Salvini

Il leader della Lega Matteo Salvini ha convocato per domani mattina a Roma i vertici siciliani di Noi con Salvini, costola regionale del suo partito. Lo si apprende da fonti catanesi dopo l’inchiesta sul voto di scambio e attentato ai diritti politici dei cittadini che ha portato all’arresto di tre persone, tra cui i dirigenti palermitani Salvino e Mario Caputo e di un procacciatore di voti. Tra gli indagati, una ventina in tutto, i coordinatori regionali Alessandro Pagano, deputato confermato alla Camera, e Angelo Attaguile, che si era candidato a sindaco di Catania in vista delle amministrative di primavera. Salvini vuole rendersi conto della situazione e, affermano le stesse fonti, si sarebbe detto pronto a commissariare il movimento in Sicilia dove alle recenti Politiche ha ottenuto quasi il 5,5% dei consensi.

“Salire insieme al Quirinale avrebbe un senso. Indicherebbe chiaramente che Salvini è il candidato della coalizione del centrodestra”. Lo ha detto Giancarlo Giorgetti, vicesegretario della Lega poco fa ai microfoni di Giorgio Zanchini a Radio anch’io (Rai Radio1). “La Lega non fa nessuna Opa sul centrodestra. Sono gli elettori che hanno scelto. Toti ha una sua idea da tempo circa il partito unico. Ma in caso noi come lega noi saremmo pronti” ha concluso.

“Salvini è fissato: parla solo di immigrati ma quand’è che si occupa degli italiani? Facesse qualcosa di utile al Paese, sta in politica da quando aveva 17 anni, non ha fatto altro in vita sua e non ha avuto altro datore di lavoro se non la Lega. E’ viene a fare il nuovo? Salvini è il politico più vecchio che abbiamo”. Lo ha detto la presidente della Camera e candidata di Leu Laura Boldrini, in un videoforum su Repubblica tv. “Salvini – ha continuato – abbassa il livello della politica, trasformandola in rissa e turpiloquio e trasmettendo un messaggio molto negativo. Se un politico parla e si comporta così, le persone che lo seguono sono autorizzate a fare tutto. Uno che vorrebbe fare il presidente del Consiglio e poi dice quelle cose… Salvini si dovrebbe scusare con gli italiani, perché le sue sparate sul razzismo fanno il giro del mondo e gettano fango sugli italiani, che vengono visti anch’essi come razzisti”. “Da presidente della Camera, di premier ne ho incontrati tanti ma non ho mai sentito a nessuno dire – come è avvenuto il giorno della morte di Ciampi – che era stato un traditore dell’Italia, o di un presidente della Repubblica che va processato o che la presidente della Camera è una tarata mentale. Dubito che in altri Paesi si incontri un candidato premier che abbia una ‘vivacità dialettica’ di questo genere”.

La Lega ha ricandidato Umberto Bossi alle prossime elezioni politiche “perche’ nella vita come in politica il rispetto e la riconoscenza valgono piu’ della convenienza elettorale. Ci sono alcuni valori che vanno oltre”. Lo ha detto a CorriereLive il leader del Carroccio, Matteo Salvini. “Gliel’ho comunicato io, con una telefonata durata una decina di secondi. Gli ho detto: ‘Sei candidato a Varese'”, ha aggiunto.

