Parlamento

“E’ tempo che il Parlamento e Governo si occupino insieme del contrasto al fenomeno del ‘Blue Whale’, non solo in un’ottica repressiva, ma soprattutto con l’intento di prevenire fenomeni cosi’ pericolosi e tutelare i minori, soprattutto quelli piu’ fragili. Alcuni strumenti di contrasto gia’ esistono, come la legge contro il cyberbullismo approvata dal Pd in Parlamento, per la tutela dei piu’ giovani attraverso le scuole con personale educativo delegato. Ora dobbiamo investire sempre piu’ fondi e risorse per il contrasto del Blue Whale prima che sia troppo tardi. Per questo ho scelto di interrogare la Ministra Lorenzin e la Ministra Fedeli e intendo sensibilizzare anche la Presidenza del Consiglio, perche’ non e’ accettabile che i nostri giovani vengano esposti a questi tipi di rischio senza un intervento serio dello Stato. Per contrastare fino in fondo questi fenomeni, bisogna lavorare assieme: istituzioni, politica, scuola, genitori, editori del mondo dei social e del web”. Lo dichiara la deputata del Pd, Daniela Sbrollini, vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali e Sanita’ di Montecitorio, che mercoledi’ 21 Giugno alle ore 14.30, presso la sala stampa della Camera dei deputati, interverra’ con la giornalista e direttrice dell’associazione ‘I Woman’, Sara Manfuso, per parlare del fenomeno ‘Blue Whale’, un gioco interattivo inventato in Russia che si puo’ scaricare su cellulari e tablet, che ha come target i ragazzi di eta’ compresa fra i 14 e i 19 anni e che consiste nell’affrontare 50 prove estreme in 50 giorni, sfide che arrivano a spingere i ragazzi a lanciarsi da un ponte o da un palazzo. Una psicosi collettiva che in sostanza mira all’invito al suicidio e per cui si sono verificati piu’ di 150 suicidi e che e’ gia’ al vaglio di polizia, magistratura e delle famiglie. In conferenza stampa la deputata Sbrollini illustrera’ il contenuto delle interrogazioni presentate ai Ministri della Salute, Beatrice Lorenzin e dell’Istruzione, Valeria Fedeli e verra’ presentata la lettera che sara’ inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al fine di sensibilizzare tutte le Istituzioni su questo fenomeno cosi’ pericoloso per i nostri ragazzi.

Francia al voto per il secondo turno delle elezioni legislative. Il presidente Emmanuel Macron, insediatosi all’Eliseo a maggio, è a un passo dall’ottenere una schiacciante maggioranza all’Assemblea nazionale, cioè la Camera bassa: se i sondaggi si confermeranno attendibili il suo movimento, cioè La Republique En Marche, otterrà il maggior numero di deputati mai avuti da una forza politica nella Quinta Repubblica e anche una delle percentuali più alte di seggi nella storia del Paese. Stando alle rilevazioni, infatti, il partito di Macron otterrebbe fra 400 e 460 dei 577 seggi da cui è composta la Camera francese, pari a oltre il 70% dei deputati totali. Prima di Macron solo un presidente, Charles de Gaulle nel 1968, ottenne un risultato migliore, guadagnando l’81% dei seggi. In realtà la destra riuscì a superare la cifra che i sondaggi prevedono per Macron, quando nel 1993 ottenne il 79% dei seggi, ma lo fece con un presidente socialista all’Eliseo, François Mitterrand. Macron si appresta, dunque, a costruire una maggioranza inedita negli ultimi tempi, dal momento che avrà in mano la presidenza e carta libera in Parlamento, perdipiù davanti a un’opposizione divisa e indebolita. Gli inviti ad andare alle urne per limitare i poteri del presidente, fatti da conservatori, socialisti, estrema sinistra ed estrema destra, non sembrano avere fatto breccia in una società che, dopo avere seguito con grande attenzione le presidenziali di aprile-maggio, pare avere voltato pagina. Al primo turno delle legislative, domenica 11 maggio, l’astensione si è attestata al 51,30%, il che significa che è andata a votare meno di metà degli iscritti nei registri elettorali; e al secondo turno potrebbe andare ancora peggio, dal momento che i sostenitori di candidati che non si sono classificati per il secondo turno potrebbero optare per rimanere a casa.

“Il mio governo durerà fino a quando avrà la fiducia del Parlamento. Questo è il mio mantra. Penso sia possibile” ”. Lo dice dal palco della ‘Repubblica delle idee 2017’ a Bologna, il premier Paolo Gentiloni.
L’obiettivo del governo è quello di fare “di tutto” per ridurre “le tasse sul lavoro ed in particolar modo su quello giovanile”, aggiunge il presidente del Consiglio. “Si può dire che il mio governo sia nato fragile ma cerca di sviluppare un programma robusto e questo si può fare”, continua. E riguardo all’Europa Gentiloni dichiara: “Brexit ci ha dato una sveglia e dopo un anno la fiducia nell’Europa è aumentata”, per gestire le crisi internazionali serve “un’Europa protagonista”. Sugli Usa sotto la guida di Trump Gentiloni afferma: “L’America resta l’America ovvero il nostro principale alleato è così e resterà così”, spiega. Questo però non vuol dire che non gli si possano muovere degli appunti. “Tornare indietro nell’accordo con Cuba è un errore che non possiamo condividere”, dice Gentiloni, e lo stesso vale per “la separazione dagli accordi di Parigi”.

