Sicilia

La Sicilia e’ al secondo posto tra le regioni piu’ ricercate dai turisti per la proposta enogastronomica. E’ quanto emerge dal primo rapporto sul turismo enogastronomico italiano realizzato dall’Universita’ degli studi di Bergamo e della World Food Travel Association. Lo studio ha il patrocinio di Touring Club, Ismea Qualivita, Federculture e la collaborazione di Seminario Veronelli e The Fork- TripAdvisor. “Questo lavoro – ha dichiarato a La Sicilia Roberta Garibaldi che ha coordinato l’Osservatorio e promosso la ricerca – mette a fuoco un trend in forte ascesa. Risulta sempre piu’ evidente come la gastronomia stia condizionando la scelta dei viaggi”. La regione piu’ desiderata dai turisti italiani e’ la Toscana, seguono Sicilia e Puglia. Fanalino di coda il Molise, preceduto da Valle d’Aosta e Friuli.

Il deputato di Forza Italia Riccardo Gallo, eletto nella 24esima circoscrizione in Sicilia, si è dimesso dall’incarico parlamentare. Al suo posto subentra Giulio Tantillo, primo dei non eletti in Forza Italia nella stessa circoscrizione. Lo ha comunicato in aula la presidente della Camera, Laura Boldrini.

Uno storico accordo sulla cooperazione economica, scientifica e tecnica nel settore delle risorse marittime è stato firmato fra Il Distretto della Pesca e crescita Blu e l’Autorità Generale dell’Ambiente Marino della Libia.
L’intesa avviene dopo oltre dieci anni di complesse trattative, e interruzioni dovute ai numerosi cambi di regime in Libia.
L’accordo è stato siglato presso la Galleria Sicilia del Comune Mazara del Vallo fra il Sottosegretario agli Affari Marittimi, Ridha Ibrahim Douzan, ed il Presidente del Distretto Giovanni Tumbiolo. Presenti alla firma: il Sindaco Nicola Cristaldi, l’Assessore regionale alla Agricoltura e Pesca, Edy Bandiera, l’Assessore regionale all’Istruzione e Formazione Professionale, Roberto Lagalla, il Dirigente generale del Dipartimento Pesca Mediterranea, Dario Cartabellotta, il Comandante della Capitaneria di Porto di Mazara, Capitano di Fregata Maurizio Ricevuto, e componenti del Coordinamento Filiera Ittica Mazara.

Pesca, gli obiettivi della cooperazione Sicilia Libia con la blue economy

L’accordo mira all’avvio di una cooperazione produttiva fra la marineria siciliana e la Libia e fa seguito all’audizione del 10 ottobre 2015 al Parlamento Europeo sulla “dimensione esterna della Riforma della nuova Politica Comunitaria della Pesca (PCP)”, ove la stessa Commissione Europea prese atto della necessità di superare il contenzioso in atto nel Mediterraneo Centrale attraverso l’avvio di progetti di cooperazione transfrontaliera e di politiche fra il Distretto della Pesca e le competenti parti libiche.
L’accordo rappresenta un passo concreto verso la fine della cosiddetta ‘guerra del pesce’ e l’avvio di di un percorso congiunto che prevede: la creazione di joint-ventures per lo studio e la pesca in mare aperto e all’interno delle “acque libiche”; progetti di acquacoltura; la costruzione e la manutenzione di unità di pesca; la lavorazione e la commercializzazione del pesce, crostacei, molluschi e spugne; la costruzione e la manutenzione di unità da pesca; lo sviluppo ed il miglioramento dei porti e la lotta contro la pesca illegale. Nell’ambito dell’accordo un ruolo preminente rivestirà la formazione per giovani libici e siciliani nel campo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.
La cooperazione prevede la creazione di un cluster della pesca in Libia ispirato dal modello della blue economy sviluppato dal Distretto della Pesca siciliano che si basa sulla responsabilità condivisa e all’attenzione alla rigenerazione delle risorse marine e terrestri.

A 50 anni dal terremoto che sconvolse la Valle del Belìce in Sicilia la notte fra il 14 e il 15 gennaio 1968, l’area del Trapanese ricorda le vittime e l’impegno quotidiano del territorio a non dimenticare una ricostruzione ancora incompleta.
Il 50esimo anniversario sarà celebrato alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella con una serie di iniziative disposte dal coordinamento dei sindaci.

