Francia

Emmanuel Macron, 39 anni e’ il presidente della Repubblica francese. Ha conquistato il ballottaggio per le elezioni presidenziali con il 66,06% delle preferenze, contro il 33,94% della sfidante Marine Le Pen. Il neopresidente, leader di En Marche ha ottenuto 20.703.631 voti, mentre la leader del Front National si è fermata a 10.637.183. Macron è il più giovane presidente nella storia di Francia. Prima di lui, Luigi Napoleone Bonaparte, che fu eletto presidente a 40 anni, nel 1848. Il neopresidente, in serata, accolto dalla nona di Beethoven, l’inno alla gioia che è anche l’inno europeo, è arrivato sulla piazza del Louvre, nel cuore di Parigi, per parlare ai suoi sostenitori che lo attendevano per festeggiare l’elezione presidenziale. “Grazie per esservi battuti con coraggio e determinazione per così tanti mesi, perché stasera ce l’avete fatta, la Francia ce l’ha fatta, ha vinto”, ha detto Macron. “L’Europa e il mondo aspettano che difendiamo lo spirito dell’illuminismo – ha proseguito il neopresidente – si aspettano che ancora una volta la Francia li sorprenda e sia se’ stessa, e’ proprio quello che faremo”. E ha continuato: “Ci aspetta un compito immenso, per dare maggiore moralita’ alla vita pubblica, costruire nuove tutele e protezioni per il mondo che ci circonda”. Macron si è rivolto poi agli elettori di Marine Le Pen: “Chi ha votato Le Pen ha espresso la rabbia, la collera, la delusione e io li rispetto, ma faro’ tutto il possibile perche’ non ci sia piu’ alcuna ragione nei prossimi cinque anni, per votare per l’estremismo”, ha dichiarato. Marine Le Pen ha parlato ai suoi elettori subito dopo i risultati, ammettendo la sconfitta. “Ho telefonato a Macron per congratularmi. Gli ho fatto gli auguri per le immense sfide che si troverà di fronte”, ha detto la leader del Front national. “I francesi hanno scelto la continuità”, ha aggiunto, “per noi è un risultato storico” che “pone il fronte patriottico come prima forza d’opposizione”, ha continuato. In Francia con oltre il 25%, l’astensionismo ha raggiunto un record storico dal 1969. Record assoluto di schede bianche, il 12%. Tra i primi leader europei a congratularsi con Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha salutato l’impegno di Macron “per un’Unione europea unita e aperta al mondo”, come ha riferito il portavoce del governo federale, Steffen Seibert.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, insieme ai ministri delle finanze di Francia, Spagna e Portogallo, ha inviato una lettera alla Commissione europea sottolineando la necessita’ che la politica di bilancio tenga conto della bassa crescita nominale, dell’incertezza di stima del deficit strutturale, degli effetti della crisi sul mercato del lavoro, dei rischi indotti da attitudini protezionistiche su crescita e occupazione sul breve-medio termine. La lettera e’ stata indirizzata al Vice Presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis e al Commissario europeo agli Affari Economici e Monetari, Pierre Moscovici. I ministri si dicono fiduciosi che la Commissione terra’ conto degli elementi indicati nella valutazione dei bilanci degli Stati membri e nelle imminenti country specific recommandation. La missiva comincia cosi’: “Poiche’ la prospettiva economica dimostra che la ripresa, seppur modesta sta continuando, e’ il momento opportuno per le economie europee di concentrarsi sulle loro traiettorie vero l’Obiettivo di medio termine”.

“In Francia la campagna politica attuale che va a scegliere il nuovo presidente della Repubblica parla molto dell’immigrazione e cerca di fare paura”. È netto il giudizio di Daniel Pennac in vista del ballottaggio elettorale di domenica tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Il celebre scrittore francese e’ intervenuto questa mattina all’Unipol auditorium di Bologna, davanti a una platea traboccante di studenti, nell’ambito dell’iniziativa ‘Futuri maestri’ promossa dal Teatro dell’Argine. “Noi sentiamo parlare dei pericoli dell’immigrazione in tv, alla radio, su internet, sui giornali, dappertutto. E alla fine ci diciamo ‘e’ vero’ e piano piano, senza che ce ne rendiamo conto, cominciamo ad averne paura”, spiega lo scrittore. Dal pubblico una studentessa chiede: “Hai simpatia per Marine Le Pen?”. La risposta, manco a dirlo, si apre con una fragorosa risata: “Ah-ah, adoro questa ragazza”. Poi spiega: “In realtà non la conosco, ma tutto quello che dice e che comunica agisce per far si’ che i popoli si detestino, che ci si senta assolutamente francesi e che tutto il resto sia estraneo e pericoloso. Questa donna fa paura e ama fare paura. Invece quello che io detesto di piu’ al mondo e’ proprio la paura, del mondo, dell’altro, del cambiamento: dunque non puo’ piacermi Marine Le Pen, anche se forse e’ simpatica. Magari ci prendo un caffe'”.

Urne aperte per 47 milioni di cittadini francesi, di cui 1 milione e 300mila registrati presso ambasciate e consolati all’estero, chiamati a votare per il primo turno delle presidenziali. I seggi hanno aperto alle 8 per chiudere alle 19, tranne che nelle grandi città, dove resteranno aperti fino alle 20. Il secondo turno è fissato per il 7 maggio. Il presidente – il cui mandato dura 5 anni – deve essere eletto a maggioranza assoluta dei voti espressi. Un secondo turno elettorale è in programma per il prossimo 7 maggio. La supervisione del voto è curata dal Consiglio Costituzionale, lo stesso che annuncia il risultato del voto. I candidati in lizza sono 11, quattro i favoriti secondo i sondaggi: Emmmanuel Macron, candidato di ‘En marche’, Marine Le Pen, leader del Front National, François Fillon, vincitore delle primarie di centrodestra, esponente di Les Républicains, Jean-Luc Chévenement, che incarna la sinistra ribelle del movimento ‘La France insoumise’, protagonista di una forte rimonta nei sondaggi nella fase finale della campagna. Segue ad una certa distanza Benoit Hamon, vincitore delle primarie del Partito socialista. Gli altri candidati sono Nathalie Artaud, François Asselineau, Jacques Cheminade, Nicolas Dupont-Aignan, Jean Lassalle, Philippe Poutou.

“Siamo stati messi a dura prova nell’ultimo periodo, ma siamo pronti alle presidenziali e alle legislative. Questo e’ il messaggio che possiamo dare; la democrazia e’ piu’ forte di tutto”. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande subito dopo aver votato per il primo turno delle presidenziali. Interviene il primo cittadino di Francia per ribadire la forza delle istituzioni democratiche del suo Paese, costretto a subire gli attacchi terroristici e a dover affrontare una tornata elettorale a distanza di pochi giorni da un attentato nel cuore del capoluogo. Elezioni dall’esito incerto e sul quale pesano i diversi atteggiamenti dei candidati e dei loro partiti proprio sul tema della sicurezza e del rapporto con il mondo islamico.

“Sono d’accordo con Macron sul rilancio per l’Europa. Alcune cose le ha prese lui da noi. La card per i giovani, tanto criticata in Italia, sta nel suo programma, ci sono degli elementi di assonanza. ‘In cammino’ è copiato da ‘En marche’. Se Macron va o no al ballottaggio cambia molto per l’Europa, ma non per la nostra piattaforma politica. È chiaro che c’è una rilevanza per l’Europa ma non per l’Italia. Lo ha detto Matteo Renzi nel corso della registrazione della puntata di ‘Night tabloid’ che andrà in onda questa sera su Rai2. “In Francia si gioca una partita strategica per l’Europa – ha aggiunto – se arriva al ballottaggio ha chance per giocarsela”

Venticinque premi Nobel per l’economia hanno criticato i programmi “antieuropei” “protezionisti” di alcuni candidati alle presidenziali francesi tra cui Marine le Pen, mettendo in guardia su un editoriale pubblicato su Le Monde dal rischio di “destabilizzazione” in Francia e in Europa. “Alcuni di noi sono stati citati dai candidati alle elezioni presidenziali francesi, in particolare Marine le Pen e la sua squadra, per giustificare un programma politico sulla questione dell’Europa” scrivono i 25 Nobel tra cui l’americano Robert Solow (1987), l’indiano Amartya Sen (1998) e il francese Jean Tirole (2014). Nonostante le “posizioni diverse” sull'”unione monetaria e la politiche di rilancio”, “le nostre opinioni convergono nella condanna della strumentalizzazione del pensiero economico”, aggiungono i firmatari, che ritengono la costruzione europea “fondamentale” per mantenere il progresso economico dei Paesi Ue. Tra i 25 firmatari ci sono economisti di estrazione liberale e altri più critici verso al globalizzazione e l’euro, sulla scia dell’americano Joseph Stiglitz, Nobel 2011, regolarmente citato dalla candidata del Front national. “Gli sviluppi proposti dai programmi antieuropei destabilizzerebbero la Francia e rimetterebbero in causa la collaborazione tra i Paesi europei, che garantisce oggi la stabilità economica e politica in Europa” scrivono i 25 firmatari. “Le politiche isolazioniste e protezioniste e le svalutazioni competitive, tutte a scapito di altri Paesi, sono mezzi pericolosi per generale crescita” e si rivelerebbero “di pregiudizio alla Francia e ai suoi partner commerciali”. Per quanto riguarda l’immigrazione, attaccata dalla leader del Fn, “quando sono ben integrati nel mercato del lavoro, i migranti possono essere un’opportunità economica per il Paese che li accoglie”. “Mentre l’Europa e il mondo sono davanti a prove senza precedenti, serve più solidarietà, non meno” aggiungono.

“Le elezioni francesi del 7 maggio saranno un momento decisivo perché per la prima volta nelle mani di un solo paese c’è il futuro dell’intera Europa”. Così Enrico Letta che intervenendo ad un’incontro sul futuro della Ue nell’ambito di Biennale Democrazia, sottolineando che in termini di peso politico ed economico “la Francia non è l’Ungheria”, ha aggiunto: “nel Consiglio europeo si può accettare di avere Orban ma non è pensabile che vi sia Marine Le Pen: con lei l’Europa sarebbe a rischio”. Quanto alle elezioni tedesche del prossimo settembre, Letta ha rilevato che “per la prima volta nella storia della Germania entrambi i candidati principali sono molto filo europei. Questo significa che se anche in Francia vincesse l’europeista Emmanuele Macron si creerebbe una forte iniziativa franco tedesca molto positiva per l’Europa a cui sia l’Italia, sia la Spagna devono rispondere positivamente altrimenti il rischio è di un asse franco tedesco senza riequilibrio verso il Mediterraneo”. “La mia sensazione, però è che la politica italiana si stia guardando troppo il proprio ombelico anziché cogliere la grande opportunità che abbiamo davanti”, ha concluso.

La Francia ha cessato di essere una nazione “pienamente sovrana”. Cosi’ la leader del Front National Marine Le Pen durante la visita alla Duma. La Francia ha infatti “delegato alcuni dei suoi poteri, almeno quelli relativi ai negoziati commerciali e alle funzioni diplomatiche, all’Unione Europea” e l’Ue, dunque, e’ divenuta un avversario delle idee politiche dello stesso Front National. “Spero – ha proseguito – che la Francia possa ritrovare la sovranita’ e allora non ci saranno ragioni per prevenire la ripresa delle relazioni russo-francesi cosi’ da raggiungere la ‘velocita’ di crociera’ necessaria per il loro sviluppo”. “Non e’ un segreto per nessuno di voi che sto cercando di combattere per la Francia per riconquistare la sua sovranita’, liberta’ e una politica estera armoniosa e strategicamente solida come quella di Charles de Gaulle”, ha osservato. “Questa e’ la mia battaglia, la mia strategia, e oso sperare che la vittoria di Donald Trump acceleri questo processo e lo renda piu’ semplice”, ha concluso Le Pen. Lo riporta la Tass.

La candidata alle presidenziali francesi Marine Le Pen sarà in Libano il 19 e 20 febbraio e incontrerà il presidente Michel Aoun e il premier Saad) Hariri on Monday. Lo ha riferito una fonte governativa libanese. Nelle dichiarazioni più legate alla politica estera della sua campagna elettorale la Le Pen ha preso l’impegno di combattere il “terrorismo” e ha invitato la Fancia a dialogare col presidente sirianao Assad trovando una consonanza col presidente libanese Aoun, storico alleato di Assad mentre Hariri è un fiero oppositore del regime siriano responsabile, a suo avviso, dell’omicidio del padre, l’ex premier Rafiqw Hariri nel 2005.