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Milena Gabanelli, ex conduttrice di Report un’intervista all’Agi parla, dopo le sue dimissioni, della Rai e del servizio pubblico: “I partiti sono molto presenti sia nel Consiglio di amministrazione che nella Commissione di Vigilanza Rai, ma non ci sarebbe nulla di scandaloso se almeno tutti i componenti avessero competenze sia televisive che nella gestione di un’azienda con 12.000 dipendenti – osserva – Purtroppo non e’ cosi’, e questo genera danni, ritardi, e il perenne sospetto che dietro a scelte che coinvolgono un conduttore o un giornalista, ci sia sempre una manovra politica, anche quando si tratta di legittime scelte editoriali, giuste o sbagliate che siano”. La giornalista, dopo le dimissioni da vice direttore Rai, dopo la chiamata a lavorare al progetto di un portale news unico per il servizio pubblico replica: “Penso di fare in buonafede il meglio che posso, nell’interesse di chi mi paga lo stipendio, ovvero il cittadino”.

Ancora ventiquattro ore e termina il periodo di aspettativa non retribuita che Milena Gabanelli si e’ presa ai primi di settembre, ausospendendosi dall’incarico di vice direttrice ricoperto dal gennaio scorso. Quando era stata assunta dal direttore generale Rai dell’epoca, Antonio Campo Dall’Orto, con il mandato di lavorare al progetto di un nuovo portale web delle news che avesse la peculiarita’ di essere l’unico per il servizio pubblico di viale Mazzini. E alla vigilia di questa scadenza Gabanelli dice all’AGI “che se la posizione dell’azienda resta immutata, cioe’ quella di pensare a me come condirettore di Rainews, ribadisco che non mi interessa: per la semplice ragione che cosi’ com’e’ non puo’ assolvere all’obiettivo fissato. E’ come avere una 500 senza le gomme e per giunta con al volante un’altra persona…”. Ne deriva che occorre aspettare la prossima mossa dell’azienda… “Vediamo in questa settimana cosa accade – dice la giornalista -, ritengo che nei prossimi giorni, in questa settimana, si debba sapere qualcosa di piu’ e capire che fare”.

Rai, Maggioni: accuse pretestuose, mio lavoro per azienda “Carte che sono venuti a prendere le stesse già date a Cantone” Roma, 26 ott. (askanews) – “Le carte che sono venuti a prendere sono esattamente quelle che avevamo già dato all’Anac di Cantone. Questa volta invece si parte da una denuncia su cui si muove la magistratura. Ma si tratta di accuse pretestuose. Sono poche centinaia di euro per treni e taxi, per un lavoro che rivendico come fatto in nome dell’azienda”. Lo afferma la presidente della Rai, Monica Maggioni, in una intervista a Repubblica nella quale commenta il decreto di acquisizione che ieri ha portato gli uomini del nucleo di polizia tributaria di Roma della Guardia di Finanza in viale Mazzini, alla sede della Rai. L’accusa è contenuta in un esposto, depositato a giugno in Procura, nel quale si sostiene che, quando era direttrice di Rainews24 e di Rainews.it, l’attuale presidente della Rai avrebbe viaggiato a spese dell’azienda allo scopo di promuovere il suo libro “Terrore Mediatico”. “Stiamo parlando di un libro che parte da un’iniziativa fatta come direttore di RaiNews e che ho presentato anche su sollecitazione della stessa Rai, come sempre avviene – sostiene la Maggioni -. Stavo lavorando per promuovere un lavoro fatto con tutta la mia redazione sul ‘terrorismo mediatico’ dell’Isis e nato da un mio editoriale in cui annunciavo che non avremo più mandato in onda i video di propaganda dei terroristi; un’iniziativa che era diventata un tema di interesse e di impegno per tutta l’azienda. E invece da giugno stiamo leggendo titoli sulle ‘note spese della Maggioni’, come se dietro si celasse chissà che. È chiaro che c’è un’operazione che va avanti da tempo, peraltro su episodi già ampiamente chiariti”. “Ci sono già stati organi di stampa che hanno ‘impapocchiato’, hanno scritto impropriamente di queste cose e sono stati querelati. Hanno dovuto transare”, conclude la presidente della Rai.

