Renato Brunetta

Renato Brunetta esprime “solidarietà” ai telespettatori di Politics “dopo l’ignobile pollaio che abbiamo potuto vedere” ieri sera, con l’intervista a Matteo Renzi. Telespettatori, insiste il capogruppo di Fi intervenendo alla Camera dopo le comunicazioni del premier sul Consiglio Europea, “che non si erano ancora ripresi dalla domenica bestiale, senza calcio, Renzi-Giletti, fatta in spregio alla regolamentazione della par condicio che è stata approvata pochi giorni dopo. Deve essere davvero disperato per aver bisogno di questa invasione, avendo tutti i giornaloni dalla sua parte, dopo aver blindato i tg, dopo aver condizionato le tv private. Ne aveva proprio bisogno? Non ne ha guadagnato la sua credibilità”. E su questo punto Brunetta cita alcuni sondaggi: “La fiducia in lei si è dimezzata in 30 mesi, da 60% a 30. In 30 mesi in cui lei ha potuto fare carne di porco della democrazia parlamentare, nonostante questo la fiducia nella sua persona è crollata di 30 punti. La gente ha capito la malattia politica che la affligge, l’azzardo morale, il non mantenere la parola. Studi la teoria dei contratti dell’ultimo premio Nobel: l’azzardo morale è imbrogliare. L’hanno capito i cittadini quando andranno a votare il 4 dicembre”.

La commissione parlamentare di Vigilanza Rai ha approvato la delibera di regolamento della par condicio nelle trasmissioni radiotelevisive del servizio pubblico per la consultazione referendaria del 4 dicembre. Il regolamento garantisce parita’ di accesso alle ragioni del Si’ e del No. La delibera entrera’ in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. “Esprimo soddisfazione per l’approvazione all’unanimita’, oggi in Commissione di Vigilanza Rai, del regolamento sulla par condicio”. Cosi’ in una nota Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, che da giorni aveva sollevato la questione della parità di accesso alle trasmissioni Rai da parte dei diversi schieramenti a favore o contro la riforma costituzionale. “Quello che pero’ dobbiamo segnalare, – ha aggiunto – e’ il comportamento completamente spudorato della Rai che invece di aspettare l’approvazione del regolamento in Commissione di Vigilanza, ha consentito al premier Renzi di accomodarsi in esclusiva e senza contraddittorio nel salotto di Giletti della domenica di RaiUno. Era tanto difficile rispettare le regole per la Rai? Evidentemente si’”. Nei giorni scorsi il capogruppo azzurro a Montecitorio ha chiesto l’intervento del Consiglio d’Europa e dell’Osce, affinché venga svolto un monitoraggio sulla campagna referendaria che si concludera’ con la consultazione del 4 dicembre.

Brunetta (FI): “Da Renzi solo spese per comprare consenso. In autunno gli italiani voteranno con le tasche’

Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, al TG2, estendendo poi il suo discorso in una nota stampa “Crescita zero, deficit in aumento, debito al massimo storico: questa e’ la situazione dell’economia italiana. E di tutto questo dobbiamo dire grazie a Renzi e al suo governo, che in questi anni non ha fatto assolutamente nulla. Solo spese per comprarsi il consenso. Tutti contro Renzi: nel suo partito, nel suo governo. Da Boccia e Speranza a Morando e Padoan, nessuno ha piu’ voglia di star dietro alle velleita’ e agli interessi del premier. Non basta impadronirsi dei giornaloni e della Rai, non basta fare terrorismo con il Financial Times, non basta fare deficit e debito per comprarsi il consenso. In due anni e mezzo di governo Renzi ha fallito. In autunno al referendum gli italiani voteranno con le tasche e lo manderanno a casa. Chi e’ causa del suo mal pianga se stesso…”.

“Abbiamo letto con stupore le dichiarazioni di Giancarlo Magalli, storico conduttore Rai che, alquanto indispettito, risponde picche alla richiesta di pubblicare i suoi compensi, come previsto invece dalla legge”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Il veterano de ‘I fatti vostri’, dall’aria rassicurante, diventa tutt’altro che disponibile quando in gioco ci sono ‘i fatti suoi’. Il fustigatore dei costumi italici, nonché mancato presidente della Repubblica praticamente per un soffio dimostra di avere la coda di paglia. Non ha alcun senso dire no alla pubblicazione dei compensi perche’ se no i conduttori si attirerebbero le antipatie del pubblico. E allora i calciatori? Hanno tutti compensi stellari e non sono certo considerati antipatici, ma anzi vengono costantemente osannati dai tifosi. Anche la scusa di non voler avvantaggiare le tv concorrenti e’ alquanto risibile, perche’ i ricchi compensi di conduttori e giornalisti, finiscono sistematicamente sui giornali, con indiscrezioni che anticipano addirittura, in alcuni casi la firma dei contratti milionari. E’ proprio vero, quando si tocca il portafoglio anche un opinion leader della sinistra tv come Magalli perde la testa. Anzi probabilmente deve averla gia’ persa nella strada verso il Colle”, conclude Brunetta.

“L’ufficio studi di Confindustria, nel fare le nuove stime sull’economia italiana, afferma che il fallimento del referendum costituzionale ‘potrebbe interrompere il recupero intrapreso e far ricadere l’economia italiana in recessione’. I burocrati dell’ufficio studi di Confindustria non sanno quello che dicono e usano da disperati l’arma finale del ricatto con scorrettezza assurda nei confronti dei cittadini, nei confronti delle imprese, nei confronti del Paese, e del buon senso. Non e’ questa la funzione dell’ufficio studi del sindacato dei datori di lavoro. Rispettino la politica, rispettino le istituzioni, rispettino la democrazia. Questo non e’ ufficio studi ma MinCulPop”. Cosi Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.

Renato Brunetta, Forza Italia, si appella all’Agcom “Renzi e i suoi occupano le televisioni e le radio, distorcendo così la corretta informazione sul referendum costituzionale del prossimo ottobre, e nessuno batte ciglio. Da settimane assistiamo alla violazione delle più basilari regole della par condicio senza che nulla accada. Si stanno gettando le basi per la più imponente e sofisticata opera di disinformazione che un governo abbia mai condotto nel corso della storia della nostra Repubblica. La presenza asfissiante nei media del presidente del Consiglio e di altri membri del governo sta di fatto impedendo agli italiani di farsi un’idea corretta sulla riforma della Costituzione voluta da Matteo Renzi.Non è tutto oro quello che luccica, anzi tante sono le ombre e i piani inclinati dove la libertà e la piena democrazia possono scivolare qualora prevalessero i sì alla consultazione popolare. Gli italiani hanno il diritto a essere informati correttamente senza che qualsivoglia posizione di privilegio possa inficiare il diritto alla conoscenza. Per questo abbiamo presentato un esposto all’AgCom, affinché vigili sulla correttezza dell’informazione sulla Rai e sulle emittenti private e affinché fornisca i dati in suo possesso in merito alla presenza sui media delle ragioni del sì e del no”.

La maggioranza degli italiani oggi non sarebbe favorevole alla riforma costituzionale sulla quale è chiamata ad esprimersi al referendum di ottobre. A sostenerlo è Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia, che cita un sondaggio Euromedia Research. “Questo rilevamento spiega – ci dice che il No è ancora in crescita: siamo al 52,1% contro il 47,9% del Si”. E aggiunge, riferendosi alla “campagna di propaganda” di cui è stato accusato il premier dall’opposizione:” Quindi il fronte del ‘no’ continua crescere nonostante Renzi, nonostante il governo, nonostante le televisioni pubbliche e private che sono schierate in tal senso”.