Sicilia

Sono 17 i ristoranti siciliani premiati con le celebri ‘stelle’ assegnate dalla guida Michelin 2020 ai ristoranti italiani, alla 65/esima edizione. Due le ‘new entry’ siciliane che guadagnano la stella: il ristorante Zash dell’omonimo boutique hotel a Riposto, in provincia di Catania, e il ristorante Otto Geleng del Grand Hotel Timeo di Taormina, in provincia di Messina. Due soli i ristoranti premiati con le due stelle, peraltro riconfermati: La Madia a Licata (Ag), dello chef Pino Cuttaia, e il Duomo a Ragusa dello chef Ciccio Sultano. Ad essere fregiati da una stella sono invece 15 ristoranti: Coria a Caltagirone (Ct), Sapio a Catania, Shalai a Linguaglossa (Ct), Zash a Riposto (Ct), Signum a Salina (Me), Cappero a Vulcano (Me), La Capinera, St. George by Heinz Beck e Otto Geleng al Timeo a Taormina (Me), I Pupi a Bagheria (Pa), Bye Bye Blues a Palermo, Il Bavaglino a Terrasini (Pa), Accursio a Modica (Rg) e Locanda Don Serafino e La Fenice a Ragusa.

Guida Michelin 2020, Enrico Bartolini è il nuovo tre stelle italiano. Salgono così a 11 i tristellati. Due nuovi due stelle. Vissani perde una stella. C’è un nuovo tre stelle Michelin in Italia: è Enrico Bartolini al Mudec di Milano. La notizia è appena stata data al Teatro municipale di Piacenza dove è in corso la presentazione della guida 2020. Salgono così a 11 i tristellati. Tra le novità anche due nuovi due stelle: sempre Bartolini con lo chef Donato Ascani al Glam di Venezia e Michelangelo Mammoliti alla Madernassa di Guarene (Cuneo). Lombardia, Piemonte e Campania le più stellate. I ristoranti che propongono una cucina che “vale il viaggio”, e quindi le 3 stelle Michelin, sono: Piazza Duomo ad Alba (CN), Da Vittorio a Brusaporto (BG), St. Hubertus, a San Cassiano (BZ), Le Calandre a Rubano (PD), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (AQ), Mauro Uliassi a Senigallia (AN) e Enrico Bartolini al MUDEC a Milano. 2 stelle: sono due le novità tra i 35 ristoranti che “meritano una deviazione”, e quindi le 2 stelle Michelin. La Madernassa, a Guarene in provincia di Cuneo e GLAM di Enrico Bartolini a Venezia. 1 stella: sono 328 i ristoranti dalla “cucina di grande qualità, che merita la tappa”, dei quali 30 new entry: le regioni più ricche di novità sono la Lombardia, la Campania e la Toscana, alle quali sono state assegnate più del 50% delle nuove stelle. Il panorama stellato della Guida MICHELIN 2020: 1 stella328 ristoranti (30 novità), 2 stelle 35 ristoranti (2 novità), 3 stelle 11 ristoranti (1 novità). Per un totale di 374 ristoranti stellati. La Lombardia e’ la regione più stellata, con 6 novità: 62 ristoranti (3 3 stelle 5 2 stelle 54 1 stella). Il Piemonte, con 4 novità, e’ sempre in seconda posizione, con 46 ristoranti (1 3 stelle 4 2 stelle 41 1 stella), mentre la Campania, con 6 novità, si colloca al terzo posto del podio, con 44 ristoranti, (6 2 stelle 38 1 stella). A seguire, la Toscana, con 6 novita’, per un totale di 40 ristoranti(1 3 stelle 4 2 stelle 35 1 stella) e, infine, il Veneto, a quota 37, con due novità (1 3 stelle 4 2 stelle 32 1 stella). Tra le province, Napoli e’ sempre in vetta con 26 ristoranti (6 2 stelle 20 1 stella), Roma in seconda posizione con 24(1 3 stelle 1 2 stelle 22 1 stella). Seguono Milano con 20 ristoranti, la cui vitalità in molti campi vede oggi finalmente premiata anche la sua scena gastronomica grazie al nuovo tre stelle. (1 3 stelle 3 2 stelle 16 1 stella), Bolzano con 19 (1 3 stelle 4 2 stelle 14 1 stella), Cuneo a quota 18 (1 3 stelle 2 2 stelle 15 1 stella). “Anno dopo anno, la Guida rileva che la straordinarietà della nostra cucina sta nell’eccellenza dei prodotti, nelle tradizioni radicate nel territorio e nella capacita’ di innovare. Forse e’ “tutto qui”, ma essere semplici e allo stesso tempo innovativi e’ un duro lavoro, che esige costanza, passione e collaborazione. Congratulazioni, quindi, a tutti gli chef e ai loro team che danno risalto alla scena gastronomica italiana, che può andar fiera dei suoi 374 ristoranti stellati” afferma Sergio Lovrinovich, Direttore Guida Michelin Italia. E la Sicilia? Ci sono due nuove stelle Michelin nella ristorazione siciliana: il prestigioso riconoscimento è stato attribuito ai ristoranti Zash dell’omonimo boutique hotel a Riposto, in provincia di Catania, e all’Otto Geleng del Grand Hotel Timeo di Taormina. Sono le new entry in Sicilia per l’edizione 2020 della guida Michelin. Un riconoscimento  che premia il lavoro dei due chef, Giuseppe Raciti per Zash e Roberto Toto del Timeo ma anche delle rispettive direzioni, la famiglia Maugeri, proprietaria di Zash, e Stefano Gegnacorsi, direttore del Grand Hotel Timeo della catena Belmond.

