Renzi

“Sul canone Rai Renzi mi pare che si sia corretto, ha detto di voler continuare ad abbassarlo, cosa che trovo giusta”, mantre “abolirlo e farlo pagare con la fiscalita’ generale e’ uno sbaglio”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital. Sull’eventuale abolizione del canone Rai si e’ innescato in queste settimane un acceso dibattito, alimentato anche dalle varie promesse di tipo elettorale che i vari leader politici stanno lanciando e che riguardano il taglio di tasse e balzelli vari.

La Lega in caso di necessità è disposta ad allearsi con M5S? “No, troppa ambiguità da parte loro. Guardano a sinistra, tentennano su Ius soli e Fornero. Il nostro modello sarà il centrodestra di governo in Lombardia, Veneto e Liguria. Non certo quello che sta già naufragando in Sicilia, dove Fi e Pd si sono spartiti tutte le poltrone spartibili”. Lo dice il leader del Carroccio Matteo Salvini che, a ‘La Repubblica’, annuncia che lascerà Bruxelles per il Parlamento: “Mi candido alla Camera. Sogno il collegio uninominale in cui corre Renzi. Vuole davvero Napoli? Napoli sia. Oppure contro la Boldrini. O la Boschi ad Arezzo dai truffati Etruria. Vedremo”.

“Noi viviamo nella più incredibile stagione della propaganda che sia mai esistita. Non si tratta solo di fake news, ma della capacità di orchestrare una rete di comunicazione alternativa che è sempre stata un obiettivo dei regimi totalitari. Un soft power negativo. Due giorni fa un sito internet ha pubblicato la notizia che alcuni profili Facebook con 7 milioni di like sono stati oscurati perché si è riconosciuto che si trattava di propaganda”. Così il segretario Pd Matteo Renzi nel corso della presentazione del Rapporto Civita ‘Il soft power dell’Italia’ di Giuliano Da Empoli. “La propaganda e le fake news sono l’altra faccia del soft power, quella cattiva. Serve difendere il gioco democratico da chi produce pagine che hanno milioni di like diffondendo cattivi contenuti”, ha aggiunto.

“Da una parte abbiamo il treno di Renzi, bello e pulito che attraversa qualche comune italiano dove e’ facile fermarsi, in stazioni comode da dove, con macchina e scorta, si vanno a fare quattro visite organizzate, dall’altra le gambe di Matteo Salvini che sceglie di girare nei territori come un normale cittadino fa tutti i giorni dovendo salire e scendere da treni regionali spesso sporchi e mal messi. Viaggi di ore per raggiungere il proprio luogo di lavoro tra mille peripezie e cambi di mezzi pubblici. Ecco la differenza tra la Lega di Salvini e il Pd di Renzi. Il primo si cala nella realta’ quotidiana degli italiani, il secondo resta sul palco lontano dai bisogni delle persone con la presunzione e l’arroganza che hanno contraddistinto il suo mandato da Presidente del Consiglio e la sua guida del Pd. Un’arroganza tale da fargli dire che l’Italia e’ uscita dalla crisi, quando invece interi settori del Paese, dagli artigiani alle piccole imprese sono costretti a chiudere. Con i giovani che scappano via e gli anziani a cui dopo una vita di stenti gli si propone di potere casa per continuare a sopravvivere. Per non parlare delle fallimentari politiche renziane sulla buona scuola, l’immigrazione clandestina, la sicurezza, la famiglie, la natalita’ e il lavoro. Ma Matteo Renzi, tranquillamente seduto sul suo trenino dove tutto funziona, stia sereno gli italiani non si faranno soggiogare ancora una volta dalle sue belle parole e alle prossime elezioni politiche sapranno scegliere bene da chi farsi rappresentare. Sono certa, con buona pace dei pifferai magici del bulletto fiorentino, che i cittadini dovendo scegliere tra chi sta sul palco e chi invece nella realta’, opteranno per l’unica forza politica realmente calata nella realta’ dei fatti e che ha chiaro come affrontare e risolvere i loro problemi: la Lega con Matteo Salvini”. Lo afferma Barbara Saltamartini vicepresidente dei deputati della Lega-NcS.

