Salvini

L’Europa e Mattarella non sono altro che un nemico e un alibi per il M5S e per la Lega. Perché il populismo di governo, costretto a passare dalla protesta alla proposta, dagli slogan ai provvedimenti legislativi, dalla semplificazione alla complessità, si scontra con le vere difficoltà nella gestione del potere che richiede mediazione, riflessione, equilibrio. Tutte doti che i populisti non possono permettersi perché perderebbero la propria identità. L’Europa – non esente da colpe e responsabilita’ – e’ per il duo populista un nemico sul quale scaricare tutto il male possibile. Sergio Mattarella, la Costituzione che tutela e le sue prerogative, rappresentano un alibi: ‘non siamo riusciti a formare un governo o a governare – potranno sempre dire – perché il Quirinale ce lo ha impedito e perché siamo ostili a questa Unione europea’. In questo modo viene mascherata l’incompetenza e l’inefficacia, oltre alla propria pochezza politica

“Resto convinto che il Presidente Mattarella, a cui rinnovo stima e rispetto, pur non essendo emersa una maggioranza chiara dalle urne, avrebbe dovuto tentare la via politica, affidando l’incarico a Salvini, in quanto più votato di una coalizione che ha il 40% dei seggi in parlamento, per cercare una maggioranza su un programma di governo. Ora invece, dopo aver visto per anni i leader di partito chiedere il voto in prima persona per essere investiti della carica di Presidente del Consiglio, da Berlusconi fino agli stessi Di Maio e Salvini, due partiti eterogenei sommano i propri numeri in Parlamento e propongono come Presidente uno sconosciuto. Del quale, più che qualche punto del suo curriculum ci preoccupa la totale inesperienza. Forza Italia è orientata non solo a non votare la fiducia ma ad esprimere il proprio convinto no a questo governo, giudicando poi i fatti di volta in volta. C’è un programma comune di centrodestra, se Salvini e la lega lo rispetteranno bene, se invece su fisco, lavoro, e sul blocco di opere pubbliche si dovesse soggiacere ai diktat grillini, allora ribadiremo convintamente il nostro no”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI)

E alla fine la montagna ha partorito il topolino. Un tecnico, Giuseppe Conte, dal curriculum di fantasia chiamato da Di Maio e Salvini alla guida del prossimo governo, con il solo argine rappresentato dal Quirinale. L’opposizione a questa diarchia é in condizioni pessime. Berlusconi comincia a realizzare di essere stato abbandonato da Salvini che pensa di avere già in tasca non solo la leadership del centrodestra, ma anche quella del Paese, forte di un successo su tutto il territorio nazionale e di un confronto con Di Maio che lo vede prevalere sotto ogni aspetto. ‘Il mondo – dice Giuliano Ferrara – già ride di noi’ e non si capisce perché non dovrebbe. Le premesse sono le peggiori, sia sul fronte dei conti, sia su quello del rispetto e della considerazione dell’Unione europea. La realtà ci dice che il Paese oggi é nelle mani della demagogia e della sostanziale incompetenza. Sergio Mattarella é solo e rappresenta il buon senso, il rispetto delle istituzioni e la buona politica. Lunga vita a Sergio Mattarella. Ne abbiamo davvero bisogno

La prima dote di un uomo politico é la credibilità che ispira. Un patrimonio che non può permettersi di rischiare perché ne va della fiducia dei cittadini. Il caso del curriculum vitae con molte imprecisioni del professore e avvocato Giuseppe Conte, candidato alla premiership del Paese dal duo Salvini-Di Maio é tutt’altro che un pretesto per inficiarne i meriti e la figura. E vale per la carriera politica come per quella professionale di qualsiasi persona: ciò che scriviamo nel nostro curriculum é il nostro passato ed é inciso nel libro dei fatti. Nulla può esservi di indefinito o di falso. Il passato ci dice chi siamo e ciò che siamo non può essere messo in dubbio da nessuno. Ne va della nostra credibilità e della nostra dignità di persone serie.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha convocato per domani mattina a Roma i vertici siciliani di Noi con Salvini, costola regionale del suo partito. Lo si apprende da fonti catanesi dopo l’inchiesta sul voto di scambio e attentato ai diritti politici dei cittadini che ha portato all’arresto di tre persone, tra cui i dirigenti palermitani Salvino e Mario Caputo e di un procacciatore di voti. Tra gli indagati, una ventina in tutto, i coordinatori regionali Alessandro Pagano, deputato confermato alla Camera, e Angelo Attaguile, che si era candidato a sindaco di Catania in vista delle amministrative di primavera. Salvini vuole rendersi conto della situazione e, affermano le stesse fonti, si sarebbe detto pronto a commissariare il movimento in Sicilia dove alle recenti Politiche ha ottenuto quasi il 5,5% dei consensi.