Rispetto ai casi di corruzione dall’agosto 2016 all’agosto 2019 dal “punto di vista numerico, spicca il dato relativo alla Sicilia, dove nel triennio sono stati registrati 28 episodi di corruzione (18,4% del totale) quasi quanti se ne sono verificati in tutte le regioni del Nord (29 nel loro insieme)”. È quanto emerge dal dossier ‘La corruzione in Italia nel triennio 2016-2019: numeri, luoghi e contropartite del malaffare’, presentato dal Presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, che analizza i casi di corruzione registrati in Italia nell’ultimo triennio. “A seguire, il Lazio (con 22 casi), la Campania (20), la Puglia (16) e la Calabria (14). I dati dicono che ad “essere interessate sono state pressoché tutte le regioni d’Italia, a eccezione del Friuli Venezia Giulia e del Molise. Ciò – precisa l’Anac – non implica che queste due regioni possano considerarsi immuni, ma semplicemente che non vi sono state misure cautelari nel periodo in esame. In Molise, ad esempio, vi sono stati arresti per corruzione nella primavera 2016, mentre la Procura di Gorizia, nell’ambito di una grande inchiesta sugli appalti, ha disposto nel 2018 numerose perquisizioni

Dopo il grande successo di pubblico e critica il film “Il traditore” di Marco Bellocchio concorrerà agli Oscar rappresentando l’Italia nella nuova sezione International Feature Film, una volta detta ‘film straniero’. La decisione è stata presa dalla Commissione di Selezione per il film italiano da designare istituita dall’Anica lo scorso giugno, su incarico dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, riunita davanti a un notaio e composta da Roberto Andò, Laura Bispuri, Stefano Della Casa, Daniel Frigo, Gianni Quaranta, Mario Turetta, Alessandro Usai, Anne-Sophie Vanhollebeke, Alessandra Vitali. Unico film italiano in concorso alla 71esima edizione del Festival di Cannes, tratteggia, per la prima volta nella storia del cinema, la figura, peculiare a dir poco, di Tommaso Buscetta; ad interpretare il boss dei due mondi l’apprezzatissimo Pier Francesco Favino. Il regista Marco Bellocchio ha più volte raccontato la genesi di questo film, anche a Palermo, sottolineando la scoperta di sfaccettature di quest’uomo, per certi versi affascinante, non dimenticando mai la portata delle sue azioni violente. La pellicola, produzione internazionale girata tra Palermo e il Brasile, è un racconto fatto di violenze e di drammi, che inizia con l’arresto e l’estradizione di Buscetta in Italia, passando per l’amicizia con il giudice Falcone e gli irreali silenzi del Maxi Processo alla mafia. Tutte le tappe “storiche” vengono ripercorse: dallo stermino della famiglia di Buscetta, che non si riteneva un traditore, alla bomba di Capaci, passando per la rivelazione cruciale che fece comparire il nome di Andreotti: un tragico boomerang che lo costringerà a fuggire dall’Italia per sempre. Il film dal cast artistico di tutto rispetto, annovera le musiche di Nicola Piovani, e tra gli altri attori Luigi Lo Cascio nei panni di Totuccio Contorno, Fausto Russo Alesi (Giovanni Falcone), Vincenzo Pirrotta (Luciano Liggio), Gabriele Cicirello (figlio di Buscetta), Rosario Palazzolo (Giovanni De Gennaro) e Ludovico Caldarera (Salvatore Cangemi) e la giovane rivelazione Ada Nisticò che interpreta la figlia di Buscetta.