“Verdini è convinto che Renzi abbia capito i suoi errori ed è pronto a concedergli altro credito. Io ed altri amici no. In Sicilia e a Roma torniamo a scommettere sul centrodestra. La fiducia ai governi di centrosinistra non possiamo votarla”. Lo afferma in una intervista a Repubblica Saverio Romano, capogruppo di Scelta Civica-Ala alla Camera dei Deputati e leader della lista Popolari e Autonomisti che sostiene Musumeci in Sicilia.
“Il progetto di Ala-Scelta civica ha stabilizzato la legislatura ma, come tutto, anche questo progetto ha un termine. Io come altri colleghi non condividiamo l’azione di questo governo, che è ormai un governo del presidente dal quale tutti provano a prendere le distanze: Alfano, Bersani, perfino Renzi sulle banche. Io sono fieramente orgoglioso di non sostenerlo. Io non sto lavorando per la destra – spiega -. Ma per una forza di centro che dialoghi con Fi e altri. Noi siamo sempre stati col centrodestra in Sicilia, fieri oppositori di Crocetta. Io lavorerò nel mio piccolo per aggregare il centro. In Sicilia sosteniamo Musumeci che dovrebbe far proprie le ragioni popolari e autonomiste che sono nel dna dei siciliani. Musumeci dovrebbe fare l’allenatore che difende la squadra più che sottolineare le défaillance di qualche calciatore”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto di nomina del dott. Ignazio Visco a governatore della Banca d’Italia, su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, acquisito il parere favorevole del Consiglio superiore della Banca d’Italia. Lo riferisce con una nota il Viminale. Si chiudono cosi per il momento le polemiche sulla nomina del governatore Bankitalia, osteggiata da Matteo Renzi e voluta da Gentiloni e Mattarella, oltre che da Mario Draghi, presidente Bce

“Una notizia positiva, finalmente si coglie il senso della cosa che andiamo dicendo da mesi: non possiamo essere di fronte a un sistema di continuo innalzamento dell’aumento dell’eta’ pensionabile”. Cosi’ il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ospite della trasmissione Radio Anch’io, in onda su Rai Radio 1, a chi gli chiedeva di commentare le ultime dichiarazioni, di stamattina, del segretario del Pd, Matteo Renzi, che ha aperto a una pausa di sei mesi, richiesta dai sindacati, prima di decidere sullo scatto a 67 anni. Per Camusso “fare riferimento a una “generica media e’ un sistema ingiusto: le condizioni di lavoro sono diverse tra di loro”. Ecco perche’, spiega la leader della Cgil, “non solo ci vogliono sei mesi in piu’, ma bisogna ridefinire il meccanismo”. Alla domanda se consideri la mossa del Pd pre-elettorale, Camusso replica: “il rischio a fine legislatura c’e'” ma se il Governo tira dritto, avverte, “continueremo la mobilitazione”.

In collegamento con Radio Capital Matteo Renzi torna a parlare del suo rapporto con il premier Paolo Gentiloni, con il quale, spiega, “c’e’ massima stima e rispetto. Una amicizia personale e una condivisione politica molto forte”. Renzi aggiunge: “Abbiamo pero’ una opinione diametralmente opposta su Bankitalia”. L’ex premier Renzi non ha nascosto la sua posizione nei confronti del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, colpevole di non aver vigilato in modo efficace sullo scandalo delle banche italiane, in dissesto e con migliaia di risparmiatori danneggiati

“Se la protesta rimane verbale e pacifica, come e’ doveroso che sia, deve essere accettata, a maggior ragione se si ricoprono cariche politiche o partitiche importanti. E questo vale anche per il segretario del Pd”. Lo afferma Elvira Savino, deputata pugliese di Forza Italia. “Il giudizio – aggiunge Savino – che Renzi ha postato su Facebook, rivolto a quei cittadini che lo stanno contestando durante le tappe del suo tour elettorale in treno, e’ oltremodo sprezzante e denota la disabitudine al confronto con chi la pensa in modo diverso. Del resto – conclude Savino – Renzi durante i suoi mille giorni al Governo si e’ dimenticato completamente del Sud e cos’altro poteva aspettarsi se non i fischi? Troppo facile venire nei nostri territori soltanto adesso per fare campagna elettorale”.

“È una legge che viene fatta all’ultimo momento con il voto di fiducia, cioè violando una previsione costituzionale che dice che le leggi elettorali sono materia ordinaria, non appartengono alla proprietà del governo, non si può imporre il voto di fiducia invece lo fanno per la seconda volta. Disobbedisce anche ad un’indicazione del consiglio d’Europa che dice che non si possono fare le riforme elettorali mentre si stanno per sciogliere le camere. È fatta per gli interessi dei grandi partiti, è fatta affinché i segretari dei grandi partiti impediscano ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti. Saranno loro, i capi bastone che nominano deputatine senatori obbedienti fedeli. Questo è il contrario di ciò che dovrebbe essere la democrazia. Per quanto mi riguarda tutta la stagione politica renziana è una pietra tombale su tutte le idee di sinistra”. Così Nichi Vendola, presidente di sinistra ecologia libertà ai giornalisti durante la manifestazione davanti il Senato sulla riforma elettorale.