elezioni

Trump avrebbe adottato procedure sospette per evitare di pagare le tasse. ”Agli inizi degli anni 1990 ha evitato di denunciare al fisco centinaia di milioni di dollari di redditi usando una manovra di elusione fiscale cosi’ dubbia dal punto di vista legale che anche i suoi legali lo hanno messo in guardia dalla possibilita’ che l’Irs le avrebbe ritenute improprie”. Lo riporta il New York Times citando nuovi documenti, che vanno ad aggiungersi a quelli che mostravano il mancato pagamento delle imposte federali per anni per il ricorso a scappatoie consentite dalla legge. Le ‘mosse’ sospette avrebbero consentito a Trump di sfuggire potenzialmente al pagamento di milioni di dollari di tasse federali.

Domani elezioni legislative in Montenegro, dove al centro della consultazione è in primo piano l’adesione alla Nato, tema di scontro tra la Russia e l’Occidente nei Balcani. Il primo ministro Milo Djukanovic ha avvicinato la nazione all’Occidente, ma deve fare i conti con i gruppi che si oppongono all’adesione all’alleanza militare e, per gli analisti, potrebbe non farcela ad avere un sostegno tale da formare un governo stabile. L’ingresso del Montenegro nella Nato, che deve ancora essere ratificato da Podgorica e dagli Stati membri, arriverebbe dopo altre decisioni che hanno acceso i contrasti con la Russia, vecchio alleato.

La leader del Fronte Nazionale (Fn) francese, e candidata alla presidenza, Marine Le Pen, ha detto che in caso di sua vittoria alle prossime elezioni riconoscera’ la Crimea come territorio della Russia. “Tenendo conto delle realta’ storiche e tenendo conto della scelta chiaramente espressa dal referendum sull’adesione alla Russia, riconoscero’ la Crimea come territorio della Russia se saro’ eletta”, ha detto Le Pen. Le sanzioni anti-russi, nonche’ il rifiuto francese di fornire due portaelicotteri Mistral a Mosca, non sono in linea con gli interessi nazionali di Parigi e con le sue tradizioni di conduzione politica indipendente. Le elezioni presidenziali francesi sono in programma nella primavera del 2017.

“Vinciamo solo se siamo uniti. Serve ricostruire le fondamenta del centrodestra”. Stefano Parisi, ex candidato sindaco a Milano e volto nuovo del centrodestra italiano, e’ stato il primo ospite della nuova stagione de ‘L’Intervista’ di Maria Latella. E ai microfoni di Sky TG24 ha ribadito che sul programma elettorale del capoluogo lombardo “eravamo tutti d’accordo, anche Salvini. Sono convinto che con la scadenza elettorale l’unita’ si trova”.

Le elezioni dei Consigli Metropolitani si terranno domenica 20 novembre 2016. Lo hanno stabilito di “comune accordo” i sindaci delle tre Citta’ Metropolitane Enzo Bianco per Catania, Leoluca Orlando per Palermo e Renato Accorinti per Messina. Il Consiglio metropolitano e’ eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali in carica dei comuni appartenenti alla Citta’ metropolitana. E’ un organo di indirizzo politico e di controllo. E’ composto dal sindaco metropolitano e da 18 consiglieri metropolitani quando la popolazione e’ pari o superiore agli 800.000 abitanti e da 14 nelle Citta’ metropolitane con popolazione residente fino a 800.000 abitanti. Saranno quindi 18 consiglieri per Catania (58 comuni e 1.116.168 abitanti) e Palermo (82 comuni e 1.276.525 abitanti), 14 per Messina (108 comuni e 647.477 abitanti).

La cancelliera Angela Merkel, in un’intervista, ha ricordato che “a causa degli aiuti ai profughi in Germania non abbiamo tagliato a nessuno le prestazioni e, al contrario, negli ultimi anni ci sono stati alcuni miglioramenti sociali”. Merkel, parlando al quotidiano tedesco Bild, ha aggiunto che “abbiamo potuto finanziare tutto questo perche’ da anni conduciamo una responsabile politica di bilancio”. “Vista la buona situazione economica – ha detto ancora la cancelliera nell’intervista pubblicata alla vigilia di elezioni regionali in Meclemburgo dominate dal tema dei migranti – possiamo affrontare le sfide e non dimentichiamo: se ci riesce l’integrazione dei profughi, di cio’ beneficiano entrambe le parti”, ossia i migranti e i tedeschi. “Ovviamente vale il fatto che coloro i quali cercano protezione da noi devono accettare le nostre leggi, la nostra costituzione e devono preoccuparsi della formazione professionale e del lavoro, al fine di dare il loro contributo al nostro paese”.