Acquisizioni di una serie di documenti sono in corso da parte della guardia di finanza nella sede Rai di Viale Mazzini a Roma. A quanto si apprende, l’acquisizione riguarderebbe fatti relativi al periodo in cui Monica Maggioni era direttrice di Rainews24.

“L’anno prossimo potrei tornare in Rai”: Lo ha detto Fiorello a Radio Deejay durante la trasmissione ‘Deejay chiama Italia’, chiacchierando con Linus e Nicola Savino. Alla domanda di Linus “Cosa stai facendo in questo periodo?” lo showman ha risposto di avere avuto dei contatti con il direttore generale Mario Orfeo. “Mi piacerebbe tornare il seconda serata, dalle 22:30 alle 23:30”, ha aggiunto.

Si avvicina l’acquisizione da parte della Rai dei diritti per gli Europei del 2020 di calcio. La UEFA e l’agenzia delegata CAA Eleven hanno infatti comunicato l’ingresso dell’azienda del servizio pubblico radiotelevisivo nella fase di negoziato esclusivo per l’acquisizione dei diritti multipiattaforma nel territorio italiano sugli eventi UEFA 2018/2022. I diritti riguarderanno l’esclusiva assoluta di tutti gli incontri della Nazionale Italiana di calcio per i prossimi due cicli di European Qualifiers, della Nations League e delle amichevoli internazionali e l’esclusiva in chiaro delle migliori 27 partite dei Campionati Europei UEFA 2020. Tutti gli incontri della Nazionale Italiana, in caso di esito positivo dei negoziati, verranno trasmessi da Rai1.

“Milena Gabanelli? E’ partito l’appello per tenerla in Rai e noi vorremmo far partire l’appello per portarla a La7: il primo firmatario sara’ sicuramente Andrea Salerno”. Cosi’ Giovanni Floris, nel corso della conferenza stampa di presentazione della quarta stagione di “diMartedi’” a chi gli chiedeva di Milena Gabanelli, al momento autosospesasi dopo il rifiuto a RaiNews24. “Non credo che la Rai si faccia scappare Milena”, ha aggiunto Floris, mentre il direttore di rete Salerno ha aggiunto: “E’ una donna di grande valore e anche noi facciamo servizio pubblico e saremmo onorati della sua presenza”.

Gabanelli ricorda anche che l’esigenza di riorganizzare l’offerta informativa “lo dice sempre, e giustamente, la Concessione, e l’interpretazione del Cda e’ stata: non e’ possibile approvare una nuova testata (anche se urgente, poiche’ sull’informazione digitale la Rai e’ in colpevole ritardo, e sulla quale sono stati fatti investimenti), perche’ prima c’e’ qualche testata di troppo da accorpare, e si fa fatica a farlo”. Solo che – lamenta la giornalista – la soluzione individuata dal Cda “e’ quella di trasferirmi, in attesa di tempi migliori, dentro al sito di Rainews.it (il cui direttore e’ lo stesso di Rainews 24, Antonio Di Bella), che oggi fa poco piu’ di 100.000 utenti unici e si piazza al 35^ posto di tutte le testate online”. Il tutto “senza una definizione dei tempi, con risorse inadeguate a coprire le 24 ore, e senza nessuna possibilita’ di decollare proprio perche’ e’ sbagliato il presupposto: i colleghi non anticipano le loro notizie dentro al sito di una testata vissuta come concorrente. Una visione a mio parere non all’altezza del compito che il servizio pubblico deve assolvere, ed economicamente sbagliata poiche’ rinuncia ai potenziali investimenti pubblicitari”. E per dare un’idea la giornalista cita ad esempio che “Repubblica incassa dalla combinazione sito e social circa 27 milioni di euro l’anno, e poco meno il Corriere della Sera” e dunque “quali numeri potrebbe raggiungere un’azienda come la Rai che oltre alla potenza di fuoco ha un archivio di immagini immenso che nessun altro possiede in Italia?”. Gabanelli lamenta quindi che “purtroppo non mi risulta che i consiglieri siano mai entrati nel merito del progetto, organizzazione e potenzialita’” e quindi “a fronte di queste considerazioni, ovvero della certezza di non produrre risultati proporzionali al lavoro svolto, alle aspettative del pubblico, al ruolo della tv di servizio pubblico, e al fatto che non me la sento di mettere la faccia su un prodotto che non firmo (non essendone il direttore responsabile)”, ha chiesto oggi al direttore generale di viale Mazzini di concederle l’aspettativa non retribuita, “fino a quando il Cda avra’ varato il nuovo piano news e deciso quegli accorpamenti che sarebbero il preludio per il varo di una nuova testata”. E – conclude Gabanelli – se a quel punto Orfeo intendera’ affidarle la direzione di questa futura testata, “trovera’ la mia disponibilita’”.