Cerimonia di apertura delle celebrazioni del 50° anniversario del Terremoto della Valle del Belìce domenica 14 gennaio

La cerimonia di apertura delle celebrazioni del 50° anniversario del Terremoto della Valle del Belìce si terrà domenica 14 gennaio, alle 10.30, presso l’Auditorium “Giacomo Leggio” di Partanna (Tp) alla presenza del Capo dello Stato.
Dopo i saluti istituzionali portati da Nicola Catania, sindaco di Partanna e coordinatore dei sindaci della Valle del Belìce e dal presidente della Regione siciliana  Nello Musumeci, saranno consegnate delle “targhe alla memoria” di personalità che si distinsero in occasione del tragico sisma per l’aiuto prestato alle popolazioni terremotate. In particolare, al Comandante regionale dei Vigili del Fuoco sarà consegnata la targa in memoria dei quattro vigili del fuoco Giuliano Carturan, Savio Semprini, Alessio Mauceri e Giovanni Nuccio. A consegnarla sarà il superstite Franco Santangelo, all’epoca del terremoto bambino, che fu estratto dalle macerie proprio dai vigili del fuoco.

Il Comandante della Legione Carabinieri Sicilia  ritirerà la targa alla memoria dell’appuntato Nicolò Cannella. A consegnarla sarà Antonella Stassi, la prima bambina nata a Partanna dopo il terremoto, che le sorelle maggiori aiutarono a venire al mondo e lavarono con la stessa acqua dove la madre aveva cotto poco prima le uova della cena.  Una terza targa alla memoria di Don Antonio Riboldi “per la dedizione, l’impegno religioso e civico a favore delle popolazioni della Valle del Belìce” sarà consegnata al vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero da uno dei bambini che monsignor Riboldi portò a Roma dal presidente della Repubblica dell’epoca.
A questi si aggiungerà un riconoscimento a Ivo Soncini, il vigile del fuoco che per primo soccorse ed estrasse dalle macerie Eleonora Di Girolamo, la piccola “cudduredda” che morì alcune giorni dopo il salvataggio ma assurse a simbolo di quel tragico giorno di cinquanta anni fa. A consegnare la targa sarà Eleonora di Girolamo, la sorella della bambina scomparsa nel ‘68 e che ne porta lo stesso nome.

A seguire sarà proiettato il cortometraggio “15 gennaio 2018, il Belìce a mezzo secolo dal terremoto” di Domenico Occhipinti. Infine concluderà la cerimonia di apertura la lettura di alcuni frammenti del monologo “Nel ricordo della Valle del Belìce” di Alessandro Preziosi, che saranno letti e interpretati dal noto attore napoletano con l’accompagnamento musicale di Lello Analfino.

Cerimomia in streaming e su pagina Facebook del Comune di Partanna

La cerimonia sarà trasmessa all’esterno attraverso l’ausilio di un maxi-schermo e in diretta streaming sulla pagina Facebook del Comune di Partanna. Restano invece accessibili, a quanti vogliono partecipare, tutte le altre manifestazioni in programma nel corso dell’intera giornata di celebrazioni.

Il  calendario delle manifestazioni del 50° anniversario del Terremoto della Valle del Belìce

Venerdì 12 gennaio. A Salemi alle 17 sarà inaugurata nei locali del Liceo Classico la “Mostra fotografica sul post-terremoto”, organizzata dal “Centro Internazionale Ricerche e Studi sull’Emigrazioni e Immigrazioni”.
A Chiusa Sclafani alle 10,30 per ricordare il ’68 sarà inaugurata la mostra fotografica “Il Belìce testimonianze”.

Sabato  13 gennaio. A Salemi alle 10,30 nell’Aula Magna del Liceo Classico si terrà il convegno “Salemi del post-terremoto”, organizzato dal “Centro Internazionale Ricerche e Studi sull’Emigrazioni e Immigrazioni”.
Al Teatro comunale l’Idea di Sambuca di Sicilia alle 20,30 si svolgerà l’evento, a cura di Tanino Bonifacio, “In Memoria del Belìce Uomini e Racconti” con le letture di Alessandro Preziosi e le musiche di Lello Analfino. Saranno letti e interpretati brani di Leonardo Sciascia, Danilo Dolci, don Antonio Riboldi, Giovanni Paolo II, Ludovico Corrao e Vincenzo Consolo oltre all’appello di solidarietà di Guttuso, Zavattini, Caruso, Treccani, Cagli, Damiani e Zavoli.

