Roberto Russo

”Rimasi piacevolmente spiazzato. Tutti mi avevano detto che era esageratamente perfezionista, competitiva, rompiscatole e invece scoprii una donna simpaticissima, aperta, giocosa che aveva la mia stessa concezione del mestiere, inteso innanzitutto come divertimento. Sul set infatti ce la siamo spassata anche grazie a quel burlone di Scola che durante le scene più drammatiche ci gettava addosso le sigarette accese”. Così Giancarlo Giannini in un’intervista al Messaggero nella quale ricorda Monica Vitti, conosciuta nel 1970 sul set del ‘Dramma della gelosia’. ”Non so se fosse consapevole”, aggiunge, di essere stata la prima attrice comica in un mondo dominato dai mattatori: ”Non l’ho mai capito. Ma un fatto è sicuro: la rivoluzione l’ha fatta davvero. Aveva dei tempi scenici straordinari – racconta l’attore che con la Vitti in seguito girò anche ‘A mezzanotte va la ronda del piacere’ di Marcello Fondato – non a caso si era formata all’Accademia con i giganti del teatro. Mi piaceva anche la sua voce roca: un tempo veniva considerata come un handicap, ma Monica la rese un suo punto di forza insieme alla bellezza non convenzionale”. Giannini afferma poi che l’attrice non sapeva di essere una donna affascinante, “era insicura del proprio corpo, aveva molta resistenza a mostrarlo perché lo riteneva imperfetto. Non sarei un gentiluomo se rivelassi nei dettagli le sue ansie in questo senso… Insomma, era attentissima alla sua immagine, se ne preoccupava costantemente. Voleva il controllo totale sulle sue foto. Non soltanto pretendeva di approvare gli scatti che sarebbero stati pubblicati, ma per sicurezza arrivava a tagliare con le forbici i negativi di quelli scartati. Credo glielo avesse insegnato Michelangelo Antonioni. Sul set voleva il controllo dei suoi primi piani e prima di ogni inquadratura faceva un lungo studio con il direttore della fotografia, che in ‘Dramma della gelosia’ era il suo compagno di allora, il grande Carlo Di Palma. Che io ricordi, soltanto Anna Magnani aveva la stessa ossessione di voler mostrare il suo lato migliore”. Sul set di ‘A mezzanotte va la ronda del piacere’ ”ricordo ancora tante risate – dice Giannini – C’erano anche Vittorio Gassman e Claudia Cardinale. Ma la mia posizione era cambiata: non ero più schiacciato dai mostri sacri, questa volta facevo un farabutto e trattavo malissimo Monica, bravissima anche nell’interpretare la donna vessata. Tanti anni fa – rivela l’attore – Monica mi invitò nella sua casa sulla collina Fleming dove viveva con Roberto Russo e mi intervistò per un documentario che volevano girare sulla sua vita. Mi colpì l’affiatamento tra i due, si vedeva che si amavano molto. Poi, si sa, nel nostro mestiere le strade si dividono con facilità. Non ci siamo più visti, quindi Monica si è ritirata dalle scene ma io continuavo a pensare a lei con affetto e riconoscenza per le mille cose che, come attore, mi aveva insegnato”.

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  • febbraio 3, 2022