Venezia di notte. Un giovane gondoliere trasporta una misteriosa scatola rossa. Tra le calli e i canali, dove l’acqua è un cielo di stelle, la scatola si apre e svela il magico contenuto: il Leone d’Oro. E’ lo spot Rai (download – https://we.tl/kaUeMAS4wE) per la 74° Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia, in programma dal 30 agosto al 9 settembre nella città lagunare. Il promo, che è sigla di apertura e chiusura della Mostra, accompagna lo straordinario impegno messo in campo anche quest’anno dal servizio pubblico radiotelevisivo per raccontare il Festival: 10 tra programmi, rubriche e spazi dedicati, 8 reti coinvolte, oltre 50 ore di trasmissione e 30 ore di film che hanno fatto la storia del concorso, per una programmazione dedicata che porterà il pubblico dentro la kermesse con dirette, interviste, approfondimenti e contenuti speciali. Rai Cinema – con sei film coprodotti in concorso e 20 nelle altre sezioni tra fuori concorso, eventi e proiezioni speciali – porterà a Venezia anche il racconto del terremoto che ha colpito il Centro Italia lo scorso anno con ”Casa d’altri”, il primo cortometraggio di Gianni Amelio, dedicato ad Amatrice e realizzato per mantenere vive la memoria della tragedia e l’attenzione sulla vita quotidiana delle aree colpite. ”Casa d’Altri” sarà presentato il 31 agosto alle ore 17.15 come Evento Speciale alla presenza del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Su Rai1, per tutta la durata della Mostra UnoMattina e Vita in Diretta racconteranno le novità e i protagonisti con spazi dedicati, in collaborazione con il Tg1, a partire dal 29 settembre. Nelle notti del Festival il cinema sarà protagonista a Cinematografo, il programma di Gigi Marzullo in onda dopo il tg della notte.

