Legge elettorale

Ben consapevole dell’importanza della legge elettorale per la rappresentanza democratica, il dibattito che non accenna a placarsi sul modello elettorale da adottare nel nostro Paese sta assumendo i toni della farsa. Siamo alle prese con una congiuntura economica e sociale a dir poco critica. I livelli di crescita e la produttivita’ dell’azienda-Paese sono pressocche’ stabili. Aumenta la pressione fiscale sostanziale, cresce la disoccupazione giovanile, rimane alta quella generale. Ma il cuore dei problemi nell’agenda politica rimane la legge elettorale. I maggiori partiti optano per il maggioritario, i piccoli partiti per il proporzionale (che garantisce una effettiva rappresentativita’ ma non la governabilita’) in grado di assicurare loro sopravvivenza. Riusciranno i partiti a rendere omogenea la legge elettorale sia per la Camera sia per il Senato, come da indicazione del Capo dello Stato? Le alternative sono 5: Mattarellum: maggioritario con collegi uninominali e con il 25% dei seggi assegnati con il proporzionale; Consultellum: il sistema che uscirebbe dall’ordinanza della Consulta nel caso in cui venisse bocciato il doppioturno e che prevede preferenze e proporzionale con sbarramento all’8% per il Senato e del 3% per la Camera; ‘Italicum bis’ nel caso in cui la Consulta dovesse salvare il ballottaggio previsto dall’Italicum e che prevede il doppio turno e la soglia, per ora al 40%, per la vittoria al primo turno; sistema proporzionale con minipremio di maggioranza alla lista o alla coalizione che arriva prima; modello tedesco: meta’ seggi assegnati con il proporzionale e meta’ con il maggioritario. Ebbene, uno di questi modelli sara’ quello vincente, ma per la politica non c’e’ fretta: senza legge elettorale nessun rischio di voto anticipato. Ma intanto non si parla d’altro.

Stefano Parisi a Faenza (Ravenna), a margine di un incontro nell’ambito della presentazione del suo movimento politico ‘Energie per l’Italia’, parla con i giornalisti di legge elettorale. “Dobbiamo tornare ad avere rappresentanti radicati sul territorio: preferenze o collegi uninominali, l’importante e’ non avere piu’ candidati calati dall’alto”, ha detto l’ex candidato a sindaco di Milano. Per Parisi “l’area liberal-popolare deve trovare la propria identita’, perche’ e’ a partire da identita’ chiare che si puo’ creare una coalizione”.

“Domani, alla riunione dell’Ufficio di presidenza della Commissione Affari costituzionali della Camera, vedremo se il Partito democratico vorra’ accelerare sulla legge elettorale”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Noi diciamo di attendere responsabilmente e istituzionalmente la sentenza della Corte costituzionale del 24 gennaio e la relativa motivazione – ha dichiarato – Dopo la sentenza della Consulta il Parlamento, autonomamente, dovra’ legiferare per quanto riguarda la nuova legge elettorale – come ha detto il presidente della Repubblica con il concorso di tutti i gruppi parlamentari, in maniera paritetica, aggiungo io, dopo gli esiti, infausti per Renzi, del referendum costituzionale. E dopo si vada al voto: o in maniera anticipata rispetto a febbraio 2018 o a scadenza naturale della legislatura”. Forza Italia, ha detto Brunetta, “e’ per un sistema a base fortemente proporzionale con un premio di governabilita’, perche’ non solo dobbiamo rappresentare i cittadini che votano ma dobbiamo anche avere un sistema capace, poi, di governare. Un sistema a forte base proporzionale che ci restituisca il prossimo Parlamento come un Parlamento costituente, e cioe’ che abbia la forza e la capacita’ di rappresentanza di modificare, nel senso di una migliore efficienza, la Costituzione”. E ha concluso: “Ci saranno delle riunioni nei prossimi giorni dentro il partito e all’interno del centrodestra per preparare il nostro posizionamento in vista del lavoro della Commissione Affari costituzionali, dopo il 24 gennaio”.

