c’era: un mese di esercizio provvisorio per consentire almeno a un ramo del Parlamento di svolgere le funzioni previste dalla Costituzione. I principi costituzionali della democrazia parlamentare sono stati, invece, ancora una volta, sacrificati ai principi di finanza pubblica, certo presenti nella Costituzione della Repubblica, ma subordinati ai primi”, conclude.

“C’è chi propone l’abolizione totale dell’Iva, chi delle tasse universitarie, chi promette la scuola gratis a tutti, chi una soglia di tassazione talmente bassa che non troverebbe posto nemmeno nel libro dei sogni: è il Far West della politica, dove molti protagonisti si sfidano a colpi di pistola come se fossero in un saloon”. Così Flavio Tosi, candidato al Senato per Noi con l’Italia. “Io, molto più realisticamente, mi impegnerò perché il prossimo parlamento inserisca in Costituzione un tetto massimo alle tasse oltre il quale la pressione fiscale diventi illegale – spiega Tosi -. E’ un provvedimento di buonsenso e realizzabile in tempi brevi, se ci sarà la volontà di tutti. Ma chi avrà il coraggio di opporsi? Quanto alla soglia massima di tassazione sarà tutto il centrodestra a concordarla, tenendo come punto di riferimento il 23% indicato da Berlusconi nelle ultime settimane”.

Il presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy si e’ dichiarato aperto alla possibilita’ di una riforma della Costituzione spagnola del 1978 sul modello federale, dopo la crisi politica in corso con la Catalogna, ma solo a condizione di una proposta chiara. Lo riferiscono oggi i quotidiani spagnoli “La Vanguardia” ed “El Pais”, riportando un’intervista del giornale italiano “La Repubblica”. “Si parla di riformare la Costituzione, ma finora nessuno ha indicato chiaramente cosa sarebbe oggetto di riforma e cosa no, quindi sono parole vuote. Sono comunque disponibile al dialogo”, ha dichiarato Rajoy. “Dopo le elezioni di dicembre iniziera’ una nuova fase di normalita’”, ha concluso il premier spagnolo.

“Si sta addensando un’enfasi eccessiva sul referendum consultivo di domenica. Forse è il caso di ricordare un po’ a tutti che non siamo di fronte ad un nuovo caso Catalogna, ma ad un efficace momento di comunicazione politica che sta funzionando con la collaborazione attiva dei media e anche delle forze politiche che non hanno sostenuto il referendum. Era scontato l’esito perché il quesito politico conteneva già la risposta: “volete che le risorse provenienti dalle vostre tasse restino a casa vostra o accettate che ne possano disporre anche al sud?”. Il rapporto Regioni/Stato va ridiscusso, certo, così come non va sottovalutato il ‘sentiment’ del popolo veneto e lombardo. Ma senza dimenticare che la regola del gioco è fissata dalla Costituzione che impone principi come la solidarietà e la progressività del sistema tributario. Dunque un po’ di sobrietà da parte di tutti non guasterebbe”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.

Secondo il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, il referendum in Catalogna si deve fare oppure no, come sostiene il governo spagnolo? “Ha ragione il governo spagnolo, perche’ questo referendum e’ contro la Costituzione spagnola e anche contro le norme catalane. Questo referendum non ha nulla a che vedere con quello che si fa in Lombardia e in Veneto: quello e’ per l’autonomia, questo per la secessione. Io mi auguro che si arrivi ad una soluzione politica, che Madrid e Barcellona ricomincino a parlare tra loro”, ha affermato Tajani ai microfoni del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. “Il referendum da un punto di vista legale e’ illegittimo, non e’ permesso dalla Costituzione, ma questo lo dicono anche gli stessi giuristi catalani”, ha aggiunto Tajani a Rai Radio1.

