terremoto

“Il 24 agosto abbiamo fatto la scelta di trovare soluzioni abitative di livello e nei territori questo sconta alcune lungaggini, come la necessita’ di stabilire il fabbisogno, trovare aree idonee per l’urbanizzazione e una grande quantita’ di sopralluoghi”. Lo ha detto Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile, ieri a Norcia. “Dal 24 agosto in tutta l’area terremotata – ha spiegato – ne sono stati fatti 116mila a fronte di circa 170mila richieste; mentre per il terremoto dell’Aquila i sopralluoghi erano stati 75mila e per il sisma in Emilia circa 40mila”. Commentando la visita del premier Gentiloni nella cittadina terremotata, Curcio ha osservato che “il presidente Gentiloni e’ una presenza costante anche quando non e’ presente sul territorio e questo e’ un segno tangibile di quanto la politica sia attenta alla nostra problematica”.

Il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ha presieduto stamattina una riunione per fare il punto sulla ricostruzione nelle zone colpite dal terremoto. Presenti il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il ministro dello sviluppo Carlo Calenda, il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, il capo segreteria di Gentiloni Antonio Funiciello. Il presidente del Consiglio sara’ oggi pomeriggio nelle zone terremotate del Comune di Norcia, dove alle 15 visitera’ le nuove casette di San Pellegrino di Norcia e alle 16 interverra’ all’inaugurazione della Sagra del Tartufo.

L’Unione europea non puo’ non tener conto degli effetti “continuativi” degli eventi sismici nel concedere la flessibilita’ sui conti all’Italia. Lo ha detto il presidente della Corte dei conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2017. Il presidente della magistratura contabile ha ricordato “il carattere eccezionale” degli eventi sismici che si sono verificati nel 2016, con produzione di effetti continuativi e successivi sussulti, tra cui quelli drammatici del 18 gennaio scorso. La prevenzione, ha osservato Martucci di Scarfizzi, “non appare, quindi, del tutto slegata dalla ricostruzione poiche’ non si tratta di cautelarsi contro eventi solo possibili, bensi’ di programmare una protezione contro effetti drammatici di eventi sismici che presentano, purtroppo, carattere di potenziale continuita’”. Secondo il presidente della Corte dei conti “di questo peculiare aspetto non puo’ non tenersi conto, anche in sede europea, per gli interventi finanziari messi in campo dal governo e dal Parlamento”. Il presidente punta poi il dito sull’utilizzo dei fondi strutturali: nel 2007-2013 l’uso e’ stato di poco superiore all’80%; inoltre le frodi comunitarie sono dovute in piu’ dell’80% dei casi all’uso scorretto dei fondi strutturali. E avverte: “Si deve tenere conto della ancora fragile ripresa dell’attivita’ produttiva nazionale, soprattutto in relazione ai vincoli di finanza pubblica che derivano all’Italia dall’appartenenza all’Unione Europea e alla moneta pubblica”. Per la Corte “si deve guardare al prossimo triennio 2017-2019 con particolare attenzione e cautela, soprattutto mediante il monitoraggio delle misure intraprese, tenuto anche conto del probabile riorientamento della politica monetaria della Bce”. “Primi, anche se deboli, segnali di ripresa di consumi interni, si notano sul finire dello scorso anno, l’inflazione inizia a fare registrare decimali con il segno positivo e cominciano a venire in evidenza i primi risultati sul fronte della cosiddetta ‘rottamazione’ delle cartelle esattoriali. Tali segnali dovrebbero progredire o quantomeno consolidarsi”, ha aggiunto.

“La Commissione europea ha già proposto di coprire il 100% del lavoro di ricostruzione del post terremoto in centro-Italia con i finanziamenti del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale”. Lo ha detto la commissaria europea per la politica regionale, Corinna Cretu, a ‘Manuale d’Europa’ su Rai Radio1. “Ora la questione si trova nelle mani del Parlamento e del Consiglio europeo”, ha dichiarato Cretu, prima della sua visita a Norcia. “Mi recherò al Parlamento europeo giovedì per difendere questa proposta e per insistere con il Parlamento europeo che questa legge deve essere approvata non soltanto per l’Italia, ma per tutti i disastri naturali che possono colpire tutti i paesi dell’Unione europea”, ha concluso

Il dl terremoto proroga le misure gia’ previste dopo i precedenti terremoti di “cassa integrazione, busta paga pesante, introduzione anticipata di norme a favore della poverta’, meccanismi di sospensione dei pagamenti di tributi e agevolazioni fiscali”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni in conferenza stampa dopo il cdm che ha approvato il dl terremoto. Il governo in questo modo affronta e decide sulla materia, ponendo in essere iniziative in favore della popolazione colpita dal sisma, come già preannunciato nelle scorse settimane. Già il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, si era fatto garante di un impegno diretto e di una sua forte opera di moral suasion in tal senso.

