gay

Il regista turco Ferzan Ozpetek, con la sua ultima fatica La Dea Fortuna, ritorna felicemente sui temi preferiti ma in modo originale, con una trama stavolta diversa e convincente. Il messaggio ‘politico’ rimane invariato: una coppia omosessuale ha le stesse criticità e frustrazioni di una coppia eterosessuale; la famiglia amicale, allargata e di quartiere può supplire alle defaillances della famiglia comunemente intesa nella forma di un welfare sociale; una coppia omosessuale può crescere, benissimo, ed educare dei figli, purché vi sia vero amore. Prova magistrale di Stefano Accorsi: sensibile ed efficace la sua interpretazione. Sua la frase del film per me più significativa ‘io lo amo, io so chi è’. Jasmine Trinca si conferma una ‘signora’ del cinema italiano con la sua non comune eleganza e la sua fortissima espressività. Barbara Alberti, nel ruolo della nonna dispotica, risulta odiosa, come in tutte le sue apparizioni televisive. Perfetta per quel ruolo: nessuno sforzo recitativo. Edoardo Leo in una delle sue prove più riuscite ed è evidente la sua crescita professionale, artistica, recitativa.
PS: il film veicola il pensiero che nelle coppie gay il tradimento seriale sia regola inevitabile e comunemente accettata. Sarà vero?

  • Film
  • gennaio 7, 2020

Sono in molti a voler difendere i diritti, sacrosanti, degli omosessuali senza averne i titoli, il garbo, il rispetto per le persone. Vi è chi lo fa perché realmente motivato nella tutela della dignità di chi ama persone dello stesso sesso, ma vi è anche chi si cimenta in questa impresa solo per ribadire il proprio ruolo, per farsi portavoce di una istanza senza alcuna autorizzazione o solo per quindici minuti di celebrità. Chissà a quale categoria di difensori appartiene Alessandro Cecchi Paone che, intervenendo in modo scomposto a La zanzara su Radio 24, si è lanciato in una delle sue invettive «Le calciatrici lesbiche hanno un doppio problema. Ci sono molte più donne lesbiche nel calcio femminile che gay in quello maschile. Da anni aspettiamo il coming out di un calciatore, ma dopo il Mondiale ci sarà il coming out di intere squadre femminili. In una squadra almeno la metà sono lesbiche e ovviamente non lo dico in senso negativo. Le ho sempre protette…’. Viene da chiedersi se un atleta ha l’obbligo di dichiarare i propri gusti sessuali, se deve farlo per compiacere Cecchi Paone e chi la pensa come lui. Si tratta forse di una informazione essenziale per apprezzare le gesta sportive di un calciatore o di una calciatrice? Può esistere una sfera della propria vita privata, della propria intimità che è possibile tenere fuori dal clamore della stampa, dei social media e del pettegolezzo? Speriamo di sì

“Siamo pronti a votare partiti e coalizioni che si occupino dei diritti gay”. Il portavoce di Gay Center Fabrizio Marrazzo da’ voce al popolo lgbt che in Italia, spiega, “vale il 6,2 per cento, per circa 2 milioni di elettori. Con un bacino potenziale che arriva al 16 per cento, ossia circa 7 milioni di elettori”. In conferenza stampa alla Camera Marrazzo sottolinea che in in base a una ricerca condotta con Euromedia Research in Italia “il 13 per cento si e’ dichiarato lesbica gay o trans. Oltre a loro c’e’ un 3 per cento di italiani eterosessuali disponibili a votare una lista gay o qualcosa che vada in direzione dei diritti lgbt”. Anche nel centrodestra cresce il consenso per tematiche legate ai diritti lgbt. Il 15 per cento degli elettori di Fi-Lega-Fdi dice di essere favorevole ad una lista gay in Italia. Piu’ dei Cinque Stelle, che si fermano all’11,9 per cento. Il 64,5 per cento degli elettori di Fdi e’ favorevole a una legge contro l’omofobia. La percentuale sale al 70 per cento tra gli elettori di centrodestra. Anche Gay center, del resto, concorda con una parte del programma di Matteo Salvini. Persino con la proposta di legalizzare la prostituzione attraverso le cosiddette ‘case chiuse’. “Aiuta a tutelare i sex worker che oggi non sono tutelati. Oggi chi si prostituisce spesso e’ vittima di tratta, non ha nessuno supporto sanitario. Quindi- spiega Marrazzo- se la Lega vuole tutelare gli operatori e i clienti, la proposta e’ positiva perche’ diminuisce lo sfruttamento. Se invece va nella direzione di schedare persone che si prostituiscono, allora e’ tutto un altro discorso”. Marrazzo conclude: “A Salvini e a tutti gli altri chiediamo di concentrarsi sulla legge contro l’omofobia che e’ richiesta da larga parte degli italiani e anche dagli elettori della Lega. In secondo luogo vogliamo misure contro il bullismo, visto che lesbiche gay e trans sono le prime vittime del bullismo nelle scuole”.