Domenica 14 gennaio. A Gibellina presso la Porta del Belìce di Pietro Consagra alle 12,30 si terrà la cerimonia di ingresso nella Valle del Belìce con l’inaugurazione di una stele celebrativa. Alle 13 al Teatro di Consagra si svolgerà una performance d’arte “Scribblitti – Storie di Persone e Pareti” a cura dell’artista Hu-Be e del Team di Mario Cucinella.
A Salaparuta e Poggioreale alle 15,30 le autorità istituzionali e i sindaci della Valle deporranno una corona commemorativa nel Monumento dedicato alle vittime del sisma del ’68. Il monumento che si trova tra i due comuni è stato benedetto dal pontefice Giovanni Paolo II nel 1982, durante la sua visita pastorale nella Valle del Belice.
A Sambuca di Sicilia al Teatro Comunale l’Idea alle 20,30 si terrà lo spettacolo teatrale con Enrico Lo Verso “Uno, Nessuno, Centomila” di Luigi Pirandello.
A Santa Margherita di Belìce presso il Museo della Memoria alle 16 si svolgerà l’inaugurazione della stele celebrativa con i nomi delle vittime del terremoto. Alle 21,00 si terrà la veglia per il completamento della ricostruzione “Una ferita ancora aperta” nell’area incompleta del quartiere di via Cannitello.
A Montevago nel vecchio centro alle 16,30 si terrà la Santa Messa di commemorazione delle vittime del sisma officiata dal Cardinale di Agrigento Mons. Francesco Montenegro e dai vescovi di Monreale, Trapani, Mazara del Vallo e Piana degli Albanesi, rispettivamente Mons. Michele Pennisi, Mons. Pietro Maria Fragnelli, Mons. Domenico Mogavero e Mons. Giorgio Demetrio Gallaro. Seguirà un fiaccolata di raccoglimento in onore delle vittime del terremoto.
A Camporeale alle 12 si terrà la commemorazione della prima scossa del terremoto mentre alle 16 è prevista al Palazzo del Principe l’inaugurazione della mostra su “Camporeale durante e prima il terremoto”. Alle 17 seguiranno le proiezioni di foto e video e un incontro dibattito sui movimenti giovanili del ’68 a Camporeale e il terremoto del Belìce. A concludere una drammatizzazione teatrale.
A Calatafimi Segesta alle 18,30 in Chiesa Madre è prevista la Santa Messa per commemorare le vittime del sisma officiata dal Vescovo di Trapani Mons. Pietro Maria Fragnelli e concelebrata dai Parroci Don Giovanni Mucaria e Don Pietro Santoro.

Continua l’operazione verità del governo Musumeci sulla Regione siciliana. Il presidente della Regione e il suo vice, l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, hanno illustrato alla stampa la grave situazione dei conti pubblici. Un passaggio che segue la conferenza stampa sui rifiuti e che anticipa l’incontro sulle società partecipate.
“Abbiamo trovato un disavanzo di 5 miliardi 900 milioni di euro e un indebitamento 8 miliardi 35 milioni di euro – ha detto il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci – E questa è la condizione da cui partiamo”. Ha aggiunto l’assessore Armao “Abbiamo un debito consolidato di 8 miliardi, che costa 360 milioni di euro di interessi l’anno Tuttavia non abbiamo un’analisi dei conti completa perché manca il quadro sulle società partecipate e non conosciamo il valore del patrimonio immobiliare della Regione”.
La situazione dei conti pubblici è il risultato di un lavoro di ricognizione svolto da una commissione di economisti, giuristi e tecnici voluta da Armao al fine di risanare le casse regionali.
Il governo punta alla rinegoziazione degli accordi con lo Stato degli anni 2014, 2016 e 2017, primo gradino di partenza per risollevare le sorti economiche e finanziarie della Sicilia.
“E’ necessario un nuovo patto tra Stato e Regione – ha continuato l’assessore Armao – Il presidente Musumeci condurrà la trattativa con la mia collaborazione per una nuova versione dell’Autonomia”.