“Dopo la catastrofe che ha colpito l’Abruzzo e l’eccezionale maltempo che ha investito molte regioni d’Italia, serve un piano straordinario di ricostruzione agricola e su questo ci aspettiamo un aiuto dall’Europa”. Lo dice il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, che si recherà a Bruxelles dove incontrerà il commissario per l’Agricoltura, l’irlandese Phil Hogan. “L’Italia – aggiunge il ministro – è prioritariamente concentrata sugli interventi straordinari imposti da questa situazione eccezionale creata dal combinato del terremoto continuo e di calamità atmosferiche come non si vedevano da decenni. E la situazione è particolarmente grave per il sistema agricolo e agroalimentare che già era stato duramente colpito dalle precedenti scosse di terremoto nel Centro-Italia. Per questo è necessario un piano straordinario, che richiederà risorse economiche ingenti”.

Al terremoto che ha colpito l’Italia “La gente reagisce e non cede, deve sentire tutto il Paese accanto”: lo ha detto il presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco all’Ansa, ad Assisi, rispondendo a margine di un convegno per i cento anni dello scoutismo cattolico.
“Siamo tutti molto vicini alle popolazioni del centro Italia – ha detto Bagnasco – il Paese si sta stringendo sempre di più a loro con la Chiesa e le comunità cristiane per prime e fin dall’inizio, cercando di fare ancora di più di quello che si sta facendo”.
“Certo che però – ha sottolineato il presidente della Cei – si è di fronte all’imprevedibile e all’imprevisto. Il sisma è una morsa che ci lascia tutti addolorati e quasi impotenti ma questo non deve assolutamente sfiduciare”.

“Il dolore per l’Hotel Rigopiano, ma anche per enormi aree terremotate senza pace, e’ immenso. Oggi e’ il giorno dei soccorsi e del dolore, e lo dico tenendomi fuori da qualunque polemica politica di parte”. Cosi’ Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti, e promotore della Convenzione Blu. “Ma occorrera’ ragionare su molte cose in futuro. Il terremoto non e’ prevedibile. Ma la neve si’. Terremo l’attenzione alta, nell’interesse dei cittadini, anche quando riflettori e telecamere saranno spenti”, conclude.

“Faremo tutto il possibile per accelerare l’erogazione del Fondo di solidarieta’” all’Italia. Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, che ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker. “Faremo tutto il possibile – ha detto Tajani, ricevendo il sostegno dall’Europarlamento – per accelerare l’erogazione del fondo di solidarieta’”.
Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, nell’esprimere la solidarietà all’Italia e ai centri colpiti dal sisma e dal maltempo ha dichiarato: “L’Ue non lascera’ sola l’Italia a fronteggiare questa tragedia ed e’ pronta a mobilitare tutti gli strumenti a sua disposizione”.
Intanto Il Centro di Emergenza dell’Ue fornirà “mappe satellitari per le aree colpite dal terremoto dopo richiesta italiana”. Lo ha scritto su Twitter il Commissario Ue per gli Aiuti umanitari e la gestione delle emergenza, Christos Stylianides.

Una “tenaglia senza precedenti” si è creata tra terremoto e maltempo. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni a Rieti, nella sede della Protezione Civile, dove è stato fatto il punto sulla situazione delle zone colpite dalle scosse e già disagiate per l’emergenza neve. “Di fronte a questa morsa tutte le istituzioni dello Stato si sono mobilitate, civile e militari”, ha detto il presidente del Consiglio. Oggi intanto si riunisce il Consiglio dei ministri e tra i punti all’ordine del giorno dovrebbe esserci l’estensione dello stato di emergenza nei territori colpiti negli ultimi giorni dal sisma e dal maltempo. “Ci siamo presi l’impegno di raggiungere tutte le frazioni isolate per renderci conto se ci sono persone che possono correre rischi”, ha dichiarato Gentiloni, con “il cuore e la testa” rivolti “a quello che sta succedendo all’albergo al Gran Sasso”, riferendosi all’hotel Rigopiano sepolto da una valanga dove “sono al lavoro 135 persone e 20 mezzi”, per trovare i dispersi, come ha spiegato il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio.