migranti

“Il problema non è evitare gli sgomberi, bensì le occupazioni; impedire che si realizzino e si consolidino nel tempo. È così che si salvaguardano i diritti. E per fare questo sono necessari interventi e politiche sociali che non riguardano le forze di polizia. Noi siamo chiamati a intervenire quando l’emergenza è già in atto, e spesso per eseguire ordini impartiti da altri, come nel caso del palazzo di via Curtatone a Roma”. Lo ha spiegato il capo della polizia Franco Gabrielli in un’intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che l’uso della forza è previsto “solo dopo aver esperito tutti gli altri tentativi”. Per Gabrielli “quando un’emergenza arriva sul tavolo del questore è già tardi, perché significa che l’uso della forza è quasi inevitabile” e “le amministrazioni locali, e dunque la politica, non possono delegare tutto alle forze di polizia, perché certi problemi, prima che di ordine pubblico, sono problemi sociali, che non si possono scaricare sulle forze dell’ordine, facendole diventare oggetto di strumentalizzazione e scontro tra chi solidarizza con loro e chi le attacca”.

“Pieno appoggio al ministro dell’Interno Minniti, che con i suoi ultimi interventi ha dato una svolta fondamentale alla gestione dei flussi migratori. La Commissione d’inchiesta Migranti lavora da tempo affinche’ la questione sia affrontata in maniera piu’ sistematica e corretta e la lotta al traffico di esseri umani sia sempre piu’ incisiva”. A dichiararlo è Federico Gelli, deputato Pd e presidente della Commissione inchiesta migranti. “L’attivita’ e le ultime azioni del Governo – prosegue – sono in linea con quanto emerso nel tempo dai nostri lavori, che auspicavano il passaggio da un sistema emergenziale a uno programmatico con un investimento importante nei territori d’origine del flusso migratorio, in particolare quello libico. Ci aspettiamo ora che anche l’Europa faccia la sua parte.”

L’Alto rappresentante della politica estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini, ha partecipato a Parigi all’incontro tra i Capi di Stato e di governo di Germania, Spagna, Francia, Italia, Niger, Ciad e Libia. I partecipanti hanno deciso di proseguire le azioni lungo la rotta del Mediterraneo centrale, lavorando in collaborazione con i paesi partner in Africa. “Questo incontro – ha dichiarato Mogherini – conferma e rafforza il lavoro che l’Unione europea ha avviato in questo ultimo anno e che comincia a dare i primi risultati per una gestione comune, sostenibile e rispettosa dei diritti umani di un fenomeno estremamente complesso che richiede un partenariato forte”.

“Da uomo impegnato in politica non posso che essere grato al cardinale Parolin, segretario di Stato Vaticano, per il discorso che ha pronunciato oggi al Meeting di Rimini. Nel ricordarci che la liberta’ e’ responsabilita’ e non solo possibilita’ ci invita ad assumere il compito proprio del nostro impegno: avviare nel tempo processi orientati al bene comune e non finalizzati alla mera occupazione di spazi di potere. A questa priorita’, capace di visioni a medio e lungo termine, deve essere orientato anche il nostro intervento sull’immigrazione, che ha un dovere di accoglienza nell’immediato di quelli che il cardinale Parolin ha chiamato ‘questi nostri fratelli’ e un dovere altrettanto urgente di progetti alternativi a una immigrazione massiccia e incontrollata e di sviluppo per i paesi di provenienza dei migranti”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare. “Fa male sentirsi dire che in questa azione l’Unione europea sembra assente, ma e’ purtroppo vero. Il richiamo del cardinale va colto in tutta la sua drammaticita’. Cosi’ come va seguito il suo appello al dialogo culturale, ecumenico, inter-religioso, sociale e politico come contributo a un nuovo ordine. Il dialogo e’ la capacita’ e la forza di chi ha qualcosa da proporre, non, come si mistifica spesso, la rinuncia all’identita’”, conclude

La Cgil di Pistoia e Toscana esprimono “solidarieta’ a Don Biancalani che, come tante altre persone, e’ impegnato da anni in attivita’ sociali per tutti e senza distinzioni”. Il sacerdote di Pistoia che ha accompagnato dei migranti in piscina “e’ fatto oggetto in questi giorni di attacchi di inaudita violenza da parte di forze impegnate a seminare odio e a minare le basi della convivenza civile e solidale, anche in una citta’ storicamente estranea a simili manifestazioni di intolleranza. Nessuno – dice la Cgil in una nota – puo’ oggi pensare di essere estraneo al tema delle migrazioni, e non e’ certo con la chiusura e alimentando l’intolleranza che vi possiamo far fronte, bensi’ con grande responsabilita’ e lungimiranza politica ed istituzionale”.