“Sulla vicenda rifiuti il mio governo si gioca la credibilita’. E’ un paradosso, lo so, perche’ la credibilita’ l’hanno persa quelli che mi hanno preceduto e non hanno fatto quello che dovevano fare, ognuno con responsabilita’ diverse e in misura diversa, anche se va detto che alcune cose sono state fatte, ma assai insufficienti”. Lo ha detto il governatore della Regione Siciliana Nello Musumeci incontrando i giornalisti a Palazzo d’Orleans. “Sono seriamente preoccupato – ha continuato -, e’ stato da irresponsabili per vent’anni aver fatto finta di niente e aver nascosto la polvere sotto il tappeto. In venti settimane non possiamo risolvere quello che non e’ stato risolto in vent’anni. Ecco perche’ ho chiesto un incontro con il premier Gentiloni e cerchero’ di rimpolpare il Dipartimento Rifiuti. Avremo bisogno di tecnici, avvocati, geologi, ingegneri ambientali. Non sto chiedendo due o tre anni di tempo ma solo qualche mese. Se le discariche avessero maggiore disponibilita’ saremmo piu’ ottimisti – ha concluso – ma io non posso consentire questo conto alla rovescia finche’ in estate non mi telefonera’ il gestore di una discarica per dirmi ‘non mi mandi piu’ un camion'”.

Gianfranco Miccichè (Forza Italia) è stato eletto presidente dell’Assemblea regionale siciliana.

Risultato raggiunto alla terza votazione, con 39 preferenze. Miccichè torna in questa XVII legislatura dopo 11 anni nello scranno più alto di Sala d’Ercole. Diciassettesimo presidente dell’Ars, ha guidato la XIV legislatura dal 2006 al 2008, eletto al Parlamento regionale sempre nelle liste di Forza Italia. Il neo presidente è nato a Palermo il primo aprile 1954.
Già dirigente di Publitalia ’80 ed ex leader di Grande Sud, è stato deputato nazionale, più volte ministro e sottosegretario di Stato. Oggi all’Ars hanno votato tutti i 69 deputati presenti in aula. Assente il deputato autonomista Giuseppe Gennuso, colpito da un grave lutto.

I voti all’Ars

All’Ars, dopo Miccichè, Margherita La Rocca Ruvolo, Udc, ha ottenuto 20 preferenze, Nello Di Pasquale 7 (Pd), Sergio Tancredi (M5s) 1 e Claudio Fava 1 (I Cento Passi).
“Confido moltissimo nel suo governo”, ha detto il primo inquilino dell’Ars, rivolgendosi al presidente della Regione sicilana, Nello Musumeci, “un governo di giovani e di esperti”. E ha continuato: “Questa Assemblea le darà tutto l’aiuto possibile. Dobiamo tirare la Sicilia fuori dalla palude”. E con l’emozione in volto, ha aggiunto: “Lo dobbiamo a noi, ai nosti figli e alle future generazioni che non devono sperare di andare viva e di vivere altrove”. Miccichè ha fissato, tra i suoi obiettivi, la “riduzione dei costi del Parlamento”, chiarendo : “Certamente dovremo continuare a eliminare gli sprechi e risparmiare il  più possibile – ha spiegato – ma non a danno del funzionamento dell’Assemblea regionale siciliana”.  La prossima seduta del’Ars si terrà lunedì 18 dicembre alle 16.

 