“Sulla legge elettorale non si puo’ perdere piu’ tempo. Al di la’ di come si esprimera’ la Consulta il 24 gennaio, e’ necessario avviare subito un tavolo di confronto bipartisan. Per sbloccare il Paese serve una prova di grande responsabilita’ da parte di tutte le forze politiche”. E’ quanto afferma Stefano Pedica del Pd. “Non e’ piu’ tempo di chiacchiere a vuoto e inutili polemiche – sottolinea Pedica -. Chi traccheggia non fa il bene del Paese. Tutta la politica deve dare prova di responsabilita’ e il Pd e’ pronto a fare la sua parte, ascoltando tutti. E mi auguro che l’invito sia subito raccolto da tutti i partiti”.

“Votare subito si puo’: approvando immediatamente una legge maggioritaria gia’ collaudata come il Mattarellum. A questa legge e’ sufficiente aggiungere le preferenze nella quota proporzionale, per il resto collegi e meccanismi tecnici sono gia’ pronti. Le voci giornalistiche dicono che Matteo Renzi sta manovrando sott’acqua in questa direzione, lasciando la Camera dei Deputati libera da impegni legislativi cogenti. Se questo fosse vero sarebbe la prima volta che Renzi sta facendo qualcosa di buono per l’Italia. La nostra Nazione me non puo’ rimanere ferma per un anno sotto il peso dei vincoli europei, dell’invasione migratoria e del pericolo fondamentalista. Noi saremo in piazza insieme a Matteo Salvini, a Giorgia Meloni e a tutti coloro che alla luce del sole e sena nessun compromesso vogliono elezioni subito per salvare l’Italia da un governo inutile come quello di Gentiloni”. Lo dice Gianni Alemanno, Azione Nazionale.

Fabrizio Cicchitto (Ncd) interviene sulla legge elettorale dopo la road map tracciata dal presidente del Pd in una intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera: “Le tesi di Orfini sulle elezioni subito sono contestabili per due ragioni di fondo – spiega il presidente della Commissione esteri della Camera – in primo luogo sulle leggi elettorali non si gioca a mosca cieca. Di conseguenza e’ indispensabile avere la sentenza della Corte e dopo di essa il Parlamento deve fare la sua parte e, come ha detto il Presidente Mattarella, uniformare le leggi elettorali della Camera e del Senato”. E aggiunge: “Il resto e’ avventurismo allo stato puro come quello di chi punta ad elezioni immediate”. Per l’esponente Ncd: “E’ indispensabile nel minimo di tempo ragionevole fare i conti con gli elementi piu’ marcati di sofferenza economico e sociale”. Continua il parlamentare: “Sottoporre subito gli italiani a un altro stress, fondato evidentemente su una riproposizione di uno scontro frontale al limite dell’odio riproponendo anche problemi di leadership e di controleadership significa solo lavorare per il M5S”.

Lotta alla povertà e al disagio sociale, lavoro a cominciare dalla riforma dei voucher. E poi la riforma elettorale che deve armonizzare i sistemi di Camera e Senato e la correzione della riforma sulla pubblica amministrazione. In agenda anche le banche e la giustizia civile. Tanti i temi che il Parlamento dovrà affrontare all’inizio del nuovo anno. Alla Camera i lavori dell’Aula riprendono lunedì 9 gennaio, a partire dalle 15,30, con la discussione generale dei disegni di legge di ratifica: C.3946- Accordo Italia-Angola di cooperazione nel settore della difesa (approvato dal Senato), C. 4039- Accordo Italia-Vietnam sulla cooperazione in materia doganale, C. 4108- Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull’adesione del Montenegro (approvato dal Senato); seguirà la discussione generale di una mozione sulle iniziative in relazione alla crisi del sistema bancario; della proposta di legge costituzionale C. 56-A – Modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di tutela della minoranza linguistica ladina della provincia di Bolzano. Al Senato riprendono i lavori martedì 10 gennaio alle 16,30 con l’informativa del ministro del lavoro e delle delle politiche sociali. A seguire, la discussione sulla relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sull’applicabilità dell’articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell’ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Gabriele Albertini, pendente dinanzi al Tribunale di Brescia; per i disegni di legge, il seguito della discussione delle disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario (approvato dalla Camera dei deputati); disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità in ambito medico e sanitario; norme per la tutela della salute, per la disciplina del rischio clinico e della responsabilità professionale medica.