  • Film
  • settembre 24, 2019

La Sicilia è sempre più strategica per Alitalia, che nei tre mesi estivi ha fatto volare circa un milione di passeggeri sulle rotte da e per la più grande isola italiana. Lo rende noto la Compagnia aerea, sottolineando in una nota che ai tradizionali voli che collegano Catania e Palermo con Roma e Milano Linate, si sono aggiunte quest’estate le linee nazionali per Bologna, Verona e Venezia, internazionali per Mosca e San Pietroburgo e l’ampliamento del network con i collegamenti domestici verso gli aeroporti siciliani di Comiso, Trapani, Lampedusa e Pantelleria. “A conferma del ruolo rilevante che la SICILIA ricopre nel disegno delle rotte – prosegue la nota -, attualmente Alitalia garantisce una mobilita’ per la comunità siciliana verso gli aeroporti di Roma, con connessioni verso destinazioni nazionali e internazionali di tutto il network della Compagnia, e Milano. Ben 256 sono i voli settimanali Alitalia da e per Catania e 196 quelli da e per Palermo. Nelle quattro direzioni – Catania-Roma, Catania-Milano, Palermo-Roma, Palermo-Milano – i biglietti sono in vendita a partire da 39 euro a tratta, tasse incluse”. “Storicamente – conclude la nota – Alitalia ha sempre puntato sui voli da e per la Sicilia, fin dalla sua fondazione. Il primo volo della compagnia, il 5 maggio 1947, fu proprio un Torino – Roma – Catania, operato con aereo Fiat G-12, con diciotto passeggeri a bordo”.

“Il senatore Candiani mi attacca e dice i siciliani sono stanchi delle mie sceneggiate e delle polemiche strumentali’? Posso essere sincero? Non so neppure chi sia questo signore”. Lo ha detto Gianfranco Micciche’, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, che replica a distanza al commissario della Lega in Sicilia, Stefano Candiani il quale nei giorni scorsi aveva detto: “La Lega e’ l’unica vera alternativa oggi a questa politica marcia e opportunista”. “Io vado avanti per la mia strada – ha sottolineato Micciche’ – Se la politica marcia e’ avere inaugurato l’autostrada Palermo-Messina, o avere portato l’acqua a Palermo, o ancora aprire la funivia a Trapani, allora sono contento di avere fatto politica marcia. Se e’ politica marcia avere fatto risparmiare 4 milioni di euro ai siciliani e i risparmi aumenteranno ulteriormente, allora mi piacerebbe vivere nel marcio. Non so cosa hanno fatto questi signori per la Sicilia”, ha aggiunto Micciche’. “Non si puo’ dare una risposta a chi dice ‘sei cornuto’. Fanno le offese tanto per farle, ma di concreto non c’e’ niente”, ha concluso.