“Siamo pronti a votare partiti e coalizioni che si occupino dei diritti gay”. Il portavoce di Gay Center Fabrizio Marrazzo da’ voce al popolo lgbt che in Italia, spiega, “vale il 6,2 per cento, per circa 2 milioni di elettori. Con un bacino potenziale che arriva al 16 per cento, ossia circa 7 milioni di elettori”. In conferenza stampa alla Camera Marrazzo sottolinea che in in base a una ricerca condotta con Euromedia Research in Italia “il 13 per cento si e’ dichiarato lesbica gay o trans. Oltre a loro c’e’ un 3 per cento di italiani eterosessuali disponibili a votare una lista gay o qualcosa che vada in direzione dei diritti lgbt”. Anche nel centrodestra cresce il consenso per tematiche legate ai diritti lgbt. Il 15 per cento degli elettori di Fi-Lega-Fdi dice di essere favorevole ad una lista gay in Italia. Piu’ dei Cinque Stelle, che si fermano all’11,9 per cento. Il 64,5 per cento degli elettori di Fdi e’ favorevole a una legge contro l’omofobia. La percentuale sale al 70 per cento tra gli elettori di centrodestra. Anche Gay center, del resto, concorda con una parte del programma di Matteo Salvini. Persino con la proposta di legalizzare la prostituzione attraverso le cosiddette ‘case chiuse’. “Aiuta a tutelare i sex worker che oggi non sono tutelati. Oggi chi si prostituisce spesso e’ vittima di tratta, non ha nessuno supporto sanitario. Quindi- spiega Marrazzo- se la Lega vuole tutelare gli operatori e i clienti, la proposta e’ positiva perche’ diminuisce lo sfruttamento. Se invece va nella direzione di schedare persone che si prostituiscono, allora e’ tutto un altro discorso”. Marrazzo conclude: “A Salvini e a tutti gli altri chiediamo di concentrarsi sulla legge contro l’omofobia che e’ richiesta da larga parte degli italiani e anche dagli elettori della Lega. In secondo luogo vogliamo misure contro il bullismo, visto che lesbiche gay e trans sono le prime vittime del bullismo nelle scuole”.

Alberto Bagnai sarà candidato con la Lega in diverse Regioni nelle prossime elezioni politiche. Lo ha annunciato il leader della Lega, Matteo Salvini, in conferenza stampa alla Camera. Bagnai è dal 2005 sono professore associato di Politica economica al dipartimento di Economia dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, dove insegna Politica economica e Economia e politica della globalizzazione. Sono note le sue posizioni anti euro. Bagnai, ha detto ancora Salvini, sarà candidato in diverse Regioni, sicuramente in Abruzzo e nel Lazio. Bagnai è autore del libro ‘Il tramonto dell’Euro’. Salvini, durante la conferenza stampa ha detto: “Mi ha aperto un mondo”.

“Regolamentare e tassare la prostituzione come nei Paesi civili, riaprendo le ‘case chiuse’. Ne sono sempre più convinto”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, su Twitter, rilanciando l’attenzione su un tema che nel nostro Paese riapre ferite aperte e alimenta tensioni e polemiche. In molte altre nazioni, questo è vero, la prostituzione viene ‘gestita’ in modo diverso, con risultati diversi. In piena campagna elettorale, Salvini, riporta il tema sull’agenda politica nazionale.

“Gia’ oggi ci sara’ il nome di chi governera’ la piu’ grande Regione italiana nei prossimi cinque anni”: il segretario della Lega Matteo Salvini lo ha spiegato ai microfoni di ‘6 su Radio 1′ commentando la probabile rinuncia di Roberto Maroni alla corsa per un altro mandato. “Se ci sono problemi o scelte di vita privata, personale e familiari, su cui la politica fa un passo indietro, che impediscono di proseguire – ha detto – vuol dire che gia’ oggi ci sara’ il nome di chi governera’ la piu’ grande Regione italiana nei prossimi 5 anni”.