“Non ci sono più i presupposti per fare una legge elettorale: non in questo Parlamento. Toccherà al prossimo e alla futura maggioranza”. Lo dice il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S), in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. Attualmente non esiste la possibilità di armonizzarle. “Si va a votare con l’ obiettivo del 40 per cento alla Camera e con lo sbarramento dell’8 per cento al Senato. Le due leggi sono immediatamente applicative”, aggiunge. “Siamo intorno al 30 per cento – sottolinea – Possiamo crescere convincendo chi ci guarda ma non ha deciso, con candidature credibili fino alle elezioni che, temiamo, saranno nel 2018”.

Il parlamento di Atene votera’ oggi sulle ultime azioni prioritarie in vista della conclusione della seconda revisione del programma di salvataggio economico del paese. Il voto e’ previsto attorno alle ore 18 dopo che nella mattina il dibattito sulla bozza di legge iniziera’ con la discussione sugli ultimi emendamenti. I partiti di opposizione hanno manifestato forte opposizione all’inserimento di nuovi emendamenti alla bozza di legge che dovra’ essere votata oggi dal parlamento di Atene. Alcune divergenze sarebbero emerse anche all’interno del partito governativo Syriza, motivo per cui i ministri delle Finanze e del Lavoro, Euclid Tsakalotos e Effie Achtsioglou, hanno incontrato i rappresentanti della forza politica per superare tali distanze. La bozza di legge deve essere approvata dal parlamento in modo tale che la Grecia possa ricevere una nuova tranche di aiuti nella prossima riunione dell’Eurogruppo del 15 giugno.

Trovate tracce di cocaina nei bagni della Camera. Scandalo. Perche’? Certo, non e’ edificante sapere che stupefacenti varchino l’ingresso di Montecitorio e che vi siano – presumibilmente – parlamentari che ne facciano uso. Ma il Parlamento non era lo specchio del Paese? E allora nessuno stupore, perche’ ci sono milioni di persone in Italia che comprano e usano quotidianamente cocaina e ogni altra sostanza stupefacente. E’ per questo che le mafie ne fanno arrivare a tonnellate. Solo per questo.

“Il Parlamento ha il dovere, il tempo, la determinazione politica per disegnare una legge elettorale capace di garantire rappresentanza e governabilità. Se rinunciasse a farlo devolvendo al governo un intervento di piccolo maquillage delle due sentenze della Corte, dichiarerebbe il suo fallimento. Sarebbe un corto circuito istituzionale intollerabile”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio. “Sono convinto che, al di là del chiacchiericcio molesto che circonda da mesi la questione della riforma elettorale, spesso alimentato ad arte da chi ha interesse a non cambiare niente, esista ancora la possibilità di scrivere una legge elettorale decente in tempo utile”, conclude il parlamentare.

Fonti di alto rango del governo di Londra hanno riferito che la polizia sta ancora cercando un sospettato nell’edificio del Parlamento. Lo ha riferito il Daily Telegraph, mentre l’area del palazzo di Westminster è isolata a seguito di un attentato in cui almeno due persone sono morte e numerose altre sono rimaste ferite, di cui alcune sono in gravi condizioni.

“Dopo la sonora sconfitta referendaria il Pd di Renzi e Orfini non puo’ piu’ dare le carte, men che meno sulla riforma della legge elettorale. L’unico tavolo possibile e’ e rimane il Parlamento”. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Pertanto – prosegue -, no a un Nazareno 2.0, no all’ennesima forzatura da parte del Pd. La legge elettorale, cosi’ come evidenziato piu’ volte dal Presidente della Repubblica, sia realmente condivisa ed elaborata da tutte le forze che siedono in Parlamento, solo cosi’ potra’ avere quell’autentica legittimazione politica che e’ mancata a tutte le orribili riforme di Renzi bocciate dagli italiani. La strada e’ tracciata: pronuncia della Consulta il 24 gennaio e poi discussione nelle Commissioni affari costituzionali e nelle Aule di Camera e Senato di una nuova legge che garantisca governabilita’ e rappresentativita’. Elementi questi che il Mattarellum, anche modificato, in presenza di un sistema ormai tripolare, non riuscirebbe a garantire”. “Il Pd di Renzi e Orfini se ne faccia una ragione, sotterri l’ascia di guerra, elabori il lutto della sconfitta referendaria e in Parlamento – conclude – ragioni con tutti di legge elettorale alla pari”.

La discussione sulla proposta di legge in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati apre lunedì 24 ottobre i lavori in Aula, alla Camera dei deputati. A seguire, la discussione sulle linee generali del testo unificato delle proposte di legge: Disposizioni sul marchio italiano di qualità ecologica dei prodotti cosmetici e le modifiche alla legge 1261 del 31 ottobre 1965, concernenti il trattamento economico e previdenziale dei membri del Parlamento. I lavori continuano con la discussione di mozioni in materia di assistenza sanitaria e di sostegno ai cittadini colpiti dalla crisi economica. Il Senato torna a riunirsi martedì 24 ottobre con all’ordine del giorno la discussione delle mozioni in materia di immigrazione e di infrastrutture idriche. Alle 16,30 prosegue la discussione di mozioni sul trasporto pubblico locale a Roma. Palazzo Madama ha anche all’ordine del giorno la discussione di mozioni sulla somministrazione dei farmaci e la trattazione dei ddl sulle scienze geologiche, sulla Casa Museo Gramsci e sul lavoro autonomo.