Con i “nostri alleati” Lega e Fdi, il programma è “comune sul quale concordiamo al 95%, anche per quanto riguarda il nostro rapporto con l’Europa e sui temi dell’immigrazione. Anche per questo non sono preoccupato della tenuta della nostra coalizione”. Così Silvio Berlusconi, intervistato da Libero. L’ex premier parla a tutto campo. “Sono convinto che ricompattare il centro sia indispensabile – dichiara – ma questo non puo’ avvenire attraverso accordi di palazzo con membri della nomenclatura politica privi di appoggio popolare, ci rivolgeremo soprattutto a persone credibili, non a mestieranti del palazzo”, così Berlusconi quando gli si chiede se e’ pronto a riprendere in squadra Alfano e Verdini.
Il leader di Forza Italia conferma al governo Gentiloni solo un voto positivo sui singoli provvedimenti, a cominciare dal decreto salva-risparmio che salva Mps. “Al di là dell’affetto che mi lega al Monte Paschi – dice- la sua saldezza e la credibilità del sistema bancario sono un interesse nazionale prioritario” e aggiunge: “la sua caduta innescherebbe un effetto-domino incontrollabile”. Sulla legge elettorale dichiara: “Spero che il Partito Democratico abbia acquisito la consapevolezza che le forzature non portano bene, con il Mattarellum, in un sistema tripolare, il vincitore delle elezioni sarebbe quasi casuale; se ci sara’ il proporzionale saranno gli italiani a decidere con il voto se vi sara’ un unico vincitore, o se si dovra’ ricorrere ad una coalizione”.

“Ci vuole una classe dirigente per correre con il Mattarellum. Spinge al bipolarismo” e “in due mesi si aggiornano i collegi. Diamo uno strumento con cui votare al paese e andiamo alle urne”. Così il senatore della Lega Roberto Calderoli, in una intervista a Repubblica. La Lega apprezza il Mattarellum “perche’ noi abbiamo una classe politica che si e’ formata nelle amministrazioni e abbiamo le facce da mettere in pista per potere competere contro gli altri candidati”, mentre “Se Grillo candida il buontempone del paese, nessuno lo vota”. E per Calderoli “il Pd ha una sua classe dirigente che puo’ mettere in pista. Sono convinto che se si mette in campo questo sistema si torna al bipolarismo”, sostiene il senatore per il quale, invece, Forza Italia è divisa su vari fronti. “Da un lato – spiega – Confalonieri, i figli di Berlusconi preferiscono il proporzionale che garantisce di stare in un’alleanza di governo comunque, sia pure come socio di minoranza. Questo consente di tutelare meglio gli interessi dell’azienda. Dall’altro, le figure valide forziste devono essere spese in collegi che poi possono rivelarsi a rischio”. Sulla possibilita’ di introdurre modifiche alla legge elettorale, Calderoli dichiara: “Si potrebbe intervenire sullo scorporo, cosi’ da eliminare le liste civetta. Prevedere il voto in una sola scheda”. E sui tempi: “Un mese e mezzo basta per fare la legge”.

“Nella partita sulla legge elettorale, il Pd non è proprietario del ‘pallone’. Vale la pena ribadirlo, visto che ieri Zanda e oggi Orfini continuano a tirare in ballo il Mattarellum e a chiamare in causa, quasi fosse una minaccia, la durata dell’esecutivo guidato dal loro stesso partito”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto. “La presunta superiorità politica dei Dem è stata chiaramente e sonoramente smontata dal referendum del 4 dicembre. Perciò basta con i diktat e gli aut aut. Il confronto sul nuovo sistema di voto comporta pari dignità degli interlocutori e una condivisione che lo stesso Capo dello Stato ha richiesto. Senza dimenticare che c’è una importante sentenza della Consulta da attendere. Insomma, questo Pd, tutto ‘arroganza & tatticismi’, non favorisce di certo le pacate e responsabili sinergie necessarie per disegnare un sistema di voto più rispettoso del rapporto elettore/eletto”, conclude.