“Nella prima parte della Carta Costituzionale sono sanciti principi che sono ancora una straordinaria e pura fonte di ispirazione: lavoro, giustizia, uguaglianza, libertà, rispetto. Sono principi che contengono una bellezza e una forza alla quale dobbiamo sempre riferirci, alla quale dobbiamo tornare tutte le volte che dobbiamo compiere delle scelte”. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso dal palco in piazza Duomo, nelle celebrazioni del 25 aprile. “Tra i principi fondamentali della nostra Costituzione – ha detto – c’è scritto che chi nel suo Paese non gode delle libertà democratiche ha diritto di asilo in Italia. L’amore per la libertà che avevano i Costituenti, avendo provato cosa significava vivere sotto una dittatura, e il riconoscimento dell’importanza della dignità umana li spinse a prendere un impegno per tutti noi: quello di accogliere chi fugge da guerre e dittature. Su questi principi non esistono confini. E’ una lezione che dobbiamo tenere a mente soprattutto nei momenti difficili, come quello attuale, in cui siamo chiamati ad onorare quell’impegno. Non possiamo negare di aver vissuto momenti di grande sconforto, momenti nei quali era forse legittimo dubitare della nostra capacità di tener fede alle speranze e alle ambizioni iscritte nella Costituzione. Nel corso dei decenni il popolo italiano ha dimostrato di saperla amare e difendere. Abbiamo continuato a camminare. Lo abbiamo fatto insieme, anche quando sembrava molto difficile, anche quando, almeno ad uno sguardo superficiale, le ragioni che ci dividevano sembravano più forti di quelle che ci tennero uniti: ogni volta che la nostra comunità è stata minacciata nel profondo abbiamo saputo riscoprire le nostre radici, ben salde nei valori e nei principi che hanno ispirato la Resistenza. La nostra Costituzione è una realtà, ma in parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno da completare. Quanto lavoro ancora avranno da compiere le istituzioni! Quanto lavoro dovremo compiere tutti, tutti noi. E bisogna metterci dentro l’etica, l’impegno, la responsabilità, la volontà di realizzare questi programmi, questi ideali. Per questo una delle maggiori offese che si può fare oggi, in una ricorrenza come questa, è l’antipolitica, o ancora peggio l’indifferenza alla politica. Fa male sentire dire soprattutto a tanti giovani: “La politica è una brutta cosa”, “che me ne importa della politica, è così bello, è così comodo: la libertà c’è”. Attenzione, però, la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di soffocamento, di angoscia, di dolore, che le precedenti generazioni hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a tutti di non sentire mai più. Ma bisogna contribuire a creare le condizioni perché ciò non avvenga, ricordando che sulla libertà bisogna vigilare ogni giorno, dando il proprio contributo alla vita politica, attraverso la partecipazione e la solidarietà. Stiamo tutti insieme sulla stessa barca, se affonda affondiamo tutti. Anche oggi ci sono tanti problemi: il lavoro, la corruzione, l’illegalità diffusa, l’impossibilità per molti dei nostri ragazzi di realizzare qui i propri sogni. Il partigiano Carlo Azeglio Ciampi amava ripetere ai giovani che “l’Italia sarà ciò che voi saprete essere. Sta a voi far diventare questa nostra Patria più forte e più bella, quella Patria per la quale tanti dei miei compagni di gioventù hanno dato la vita. Nutrite speranze e progetti. Date libera espressione a quanto di nobile, di generoso, anima le vostre menti, i vostri cuori. Soprattutto, abbiate sempre dignità di voi stessi”. Mi sembrano le migliori parole per poter augurare a tutti noi di trovare sempre il coraggio di fare le scelte giuste. Ma quanto sangue e quanto dolore per arrivare alla liberazione dal nazifascismo, a questa Repubblica democratica! Voliamo indietro col pensiero: quanti partigiani caduti nelle montagne combattendo, quanti di loro e quanti civili imprigionati nelle carceri, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti per le strade di Milano, lo ricordo ancora, città medaglia d’oro della Resistenza. Ricordatelo, sempre, ciascuno di loro ha sofferto e sacrificato la vita affinché noi oggi potessimo godere della libertà e dei diritti riconosciuti, conquistati con la Costituzione, che si erge a testimone di tante sofferenze di vivi e della memoria di centinaia di migliaia di morti. Viva Milano, Viva i partigiani, Viva l’Italia!”

Perche’ Antonio Razzi e’ andato in Siria ad incontrare Bashar al-Assad? Ospite di “Un Giorno da Pecora”, su Rai Radio1, il senatore di Fi ha spiegato per la prima volta i motivi della sua scelta. “Fabrizio Bertot, un ex europarlamentare, e un suo collega, Alberto Cirio, hanno ricevuto l’invito per andare in Siria dal presidente della Commissione Esteri della Duma e dal vicepresidente della Duma. Mi hanno girato l’invito e sono andato, ma il biglietto l’ho pagato da solo”. Ma lei – hanno chiesto i conduttori Geppi Cucciari e Giorgio Lauro – era l’unico parlamentare italiano. Come mai? “Non so, me lo sono chiesto anche io. Pero’ c’erano anche altri parlamentari europei, spagnoli, belgi, cechi, serbi, una trentina in tutto. Anche russi”. Qual e’ stato il motivo dell’invito? “Loro stanno facendo la nuova Costituzione. E io gli ho detto: e’ giusto che la facciate voi, voi coi vostri ‘saggi’. E gli ho detto che se avessero voluto, avrebbero potuto anche guardare alla nostra, che e’ la piu’ bella del mondo”. Ma lei non gli ha chiesto spiegazioni sui diritti civili e la situazione del popolo siriano? “Si – ha risposto – infatti stanno facendo la nuova Costituzione dove vengono sottolineati i diritti e i doveri di tutti. Spero porti pace e la fine della guerra”. Dopo aver visto il selfie incriminato, Berlusconi l’ha chiamata? “No – ha detto – mica ho ammazzato qualcuno, perche’ avrebbe dovuto?”. Qualche altro politico gli ha detto qualcosa? “Si, anche uno del Pd, di cui non faccio il nome. Mi ha detto: complimenti, tutti parlano di te”. Prima di partire ha avvisato il Ministero degli Esteri? “Si. Mi hanno detto: non abbiamo supporto da darti, e’ a tuo rischio. Ma io per la pace faccio tutto, anche se m’ammazzano fa niente”. Ha visitato anche della basi in Siria? “Si, una base russa, all’interno della quale visto tante armi sequestrate ai ribelli. Tutte armi europee e di contrabbando”. Di quale nazioni europee? “Le ho viste ma non dico quali, non devo essere io a dirlo. Italiane non ce n’erano”. Lei dove ha dormito in Siria? “In hotel, in centro, ad Aleppo. Certo, in periferia e’ tutto distrutto, peccato perche’ doveva essere bellissima”. La sua famiglia si e’ preoccupata? “Mia moglie mi ha detto: sei pazzo ad andare li’ a rischiare la vita! Ma e’ piu’ forte di me: io devo provare a portare pace, quando posso”. E il capogruppo FI al Senato l’ha avvertito? “Certo – ha concluso – e mi ha detto: stai attento che non ti facciano barba e capelli…”

