Il permesso 48 ore fuori

Il film del regista e attore Claudio Amendola, ‘Il Permesso.48 ore fuori’ é da vedere. La pellicola convince e non solo perché scorre in modo plausibile e senza intoppi, ma perché pone l’accento sulle difficoltà dei protagonisti – reclusi con due giorni di permesso – di mettere ordine nelle loro vite complicate e sbagliate. “Sei mai stato felice con qualcuno, per un momento, nella tua vita?”, chiede uno dei quattro protagonisti del film, Luca Argentero. La felicità i quattro sopravvissuti alla vita, l’hanno persa, chi per un motivo chi per un altro, e solo due di loro, i più giovani, riusciranno a rimettersi in carreggiata, rientrando in carcere con un progetto di vita insieme.Quattro vite disperate, quattro personaggi uniti dalla voglia di rivalsa e dal desiderio di dare un senso all’esistenza.Claudio Amendola questo film lo ha diretto, interpretato, e scritto con Giancarlo De Cataldo – anche autore del soggetto. Per lui la seconda prova da regista a quattro anni di distanza da La mossa del pinguino. “Ho aspettato a lungo perché cercavo un soggetto che centrasse esattamente quello che cercavo – racconta – in questo caso una bella storia che mi piace definire ‘western’ perché ha come protagonisti due eroi solitari che vanno fieramente incontro al loro destino. Ho ritrovato l’emozione di lavorare con gli attori, facendo alcune scelte che si sono rivelate decisive, come quella di Luca Argentero che ha accettato la sfida di rendersi irriconoscibile rispetto ai ruoli ai quali il pubblico è abituato”. Nel cast, oltre a Claudio Amendola e Luca Argentero, anche Valentina Bellé e Giacomo Ferrara