Legge elettorale

Radio anch’io, condotto da Giorgio Zanchini su Rai Radio1 dalle 7.30 alle 10.00, domani, mercoledi’ 25 ottobre, si occupera’ in apertura della fiducia sulla legge elettorale. E dalle 9 alle 10 la vicenda dell’antisemitismo nella curva della Lazio. Il Governo sembrerebbe intenzionato a porre la fiducia anche al Senato sul cd. Rosatellum, oggi protesta Mdp e sinistra italiana, domani il movimento 5 stelle dovrebbe circondare palazzo Madama. Parleremo di forma e merito, della fiducia e della legge elettorale. Poi Radio anch’io si occupera’ di razzismo, antisemitismo, estrema destra, al di la’ della vicenda romana biasimata da tutte le istituzioni. Si raccontera’ la galassia dell’estremismo e la sua diffusione in Italia e Europa. Tra gli ospiti: Vito Crimi, senatore M5S; Luciano Pizzetti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; Salvatore Torrisi, Senatore AP, presidente della Commissione Affari Costituzionali; Fabio Martini, giornalista de la Stampa; Guido Caldiron, giornalista de Il Manifesto; Pippo Russo, esperto di sociologia dello sport; Simone Di Stefano, vicepresidente CasaPound Italia; Marcello Pezzetti, Storico della Shoah.

“Mercoledì 25 ottobre vi aspettiamo nei pressi del Senato. Che cosa sta accadendo? Da martedì saremo in aula con la legge elettorale, il famoso Rosatellum, ormai ne avete sentito parlare un po’ ovunque. Ma nessuno vi dice che porcata immensa sia questa legge elettorale, fatta esclusivamente per mettere fuori dai giochi il Movimento 5 Stelle”. Lo scrive Paola Taverna in un post sul blog di Beppe Grillo. “La cosa più scandalosa è che da martedì (oggi) a giovedì avremo aula senza orario di chiusura: significa che quando vogliono approvarsi le loro leggi e le loro schifezze, sono capaci di lavorare 24 ore al giorno. Però guardate che cosa strana: quando abbiamo chiesto noi che venisse calendarizzata la legge per abolire i vitalizi -che alla Camera hanno approvato solo per salvare la faccia, e tentando di far credere che effettivamente vogliono rinunciare ai privilegi- quella legge al Senato non è mai stata calendarizzata. In compenso – continua la senatrice pentastellata – il Rosatellum, che serve esclusivamente a togliere alla prima forza politica del paese -il MoVimento 5 Stelle- la possibilità di veder riconosciuta la dignità di 9 milioni di Italiani che ci votano, e quindi la possibilità di rappresentarvi nel Parlamento, quella legge alla velocità della luce viene portata nelle aule del Senato: e in meno di 3 giorni vedrete come sapranno farsi i beati i cavoli loro”. “Vi chiediamo di venire in piazza e vi chiediamo di portare una benda bianca, come questa, da mettere sugli occhi. E’ così che ci vogliono, ci vogliono incapaci di vedere, incapaci anche di poter scegliere un nome – insiste Taverna -. Perché questa legge non ha come sapete le preferenze, e non solo: se metti una barra su un nome non saprai mai se quel nome sarà la persona che eleggi, o se in realtà il tuo voto verrà magicamente distribuito per una quantità infinita di liste e listarelle fatte apposta per fregarci. Questo è quello che vi stanno proponendo queste persone. Noi vi chiediamo di manifestare, manifestare pacificamente, ma far sentire la vostra voce, perché queste sono le regole del gioco e se le regole del gioco sono truccate l’esito è scontato”.

“In Sicilia c’è voglia di difendere i diritti dei siciliani. C’è una Sicilia stanca che non reagirà votando di pancia chi gli darà il colpo di grazia ma scegliendo persone oneste e competenti, perché l’onestà è un prerequisito della politica ma il requisito necessario è la competenza. Nello Musumeci e i candidati di FdI nella lista “Nello Musumeci Presidente” sono la sintesi perfetta di queste qualità”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in una intervista al quotidiano ‘Il Tempo’. Sulla coalizione di centrodestra e la legge elettorale il presidente di FdI aggiunge: “Berlusconi e Salvini ragionano su come assegnarsi il grosso dei seggi uninominali? Non sarebbe ragionevole. Per i collegi uninominali io chiedo le primarie di coalizione. Penso che tutti sappiano che non si vince senza Fratelli d’Italia”.

L’Italia ha bisogno di una legge elettorale. Lo hanno sottolineato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, e il presidente del gruppo Pd del Senato, Luigi Zanda, durante la riunione dei senatori, che si e’ svolta stamattina. Fare la legge e’ responsabilita’ della politica, ha sottolineato Zanda, senza mancare di osservare che sul Rosatellum c’e’ la convergenza della maggior parte delle forze politiche. Il capogruppo avrebbe risposto anche al senatore Walter Tocci che avrebbe insistito sulla necessita’ di coinvolgere il Senato anche prima che la riforma arrivasse a Palazzo Madama, dopo l’ok della Camera: nessuna espropriazione del secondo ramo del Parlamento, tant’e’ che se ne sta discutendo. Finocchiaro avrebbe insistito sul fatto che senza una riforma si andrebbe a votare con due ‘monconi’ di leggi diverse

La democrazia non é un sistema perfetto, ma rimane il migliore dei sistemi di governo. Tutte le volte in cui si vota una riforma elettorale, si assiste al piagnisteo di quelle formazioni politiche che, dalla approvazione della legge elettorale, ne riceveranno un danno. Da qui le proteste e le minacce. Sarebbe bello che tutti i partiti trovassero un accordo su una legge elettorale funzionale alla governabilità e alla rappresentanza delle forze in Parlamento, ma ciò accade raramente. La dura realtà della politica e della democrazia ci dice invece che una legge elettorale passa solo se i partiti che la votano la riterranno confacente agli interessi propri. E si tratta di interessi legittimi. La democrazia é la legge del più forte, della maggioranza, nel rispetto delle minoranze. Così é in democrazia. Anche perché non esiste una legge elettorale migliore di un’altra. Ogni legge elettorale vale per il paese nel quale vige e nel contesto storico-politico nel quale matura.