Il centrodestra riparte da Arcore. Con Silvio Berlusconi, in oltre quattro ore di riunione, Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno trovato un accordo sulle priorità del programma, in attesa di discutere dei collegi nei prossimi giorni: flat tax, meno vincoli europei, controllo dell’immigrazione e cancellazione della legge Fornero sulle pensioni. E hanno dato il via libera alla quarta gamba della coalizione, pur vincolando le candidature a nomi graditi a tutti e tre i leader di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.
Ma sul tavolo di Arcore si è aperto anche il caso di Roberto Maroni, che sembra pronto ad annunciare la rinuncia alla ricandidatura come presidente della Regione Lombardia, per “motivi personali”. Motivi non spiegati finora, anche se nelle scorse ore erano circolate ipotesi su un suo futuro ruolo a Roma, magari premier di mediazione in un governo di centrodestra. Voci che non sono piaciute a Salvini, che si considera l’unico leghista in corsa per Palazzo Chigi.
Maroni chiarirà oggi se intende proseguire in Lombardia, tornare a Roma (lo ha sempre escluso) o fare addirittura una scelta di vita diversa. Magari per tenersi libere le mani in un secondo momento.
Intanto gli alleati si preparano a un’alternativa per il 4 marzo, visto che finora la Lombardia era l’ultimo dei problemi. La Lega punta sull’ex sindaco di Varese, Attilio Fontana, dato per favorito.
In Forza Italia si è fatto il nome di bandiera dell’ex ministro Mariastella Gelmini.
Quando Berlusconi, sulla soglia di Villa San Martino, ha salutato con ampi gesti della mano i due giovani alleati, i contorni dell’alleanza che si presenterà alle elezioni Politiche del 4 marzo erano già comunque più chiari, dopo settimane di messaggi a distanza. Fra gli impegni messi nero su bianco in un comunicato congiunto, i tre leader di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno anche elencato: meno tasse, meno burocrazia, più sicurezza per tutti, riforma della giustizia e giusto processo, realizzazione della flat tax, difesa delle aziende italiane e del Made in Italy, imponente piano di sostegno alla natalità, adeguamento delle pensioni minime a mille euro, codice di difesa dei diritti delle donne e revisione del sistema istituzionale in senso federale e presidenzialista. Prima del vertice, a dispetto della sintonia mostrata alla fine, Berlusconi e Salvini si erano sfidati a colpi di simbolo. Ok alla cosiddetta quarta gamba, ossia l’asse Noi con l’Italia e UDC.

“Da una parte abbiamo il treno di Renzi, bello e pulito che attraversa qualche comune italiano dove e’ facile fermarsi, in stazioni comode da dove, con macchina e scorta, si vanno a fare quattro visite organizzate, dall’altra le gambe di Matteo Salvini che sceglie di girare nei territori come un normale cittadino fa tutti i giorni dovendo salire e scendere da treni regionali spesso sporchi e mal messi. Viaggi di ore per raggiungere il proprio luogo di lavoro tra mille peripezie e cambi di mezzi pubblici. Ecco la differenza tra la Lega di Salvini e il Pd di Renzi. Il primo si cala nella realta’ quotidiana degli italiani, il secondo resta sul palco lontano dai bisogni delle persone con la presunzione e l’arroganza che hanno contraddistinto il suo mandato da Presidente del Consiglio e la sua guida del Pd. Un’arroganza tale da fargli dire che l’Italia e’ uscita dalla crisi, quando invece interi settori del Paese, dagli artigiani alle piccole imprese sono costretti a chiudere. Con i giovani che scappano via e gli anziani a cui dopo una vita di stenti gli si propone di potere casa per continuare a sopravvivere. Per non parlare delle fallimentari politiche renziane sulla buona scuola, l’immigrazione clandestina, la sicurezza, la famiglie, la natalita’ e il lavoro. Ma Matteo Renzi, tranquillamente seduto sul suo trenino dove tutto funziona, stia sereno gli italiani non si faranno soggiogare ancora una volta dalle sue belle parole e alle prossime elezioni politiche sapranno scegliere bene da chi farsi rappresentare. Sono certa, con buona pace dei pifferai magici del bulletto fiorentino, che i cittadini dovendo scegliere tra chi sta sul palco e chi invece nella realta’, opteranno per l’unica forza politica realmente calata nella realta’ dei fatti e che ha chiaro come affrontare e risolvere i loro problemi: la Lega con Matteo Salvini”. Lo afferma Barbara Saltamartini vicepresidente dei deputati della Lega-NcS.