“Non accettiamo gay e animali”. E’ questo il messaggio che due ragazzi di Napoli si sono visti recapitare dal titolare di una casa vacanze della frazione Santa Maria, a Ricadi, nel vibonese, non appena si è reso conto che i suoi ospiti erano due uomini. A denunciare l’episodio è stato l’Arcigay di Napoli al quale i due giovani si sono rivolti per raccontare la loro storia. “Quando ho letto questo messaggio mi è cascato un silos di acqua gelata addosso – ha detto Gennaro, uno dei due giovani, all’Arcigay – Nella mia mente si è materializzata l’immagine drammaticamente famosa dei cartelli nazisti esposti fuori ai negozi, con i quali si proibiva l’ingresso ai cani e agli ebrei. Ma da allora sono passati settanta anni e questa storia non può essere ignorata”.

“La tragedia che colpisce le persone omosessuali in Cecenia sta inorridendo il mondo. Ma le tragedie non accadono per caso, ne’ all’improvviso. Chi – nella politica e nelle istituzioni – oggi si sorprende e si indigna e’, nella migliore delle ipotesi, ipocrita, nella peggiore complice. Perche’ cio’ che accade oggi in Cecenia e’ diretta conseguenza dell’indifferenza di chi poteva intervenire e ha scelto di non farlo. Lasciando la Cecenia e i suoi abitanti nelle mani di Putin e del suo scherano Kadyrov. Lasciando che la Cecenia divenisse, percio’, un buco nero della democrazia e dei diritti umani e civili”. Ad affermarlo sono Sivja Manzi e Igor Boni della direzione nazionale di Radicali Italiani, “che per anni con il Partito Radicale hanno denunciato i crimini di guerra e le violazioni subite dal popolo ceceno da parte delle truppe paramilitari di Putin”. “Noi diciamo – concludono – che quando si violano i piu’ banali diritti umani e si lascia correre si diviene complici diretti dei crimini che accadono e di quelli che verranno. Quindi nulla di cui stupirsi oggi: e’ la naturale prosecuzione della vergogna che e’ stata accettata”.

E’ morto Gilbert Baker, artista e attivista che creò la bandiera con i colori dell’arcobaleno, icona della comunità gay. A riferirlo è il San Francisco Chronicle. L’artista, 65 anni, ex soldato dell’esercito Usa, si è spento nel sonno nella sua casa di New York. Baker in origine disegnò una bandiera con otto colori, in occasione della giornata degli omosessuali nel 1978. I colori poi furono ridotti a sei e Baker accettò di eliminare il rosa e il turchese. L’attuale versione a sei colori, rosso, arancione, giallo, verde, blu e viola è riconosciuta nel mondo.

‘La vita é vita. Non ho mai abbandonato i gay. Accogliete gay e trans: Gesù lo farebbe’. Cosi Papa Francesco che nei giorni scorsi ha attaccato la teoria gender, precisando pero’ ‘ una cosa é una persona che ha questa tendenza, o anche che cambia sesso. Un’altra é fare insegnamenti nelle scuole su questa linea’. Un Pontefice, Francesco, che non é nuovo a posizioni di questo genere, spesso strumentalizzate, ma che sono nel solco della misericordia e della carità cristiana. Nessuna forzatura, nessuna violazione dogmatica. Alla base il rispetto della persona e della vita, della diversità e della dignità umana. ‘Bisogna accogliere e accompagnare – prosegue Bergoglio, avvicinarli al Signore e non abbandonarli mai’

Il politologo Fareed Zakaria, sul Corriere della Sera, analizza la strage di Orlando, il massacro nel locale gay che ha causato 50 morti e 53 feriti e che é stato rivendicato dall’ Isis ‘é un mix micidiale il radicalismo islamico e l’accesso indiscriminato alle armi, possibile nella maggioranza degli Stati Uniti d’America. L’islamismo punta alla contrapposizione totale. Senza ideologia radicale questo assassino non avrebbe avuto ispirazione, ma senza la possibilità di procurarsi delle armi non avrebbe ottenuto un risultato cosi distruttivo. Non sembra che l’azione sia stata diretta dall’Isis, ma questo ci porta al cuore del problema che abbiamo davanti: piccoli gruppi o addirittura singoli individui (che si ispirano all’Isis) possono infliggere danni tremendi alle nostre comunità’. L’aggressore é stato poi ucciso dagli agenti