Documentari, film, approfondimenti giornalistici, collegamenti in diretta, ma anche musica e speciali Web, per continuare a ricordare. Così la Rai con le sue reti radiotelevisive e le sue testate torna a raccontare quel 2 agosto del 1980 quando, alle 10.25, alla stazione di Bologna una bomba esplode causando 85 morti e oltre 200 feriti.
Un ricordo che – per il 37esimo anniversario – prende vita già martedì 1 agosto alle 21.10 su Rai Storia con il documentario “Non arretreremo! Renato Zangheri, il sindaco professore” di Mauro Bartoli e Lorenzo K. Stanzani  (in replica il 2 agosto alle 9.30). Al centro la figura dell’allora sindaco Zangheri che risponde con fermezza, ponendo pubblicamente domande dure e precise, e promuovendo iniziative per far capire che la città è stata sì gravemente ferita, ma è in grado di reagire.
Mercoledì 2 agosto, giorno dell’Anniversario, Rai1 apre nel segno di Bologna la propria programmazione con “UnoMattina estate”, in onda alle 7.10, che propone un collegamento con la stazione del capoluogo emiliano e approfondimenti con alcuni ospiti. Nel pomeriggio, alle 15.30, “La vita in diretta estate” dedica un ampio spazio alla ricorrenza. In studio, Maria Pia Ammirati, direttore Rai Teche e autrice del libro “Due mogli. 2 Agosto 1980” e un  rappresentante dell’Associazione Familiari delle vittime.
Su Rai3, si comincia alle 8.00 con la commemorazione della strage in “Agorà estate” e si prosegue alle 15.00 con “Bologna 2 agosto 1980. La strage’’, uno speciale di “La Grande Storia” che ricostruisce quella giornata drammatica e  quelle immediatamente successive: le prime ipotesi di incidente, la scoperta della matrice terroristica dell’esplosione, la disperata ricerca dei familiari da parte di chi, come il primo presidente dell’ “Associazione Familiari del 2 agosto” Torquato Secci, arriva a Bologna senza sapere niente su cosa è successo a suo figlio.
In primo piano anche le indagini che porteranno i magistrati bolognesi, quindici anni dopo, a condannare gli esecutori materiali.In serata, anche “Blob” ricorderà a suo modo l’anniversario.
Ampia la copertura di tutte le Testate giornalistiche, in particolare con la Tgr Emilia Romagna e con RaiNews24 che seguiranno in diretta tutte le manifestazioni previste per il 37° anniversario della strage.
Rai Movie affida il ricordo a un film, in onda alle 16.00: è “L’estate di Martino” di Massimo Natale con la sceneggiatura di Giorgio Fabbri, intertpretato da Treat Williams, Luigi Ciardo e Matilde Maggio. Il film racconta gli eventi compresi tra il 27 giugno 1980 – la tragedia del DC-9 dell’Itavia precipitato a Ustica – e il 2 agosto, giorno della bomba alla Stazione di Bologna, alle cui vittime il regista ha dedicato il film. Per Rai Cultura, mercoledì 2 agosto, oltre al documentario sul sindaco Zangheri, Rai Storia ricorda l’anniversario proponendo alle 00.10 e in replica alle  08.30, 11.30, 14.00 e 20.30 “Il giorno e la Storia”. Quello di Bologna è uno degli atti terroristici più gravi del secondo dopoguerra per il quale solo il 23 novembre 1995 si giunge a una sentenza definitiva di Cassazione: sono condannati all’ergastolo, quali esecutori dell’attentato, i neofascisti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l’ex capo della P2 Licio Gelli, l’ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vengono condannati per il depistaggio delle indagini.
Il 9 giugno 2000 la Corte d’Assise di Bologna emette nuove condanne per depistaggio. I mandanti della strage non sono mai stati identificati. Rai Storia, inoltre, ha realizzato un Webdoc (www.cultura.rai.it/webdoc/) con video selezionati dalle Teche Rai e contenuti esclusivi per “rivedere” quel giorno, il modo in cui ne parlarono Tg e media dell’epoca, il ricordo delle vittime, le lunghe vicende processuali, il parere degli storici, le foto, le grandi inchieste della Rai come quella di Sergio Zavoli. La programmazione televisiva di Rai Cultura per l’anniversario della strage si conclude venerdì 11 agosto alle 22.15 con Rai5 che presenta la “XXIII edizione Concorso Internazionale di Composizione 2 Agosto” con un documentario sul concerto che chiude la 23esima edizione della manifestazione. Il doc seguirà lo svolgimento del concerto anche attraverso il back stage e le interviste al direttore, ai maestri d’orchestra, ai solisti e vincitori, arricchendo le riprese della serata finale in piazza Maggiore con le prove dell’orchestra in teatro nei giorni precedenti.
L’anniversario della strage alla stazione di Bologna sarà ricordato anche su Radio Rai,  nelle varie edizioni dei Gr e in uno spazio dedicato all’interno di “Radio Anch’Io” di mercoledì 2 agosto, con servizi, approfondimenti e collegamenti in diretta con la città dove si svolgerammo le tante iniziative per commemorare le vittime del tremendo attentato.