“Salire insieme al Quirinale avrebbe un senso. Indicherebbe chiaramente che Salvini è il candidato della coalizione del centrodestra”. Lo ha detto Giancarlo Giorgetti, vicesegretario della Lega poco fa ai microfoni di Giorgio Zanchini a Radio anch’io (Rai Radio1). “La Lega non fa nessuna Opa sul centrodestra. Sono gli elettori che hanno scelto. Toti ha una sua idea da tempo circa il partito unico. Ma in caso noi come lega noi saremmo pronti” ha concluso.

“Salvini è fissato: parla solo di immigrati ma quand’è che si occupa degli italiani? Facesse qualcosa di utile al Paese, sta in politica da quando aveva 17 anni, non ha fatto altro in vita sua e non ha avuto altro datore di lavoro se non la Lega. E’ viene a fare il nuovo? Salvini è il politico più vecchio che abbiamo”. Lo ha detto la presidente della Camera e candidata di Leu Laura Boldrini, in un videoforum su Repubblica tv. “Salvini – ha continuato – abbassa il livello della politica, trasformandola in rissa e turpiloquio e trasmettendo un messaggio molto negativo. Se un politico parla e si comporta così, le persone che lo seguono sono autorizzate a fare tutto. Uno che vorrebbe fare il presidente del Consiglio e poi dice quelle cose… Salvini si dovrebbe scusare con gli italiani, perché le sue sparate sul razzismo fanno il giro del mondo e gettano fango sugli italiani, che vengono visti anch’essi come razzisti”. “Da presidente della Camera, di premier ne ho incontrati tanti ma non ho mai sentito a nessuno dire – come è avvenuto il giorno della morte di Ciampi – che era stato un traditore dell’Italia, o di un presidente della Repubblica che va processato o che la presidente della Camera è una tarata mentale. Dubito che in altri Paesi si incontri un candidato premier che abbia una ‘vivacità dialettica’ di questo genere”.

La Lega ha ricandidato Umberto Bossi alle prossime elezioni politiche “perche’ nella vita come in politica il rispetto e la riconoscenza valgono piu’ della convenienza elettorale. Ci sono alcuni valori che vanno oltre”. Lo ha detto a CorriereLive il leader del Carroccio, Matteo Salvini. “Gliel’ho comunicato io, con una telefonata durata una decina di secondi. Gli ho detto: ‘Sei candidato a Varese'”, ha aggiunto.

“Siamo pronti a votare partiti e coalizioni che si occupino dei diritti gay”. Il portavoce di Gay Center Fabrizio Marrazzo da’ voce al popolo lgbt che in Italia, spiega, “vale il 6,2 per cento, per circa 2 milioni di elettori. Con un bacino potenziale che arriva al 16 per cento, ossia circa 7 milioni di elettori”. In conferenza stampa alla Camera Marrazzo sottolinea che in in base a una ricerca condotta con Euromedia Research in Italia “il 13 per cento si e’ dichiarato lesbica gay o trans. Oltre a loro c’e’ un 3 per cento di italiani eterosessuali disponibili a votare una lista gay o qualcosa che vada in direzione dei diritti lgbt”. Anche nel centrodestra cresce il consenso per tematiche legate ai diritti lgbt. Il 15 per cento degli elettori di Fi-Lega-Fdi dice di essere favorevole ad una lista gay in Italia. Piu’ dei Cinque Stelle, che si fermano all’11,9 per cento. Il 64,5 per cento degli elettori di Fdi e’ favorevole a una legge contro l’omofobia. La percentuale sale al 70 per cento tra gli elettori di centrodestra. Anche Gay center, del resto, concorda con una parte del programma di Matteo Salvini. Persino con la proposta di legalizzare la prostituzione attraverso le cosiddette ‘case chiuse’. “Aiuta a tutelare i sex worker che oggi non sono tutelati. Oggi chi si prostituisce spesso e’ vittima di tratta, non ha nessuno supporto sanitario. Quindi- spiega Marrazzo- se la Lega vuole tutelare gli operatori e i clienti, la proposta e’ positiva perche’ diminuisce lo sfruttamento. Se invece va nella direzione di schedare persone che si prostituiscono, allora e’ tutto un altro discorso”. Marrazzo conclude: “A Salvini e a tutti gli altri chiediamo di concentrarsi sulla legge contro l’omofobia che e’ richiesta da larga parte degli italiani e anche dagli elettori della Lega. In secondo luogo vogliamo misure contro il bullismo, visto che lesbiche gay e trans sono le prime vittime del bullismo nelle scuole”.

Alberto Bagnai sarà candidato con la Lega in diverse Regioni nelle prossime elezioni politiche. Lo ha annunciato il leader della Lega, Matteo Salvini, in conferenza stampa alla Camera. Bagnai è dal 2005 sono professore associato di Politica economica al dipartimento di Economia dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, dove insegna Politica economica e Economia e politica della globalizzazione. Sono note le sue posizioni anti euro. Bagnai, ha detto ancora Salvini, sarà candidato in diverse Regioni, sicuramente in Abruzzo e nel Lazio. Bagnai è autore del libro ‘Il tramonto dell’Euro’. Salvini, durante la conferenza stampa ha detto: “Mi ha aperto un mondo”.