Un milione e ottocento mila euro per sviluppare le produzioni agroalimentari di qualità, biologico, Doc, Dop Igp. Fino al 28  febbraio 2019 è possibile presentare le domande

“Sostegno alla nuova adesione ai regimi di qualità”, lo prevede il bando pubblicato sul sito del PSR Sicilia (misura 3.1) per il  quale è  possibile presentare on line le domande di sostegno. Tutti gli agricoltori e le loro associazioni, che per la prima volta vorranno aderire a regimi di qualità riconosciuti (prodotti ottenuti con metodo biologico, prodotti DOP e IGP, vini DOCG, DOC e IGT) potranno beneficiare di un
contributo massimo annuo di 3 mila euro per cinque anni, per sostenere il 100% dei costi ammissibili e relativi a spese di iscrizione, oneri per analisi, spese per certificazioni delle produzioni, costi per il mantenimento del regime di qualità.
La dotazione complessiva del bando è pari a un milione ottocentomila euro e le domande potranno essere presentate in due tranche attraverso il sistema informatico Sian e successivamente essere inoltrate in formato cartaceo all’Ispettorato Agricoltura provinciale competente per territorio: dal 12 novembre al 28 febbraio 2019 e dal 1 luglio al 31 ottobre 2019.
Gli uffici procederanno alla valutazione delle domande di sostegno presentate ed alla stesura delle graduatorie definitive  entro il 30 giugno  2019 per la prima fase ed entro il 29 febbraio 2020 per la seconda fase.
“Attraverso i regimi di qualità miglioriamo la competitività dei produttori  all’interno della filiera agroalimentare, incrementiamo il valore aggiunto e potenziamo le produzioni di qualità – afferma l’Assessore Edy Bandiera – ma soprattutto assicuriamo maggiore garanzia ai consumatori sui prodotti e metodi
di produzione”.

Il  link del bando  http://www.psrsicilia.it/Misure/03/Bando%20allegato%20al%20DDG%202553_2018.pdf

Il SUNIA Sicilia, con la segretaria regionale Giusy Milazzo, chiede “che si intensifichino i controlli, anche da parte dei Comuni, per evitare un abusivismo nelle locazioni che droga il mercato degli affitti e penalizza gli studenti”. “In Sicilia – dice Milazzo – gli affitti agli studenti sono per oltre il 50% in nero, una piaga che comporta lievitazione dei canoni e un caro affitti che e’ certamente un problema per gli universitari fuori sede e per le loro famiglie, che si ritrovano spesso senza alcuna garanzia che il canone sia equo e l’alloggio confortevole e sicuro”. Il SUNIA sottolinea che “il diritto allo studio va garantito, anche agendo su questo fronte”, tant’é che a Catania il sindacato inquilini ha lanciato il progetto della White List, “per agevolare l’incontro tra domanda ed offerta tra gli studenti in cerca di un alloggio e i proprietari disponibili ad affittare con un contratto in regola alloggi in buone condizioni con canone elaborato in base agli accordi territoriali che mirano a calmierare i canoni”. Milazzo rileva anche che “alcuni dei nuovi accordi territoriali nelle grandi citta’ universitarie hanno previsto una revisione dei canoni degli alloggi arredati creando una significativa relazione tra i canoni e la sicurezza, il confort, la qualita’ e la completezza, cosa che rendera’ piu’ facile per gli studenti trovare stanze o appartamenti a prezzi piu’ equi e in migliori condizioni”.