L’Austria invierà 70 soldati al valico del Brennero, per sostenere i controlli sui treni e nelle zone critiche del confine con l’Italia ed impedire l’accesso ai migranti illegali. Lo hanno annunciato il capo della polizia del Tirolo, Helmut Tomac, e il comandante militare locale, Herbert Bauer, nel corso di un incontro a Innsbruck, secondo quanto ha riportato il giornale austriaco Die Presse. Al Brennero, ha precisato Tomac, i soldati non saranno schierati, né saranno dispiegati carri armati. .Dall’Italia, fonti del Viminale hanno descritto come sorprendente e non giustificata l’iniziativa di inviare i 70 militari, sottolineando che la situazione è assolutamente tranquilla e, che nei primi sette mesi del 2017 alla frontiera è stato inibito l’ingresso sul territorio nazionale a 1.200 cittadini stranieri, a riprova del trend dei movimenti migratori dall’Austria verso l’Italia.

“Solidarieta’ alla Boldrini. E’ la presidente della Camera dei Deputati, terza carica dello Stato, con un impegno politico che va oltre quello strettamente istituzionale. Due i suoi grandi ambiti di intervento positivo: la difesa e la promozione delle donne e i rifugiati, a cui spesso accosta anche i migranti per garantire loro il diritto alla vita, il diritto civile per antonomasia”. Lo dichiara in una nota Paola Binetti, deputata dell’Udc. “La sua linea politica e’ chiara e definita- continua- il suo endorsement a favore di Pisapia non lascia dubbi sulla sua futura collocazione politica in una sinistra alternativa al Pd. Donna di sinistra quindi, schierata dalla parte delle donne e dei migranti, considerati forse come categorie deboli e bisognose di una particolare tutela. Sempre elegante e misurata nei toni e nelle sue affermazioni, eppure cio’ nonostante e’ oggetto di una serie di insulti sul web, che sorprendono per la volgarita’ piu’ ancora che per la loro aggressivita’. La polemica del M5S in Aula, spesso particolarmente pungente quando si rivolge alla presidente, ha un evidente carattere strumentale, politico-mediatico e serve a dare visibilita’ al parlamentare di turno, ma non scade mai nella volgarita’ del web, che ha riscoperto i peggiori insulti sessisti, frutto di una mentalita’ machista, mai del tutto superata. Ed e’ per questo che la Boldrini merita tutta la nostra solidarieta’: come donna prima ancora che come presidente della Camera. Il rispetto alla carica e’ un fatto dovuto; il rispetto alla persona e’ un fatto voluto”.

Sul fenomeno migratorio verso l’Italia e l’Europa, per il ministro degli Esteri Angelino Alfano “l’unica soluzione che c’e’ si trova in Libia”. Sostiene Alfano in una intervista alla Bild: “Vogliamo creare li’ sistemazioni umanitarie per i profughi. A questo scopo dobbiamo raggiungere finalmente l’unita’ politica del Paese e, con essa, il ripristino della stabilita’. Fino ad allora, lavoriamo a un accordo sui profughi con tutti gli attori rilevanti e abbiamo gia’ inviato un segnale chiaro con l’apertura della nostra Ambasciata a Tripoli”. Anche le Nazioni Unite, ha aggiunto il ministro, “devono adoperarsi con maggiore intensita’ per sostenere il governo di Tripoli”.

“E’ davvero necessario dire che i passi verso le giuste ragioni delle Ong compiuti dal nostro Governo sono stati importanti”, lo scrive oggi il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, rispondendo a una lettera del deputato Lorenzo Dellai, presidente di Democrazia Solidale, tra i più critici verso il ‘Codice Minniti’ per le Ong. “Ed e’ altrettanto necessario che nessuno dei politici cristianamente impegnati per umanizzare la politica, e tutti coloro che con altre sensibilita’ condividono questa ‘buona fatica’, debba sentirsi solo e arrivi a pensare che la sua parola e azione siano state inutili o mal considerate proprio nella Chiesa”, continua il direttore. Tarquinio, riferendosi ai nostri giorni, parla di “un tempo difficile ed esigente. Un tempo di smarrimenti e inquietudini, di diffidenze e incattivimenti, di sospetto per lo straniero e di sfiducia per chi ci rappresenta e governa”. “Un tempo nel quale, pero’, la saldezza della parola disarmata della Chiesa – prosegue – continua ad ‘armare’ responsabilita’ e generosita’ che possono e debbono dare cuore e anima anche alle regole degli Stati. Che devono essere rispettate perche’ rispettabili e non motivatamente obiettabili, e quando non lo sono del tutto meritano correzioni come quelle che il Ministero dell’Interno italiano ha apportato al Codice di condotta per le Ong”.

“Non facciamo la guerra alle Ong ma ai trafficanti di esseri umani”. Lo ha ribadito ieri il ministro dei Trasporti Graziano Delrio intervistato dal Tg1 su Rai 1 riguardo al codice delle Ong e alla gestione dei flussi migratori. “Non dobbiamo mettere in contrasto le regole con l’umanità, le Ong stesse ci hanno chiesto un codice – ha aggiunto – e il 90% di loro lo ha sottoscritto, governiamo il fenomeno non contro le Ong ma insieme a loro”.