“Noi siamo un popolo rassegnato, nel nostro dialetto non esiste il tempo futuro”. Lo ha detto Nello Musumeci, neopresidente della Regione Siciliana, concludendo a Ragusa la sua prima intervista pubblica, con Panorama: ”Noi non abbiamo la coniugazione al futuro. Per dire: ‘domani andrò a Catania’, noi diciamo: ‘domani sugno o vaio a Catania’, al tempo presente. Ci è stato impedito di progettare, ci hanno fatto diventare rassegnati a vivere nell’aridità del pane quotidiano e questo per migliaia di anni si è trasferito di padre in figlio”. Ma come fare allora, la ”buttanissima Sicilia” della provocazione letteraria a diventare ”bellissima”, come nello slogan elettorale di Musumeci? ”Intanto le due cose non sono in contraddizione”, ha risposto scherzando, ”ma in realtà bellissima fuori lo è già, deve diventarlo dentro. Era già chiaro nell’auspicio di Paolo Borsellino alla vedova Schifani, quando le disse di non andare via, ‘un giorno vedrai che la Sicilia diventerà bellissima’, e dieci giorni dopo fu ucciso. Si riferiva a una bellezza interiore, una donna può essere bella fuori e acida dentro, o il contrario… ma vi debbo dire che l’obiettivo della politica dev’essere farla diventare bella dentro, attraverso un processo di conversione culturale che deve coinvolgere tutti noi siciliani, nessuno si tiri indietro, siamo tutti responsabili, e dobbiamo sentirci tutti protagonisti. Torno all’esortazione iniziale, tutti siano protagonisti di questa nuova fase. La Sicilia si gioca tutto in questi 5 anni. O sprofondiamo del tutto o comincia la ripresa, lenta ma inesorabile, che ci occorre. Io ce la metto tutta ma ho bisogno di ciascuno di voi”.

“Lo sto chiedendo pubblicamente, noi chiediamo la presidenza dell’Assemblea regionale. O la vicepresidenza. Comunque chiediamo di entrare nell’ufficio di presidenza dalla porta di ingresso e non barattando voti con nessuno. Dobbiamo andare dentro perche’ ci spetta, perche’ lo vuole il popolo, che ha deciso che il Movimento 5 Stelle dovesse avere una affermazione elettorale grandissima”. Lo scrive sul blog di Beppe Grillo Giancarlo Cancelleri alla testa di 20 deputati regionali del M5s, il gruppo piu’ numeroso all’Ars. “Fra l’altro – aggiunge l’ex candidato governatore – il regolamento interno dell’Assemblea regionale dice che l’ufficio di presidenza deve essere formato rispecchiando quella che e’ la composizione del parlamento regionale perche’ e’ composto secondo il volere del popolo. E’ chiaro che chi ha 20 deputati debba avere piu’ posti. Vedremo cosa succedera’ in questa legislatura. Musumeci ha la responsabilita’ di decidere cosa far diventare questa legislatura e la sua presidenza, se farne la fotocopia del governo Crocetta o farne qualcosa di diverso”. E prosegue: “Stanno facendo gia’ il traccheggio Forza Italia e il Partito democratico si stanno mettendo d’accordo non per risolvere i problemi della Sicilia, ma per tenere fuori il Movimento 5 Stelle dall’ufficio di presidenza dell’Ars sapete perche’? In quell’ufficio di Presidenza si decidono i vitalizi, gli stipendi dei deputati regionali, si decidono le pensioni privilegiate e vergognose che scattano dopo 4 anni e mezzo e tutta una serie di privilegi che riguardano il palazzo piu’ costoso tra i consigli regionali d’Italia: 150 milioni di euro l’anno. Noi li vogliamo abolire i vitalizi e dimezzare gli stipendi dei deputati regionali ed e’ li’ dentro che si fa, ed e’ per questo che non ci vogliono fare entrare. Riusciranno a fare questa cosa vergognosa di mantenere fuori il primo gruppo di opposizione, che non si e’ mai fatta in 70 anni di storia di Assemblea? Se e’ il governo dell’imbroglio , delle cose indicibili, potrebbero anche farlo. Pero’ se ne dovranno assumere la responsabilita’ politica”.

In un post su facebook il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, annuncia la ‘Leopolda sicula’, giunta alla sua terza edizione, per il 20 gennaio 2018. “La chiameremo ‘Open’, come uno straordinario libro biografia di Andre Agassi, l’elogio del coraggio e della determinazione. ‘Open’ come la necessita’ di un partito – aggiunge – che sia aperto ed inclusivo. Sara’ una iniziativa ‘costituente’, insieme a tanti esponenti della societa’ civile, di sindaci, amministratori, ragazze e ragazzi, esponenti che hanno dato vita ad esperienze politiche civiche in tutti i territori. Costruiremo le condizioni per essere competitivi alle elezioni politiche di marzo e pronti a batterci e vincere in tutti i collegi uninominali della Sicilia”. Faraone scrive anche che “dalla prossima settimana riprenderemo il tour #casaXcasa, il nostro viaggio che si concludera’ a meta’ gennaio con Open”.