L’elenco e’ cresciuto d’ora in ora: sono 254 i sindaci contrari alla riconferma degli attuali rappresentanti nell’ufficio di presidenza dell’Anci Sicilia, guidato da Leoluca Orlando. Tra questi c’e’ il primo cittadino di Catania, Enzo Bianco. Al presidente e al direttore dell’associazione dei comuni siciliani, i sindaci chiedono il rinvio dell’assemblea dell’Anci, in programma domani, con all’ordine del giorno la riconferma degli attuali organismi fino alle prossime amministrative, come proposto dal consiglio direttivo. Per i 254 firmatari “la proposta non e’ condivisibile ritenendo necessario procedere all’elezione dei nuovi organismi di rappresentanza degli enti locali siciliani”, per questo motivo “si ritiene opportuno fissare una nuova data dell’Assemblea per garantire la piu’ ampia partecipazione dei sindaci al voto”. La data indicata dai sindaci e’ quella del 16 settembre. Tra i firmatari, oltre a Bianco, ci sono i sindaci di Acireale, Balestrate, Bivona, Bronte, Caccamo, Campobello di Licata, Canicatti’, Campofranco, Capo d’Orlando, Carini. E ancora: Castelbuono, Castellammare del Golfo, Cefalu’, Comiso, Favignana, Galati Mamertino, Gangi, Giardini Naxos, Godrano, Letojanni, Marsala, Mazara del Vallo, Misilmeri, Misterbiano, Nicosia, Noto, Pantelleria, Patti, Petralia Soprana e Sottana, Pollina, Pozzallo, Ribera, Salemi, Siculiana, Taormina, Terrasini, Ustica, Valderice, Vittoria.

Il socialista Arnaud Montebourg, ex ministro francese dell’Economia, ha annunciato la propria candidatura alle presidenziali del 2017. Ha chiesto all’attuale capo dello Stato, François Hollande, di rinunciare a rinnovare il suo mandato sostenendo che non abbia mantenuto i propri impegni. “Per me, il bilancio di questo quinquennio non è difendibile”, ha detto Montebourg in un discorso di un’ora e venti minuti a Fragny en Bresse, nell’est del Paese, suo feudo elettorale, in occasione dell’evento socialista noto come ‘festa della rosa’. Ha insistito sul fatto di essere “incapace, come milioni di francesi, di appoggiare l’attuale presidente”, invitandolo a “riflettere molto” sulla possibilità di ripresentarsi e chiedendogli di “tenere in conto gli interessi superiori del Paese”.

Oggi gli spagnoli tornano alle urne e il risultato potrebbe essere condizionato dal terremoto Brexit che ha colpito fortemente non solo i mercati, ma anche l’opinione pubblica. E nelle ultime giornate infatti la scena è stata conquistata dal dibattito politico tra antieuropeisti e sostenitori dell’Ue. La Spagna torna al voto a se mesi dalle politiche del 20 dicembre che hanno eletto un parlamento in cui è stato impossibile trovare una maggioranza e da qui la necessità di una seconda consultazione. Gli elettori sono 36.518.100. Le urne saranno aperte soltanto oggi dalle 9 alle 20.

La disaffezione degli italiani nei confronti della politica e il progressivo allontanamento dalle urne é un trend che si consolida e che é cresciuto progressivamente e stabilmente: nel caso delle comunali, alle ultime consultazioni la percentuale dei votanti é scesa di quasi 12 punti (di 11,9) rispetto al 2010. In 20 anni il numero dei potenziali elettori è aumentato del 4,5%, passando da 48,5 milioni a 50,7 milioni ma, nello stesso periodo, il numero delle persone che ha deciso di esercitare il proprio diritto di voto è diminuito del 18,7%, passando da 35,6 milioni a 29 milioni. I dati dell’Istat sono relativi agli elettori e votanti nel 1994 e nel 2014. Restringendo il campo alle elezioni comunali l’Istituto di statistica ha messo a confronto i risultati di 5 anni (dal 2010 al 2014) da cui emerge la progressiva riduzione del numero dei cittadini che si è recato a votare, recuperata solo in parte nell’ultimo anno.