Una vera e propria celebrazione del cibo di strada e della cultura gastronomica: si è conclusa la 4 giorni catanese dedicata alle migliori espressioni dello street food. A fare da cornice al format, ideato e organizzato dalla palermitana Admeridiem srl, il centro storico di Catania. Catanesi e turisti hanno partecipato alla manifestazione per degustare i 31 cibi di strada provenienti dalla Sicilia, dall’Italia e dal mondo e intervenire ai tanti momenti di approfondimento culturale e intrattenimento. Tanti i piatti che hanno registrato successo: dagli arrosticini abbruzzesi al kai Sate Thailandese per arrivare al panino con la milza di Nino U’ Ballerino. ”Una prima edizione catanese – dichiara Piergiorgio Martorana, amministratore unico di AdMeridiem srl, società ideatrice e organizzatrice della manifestazione – che ha voluto consolidare un format di successo già molto amato a Palermo. Un evento che punta alla valorizzazione della cultura gastronomica del territorio, ma vuole al tempo stesso far conoscere le diverse espressioni del cibo straniero, promuovendo il rispetto per la diversità fuori e dentro il piatto: questo è il vero senso della manifestazione. La Sicilia è da sempre terra di contaminazioni culturali, architettoniche ma anche e sopratutto gastronomiche”. Ma a Street Food Fest si è tenuta anche una vera e propria maratona di momenti di approfondimento culturale e gastronomico con spazi dedicati a giovani chef emergenti, degustazioni di proposte gastronomiche innovative o nel segno della tradizione, appuntamenti dedicati ai più piccoli. Un fitto calendario coordinato dalla direzione tecnica di Admeridiem e da due volti noti della gastronomia: lo chef Francesco Lelio e il ristoratore catanese Andrea Graziano, che hanno animato lo spazio gourmet. Tanti anche i momenti formativi dove protagoniste sono state le Università di Palermo e Catania con la direzione del docente Biagio Pecorino, e il dipartimento regionale della Pesca, che ha svolto un’azione di promozione e informazione sul prodotto ittico siciliano e ha contribuito a diffondere le buone pratiche alimentari e la valorizzazione del pesce dei nostri mari. “I numeri dell’edizione catanese parlano di un successo superiore ad ogni aspettativa – dichiara Davide Alamia, coordinatore dell’evento – con oltre 150 persone addette alla somministrazione di cibi e bevande, per distribuire oltre 20.000 kg di cibo e 15.000 litri di bevande. Un ringraziamento particolare va proprio a tutto il personale impiegato della manifestazione, dagli addetti al montaggio al personale delle pulizie e ai tanti street fooder presenti che instancabilmente hanno prodotto sotto gli occhi dei tanti visitatori senza mai venire meno alla qualità prodotti eccellenti”. “Un ringraziamento particolare – aggiunge – va agli alunni dei diversi istituti alberghieri che hanno collaborato con noi, che grazie a un progetto di alternanza scuola-lavoro hanno avuto la possibilità di vedere da vicino come si lavora in un grande festival gastronomico. Doveroso ringraziare l’amministrazione comunale per averci concesso una delle vie più prestigiose del capoluogo etneo, le forze dell’ordine e la polizia municipale perché senza di loro non sarebbe stato possibile vivere questa manifestazione in un clima sereno. Un ringraziamento speciale – aggiunge Piergiorgio Martorana – va a Ferrovia CircumEtnea Fce, una sinergia positiva per incentivare l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità sostenibile”.

“Vengo messo in mezzo a una vicenda che non mi riguarda, la verità è che c’è stato uno scontro interno a Confindustria in Sicilia, ma sono fatti che attengono all’associazione non a me”. Lo dice l’ex governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. Crocetta si riferisce allo scontro tra Antonello Montante e Marco Venturi, uno dei testi chiave dell’indagine e grande accusatore dell’ex presidente di Sicindustria, dopo essergli stato per otto anni a fianco durante la “svolta” dell’associazione nella lotta alla mafia, che per i pm sarebbe stato un grande bluff messo in piedi da un ‘sistema di potere’.