“Nel momento in cui la legge è concordata con una larga parte dell’opposizione, il ricorso alla fiducia è uno strumento di tecnica parlamentare e non una prevaricazione della maggioranza di governo che risponde con il ricorso ad esso in risposta a chi gioca la carta del voto segreto. Il ricorso alla fiducia avviene in una situazione emergenziale quando a fine legislatura comunque una legge elettorale va approvata con un arco di forze diverso da quello della maggioranza di governo”. Così Fabrizio Cicchitto, presidente della Commissione Esteri della Camera. “In caso diverso l’esecutivo dovrebbe approvare per decreto con ritocchi che potrebbero provocare controversie infinite e assai pericolose. Quanto all’eliminazione del voto disgiunto essa è sacrosanta in elezioni politiche nazionali, che sono diverse da quelle locali, perché evita trasformismi e ulteriori cause di ingovernabilità. Infine quanto all’indicazione del capo del partito, ogni forza politica si assume le sue responsabilità quanto alla figura e alle sue caratteristiche”. Per Cicchitto “l’unico problema è di non alimentare l’equivoco che la sua indicazione si traduca nell’elezione del capo dell’esecutivo. Quindi si tratta di una norma certo discutibile che richiede chiarificazioni, ma ci sembra eccessivo ritenerla addirittura lesiva degli equilibri costituzionali”.

Di Maio, Di Battista e Fico intonano l’inno di Mameli sul palco allestito dall’M5S in piazza Montecitorio, sulla scia del coro alzatosi dalla folla. Insieme ai tre ‘big’ del Movimento anche il candidato alla presidenza della Regione Sicilia, Giancarlo Cancelleri. L’intervento dei parlamentari è stato ritardato per consentire il passaggio di un’ambulanza, arrivata per soccorrere un’attivista che ha avvertito un malore.

“Chi, davvero, ha tolto la responsabilita’ verso i figli dalle mani dei padri? La politica e’ innanzitutto un’assunzione di responsabilita’ per il futuro dei nostri ragazzi; quando votate per le mischie di pregiudicati che si stanno costituendo nei vari distretti elettorali e’ il loro futuro che state uccidendo”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog. “Se lasciate che vengano di uovo cambiate le regole elettorali per far si’ che la melma del Paese torni in alto ancora una volta – aggiunge – saranno i vostri figli a farne le spese.. E’ un argomento che mi ha sempre lasciato l’amaro in bocca: il debito di Roma (il triplo di quello che fa capo a tutta la Regione Sicilia) e’ il regalo tossico che i padri hanno lasciato ai loro figli. Per me questo e’ il vero peccato originale con rinnovo automatico che avvelena il Paese. Avere trovato l’alibi per non interessarsi piu’ della cosa pubblica alla faccia dei vostri figli grazie al tormentone del “sono tutti uguali”; una specie di crimine storico per questa democrazia debole e macilenta”.

“Il passaggio sulla legge elettorale ha un significato molto piu’ profondo di quanto si vuol far apparire. Il tema non e’, siccome la questione di fiducia e’ una forzatura non voto la legge. Ma, invertendo l’ordine dei fattori, il tema e’, siccome il nostro obiettivo e’ dare al sistema una legge elettorale che risponda ad un equilibrio istituzionale e fondamentale per la credibilita’ delle istituzioni democratiche, la questione di fiducia interviene a renderne piu’ probabile l’approvazione. Diversamente, i 120 emendamenti a scrutinio segreto, presentati per provocare l’incidente in aula e far cadere la legge, ne avrebbero messo a rischio l’approvazione. E non ci possiamo piu’ permettere un altro passaggio a vuoto. Ne va della credibilita’ del parlamento e della politica”. Cosi’ il deputato Dem Giuseppe Lauricella, capogruppo in Giunta delle elezioni. “Qui non e’ in gioco l’elezione o la rielezione di questo o quello – spiega Giuseppe Lauricella – oppure la vittoria di una parte o di un’altra. E’ il momento di mettere da parte l’interesse politico personale o di partito e rispondere ad una sola esigenza: dare un sistema elettorale capace di produrre maggioranze omogenee e soprattutto dare una prova di credibilita’ istituzionale. A questo punto, se non passasse la legge non avremo semplicemente rinunciato all’ennesimo tentativo ma avremo assestato un colpo letale alla nostra credibilita’ istituzionale, con massimo gaudio di chi si alimenta screditando proprio le istituzioni. Ma a quel punto – conclude il deputato Dem – sarebbe lo stesso equilibrio democratico ad entrare in crisi”.

“Non votiamo la fiducia sul Rosatellum, voteremo la legge, quando ci si arriverà, ma non la fiducia”. Lo ha detto Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora. Ma perché non votate anche la fiducia? “Perché quella è una scelta politica, di sostegno al governo”, ha sottolineato Gasparri