I Paesi “che devono fare le riforme, devono avviarle a prescindere dalle incertezze politiche” che “restano molto elevate”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, rispondendo a una domanda sul ‘vuoto’ di Governo dopo il ‘no’ al referendum sulla Costituzione nel nostro Paese ma senza citare direttamente l’Italia. C’e’ molta incertezza” sullo scenario globale e “molta di questa e’ di natura politica”, ha detto Draghi. “Basta guardare al calendario del prossimo anno” con appuntamenti molto importanti in Francia e Germania dopo quello degli Usa ma anche “ai mercati emergenti”. Gli effetti di lungo termine “ci saranno ma per ora e’ difficile capire quanto importanti saranno”. Che la Bce “riesca a fare qualcosa in merito o no e ‘ una domanda ancora aperta ma comunque quello che possiamo fare – ha concluso Draghi – e’ mantenere una mano ferma e continuare a puntare, mantenendo un adeguato livello di stimolo monetario, raggiungere il nostro obiettivo di stabilita’ dei prezzi”.

“A proposito dell’eguaglianza e del lavoro come valori fondanti della vita sociale, vorrei ricordare la norma forse piu’ importante della Costituzione italiana che afferma che tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge, ma non si ferma qui e aggiunge che e’ compito delle istituzioni agire per rimuovere tutti gli ostacoli economici e sociali che di fatto limitano quella liberta’ e quell’eguaglianza e che in concreto impediscono a ciascuno di conseguire le proprie aspirazioni, di sviluppare le proprie potenzialita’ e di partecipare alla vita politica e sociale”. Lo dice il presidente del Senato, Pietro Grasso, alla cerimonia di apertura dell’incontro internazionale ‘Zero Hackathon. Prima maratona di idee per un futuro sostenibile’. “A settembre dell’anno scorso – racconta Grasso – ero a New York con i presidenti dei parlamenti di tutto il mondo quando sono stati adottati gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che vanno dalla pace, giustizia e rafforzamento istituzionale all’eradicazione della fame e della poverta’, dall’uso sostenibile delle risorse alla riduzione delle diseguaglianze alla qualita’ dell’educazione e del lavoro. Io credo che gli obiettivi possano ridursi a tre grandi priorita’: il lavoro e lo sviluppo economico, la sostenibilita’ ambientale e l’inclusione sociale”. Grasso usa le parole del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2016: “senza un’azione concertata- cita Grasso- milioni di persone rischiano di cadere in uno stato di poverta’ e indigenza, minacciando di rendere vane acquisizioni fin qui raggiunte a caro prezzo”.

“Non e’ certamente colpa nostra se i toni della campagna elettorale sono troppo accesi, e’ colpa di chi fa propaganda per il si’ e dice che ci sarebbe un caos se vincesse il no, anche sui mercati. Nulla di tutto questo, se vince il no si apre lo spazio per sedersi a un tavolo per studiare una nuova riforma condivisa e una nuova legge elettorale”. Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, intervistato da Rai Parlamento Settegiorni, su Raiuno. Per l’ex premier e’ necessario votare no “perche’ questa riforma non porta nessun risparmio, nessuna efficienza ed e’ pericolosa, porta a una deriva autoritaria che ci preoccupa molto. E con l’attuale legge elettorale una forza politica con una maggioranza molto piccola diventerebbe il padrone dell’Italia e degli italiani. Molti italiani, soprattutto moderati, sono disgustati da questi politici e non vanno a votare – ha aggiunto -. Si rischia di dare il potere a una forza politica che prende i voti solo di un italiano su sei”. “Secondo me serve una legge elettorale proporzionale – ha detto ancora Berlusconi -, con una riforma della Costituzione che sia positiva, con un limite alla pressione fiscale, una diminuzione importante del numero dei parlamentari, 300 deputati e 150, l’introduzione del vincolo di mandato. E poi e’ ora di far si’ che siano gli elettori a scegliere il presidente della Repubblica e non i partiti”