Usa

La Casa Bianca vorrebbe cambiare i criteri di retribuzione per oltre 1,5 milioni di dipendenti federali, privilegiando gli aumenti legati agli obiettivi raggiunti piuttosto che all’incarico. Lo scrivono i media Usa che citano i dirigenti dell’amministrazione. Questa ‘rivoluzione’ si troverebbe nel piano di bilancio 2019 che il presidente degli Usa Donald Trump illustrerà lunedi’ prossimo.

La Russia e gli Stati Uniti dovrebbero riprendere il dialogo sulla difesa missilistica, di grande importanza a livello globale. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo Seregej Rjabkov, come riferisce l’agenzia di stampa Sputnik, ripresa dall’agenzia Nova. “Vorrei sottolineare l’importanza del tema della difesa missilistica. Permettetemi di ricordarvi che esiste un legame indissolubile fra gli armamenti strategici offensivi e la difesa missilistica, come ribadito nell’attuale Trattato per la riduzione degli armamenti strategici offensivi. Per lungo tempo non c’e’ di fatto stato dialogo con la controparte Usa, ed ora e’ giunto il momento propizio per tornare a parlarne”, ha affermato Rjabkov. Le parole del funzionario diplomatico di Mosca giungono dopo la pubblicazione della Nuclear Posture Review da parte del Dipartimento della Difesa Usa, in cui si sottolinea la preoccupazione per lo sviluppo delle capacita’ nucleari russe.
Il vice ministro degli Esteri ha inoltre sottolineato l’importanza di superare le difficolta’ nelle attuali relazioni bilaterali fra Mosca e Washington nelle crisi regionali.

Le esportazioni di cibo e bevande dall’Italia negli Stati Uniti sono aumentare del 6% nel 2017 per un totale che per la prima volta arriva a 4 miliardi di euro, il massimo di sempre. E’ quanto emerge da una proiezione della Coldiretti sulla base di una analisi degli ultimi dati Istat relativi al commercio estero. “Il vino – precisa la Coldiretti in un comunicato – risulta essere il prodotto più gettonato dagli statunitensi, davanti a olio, formaggi e pasta. Anche se a preoccupare è ora il rafforzamento dell’Euro nei confronti del dollaro la politica di Trump non ha frenato fino ad ora il Made in Italy negli Stati Uniti Gli Usa – sottolinea la Coldiretti – si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna”. Il successo sul mercato nordamericano ha trainato dunque le performance del Made in Italy agroalimentare all’estero con le esportazioni che toccano per la prima volta i 41 miliardi di euro nel 2017 per effetto di un incremento del 7% rispetto allo scorso anno.

I norvegesi ed i loro cugini scandinavi esprimono la loro solidarieta’ ad Haiti ed ai Paesi africani sui social media dopo le controverse affermazioni del presidente americano Donald Trump: ‘Perche’ dovremmo andare in un Paese senza copertura sanitaria gratuita e con una criminalita’ dilagante?’, si chiedono su Twitter, riporta il quotidiano britannico Independent. Continua cosi’ la polemica sulle parole di Trump, riportate la settimana scorsa dal Washington Post, secondo cui il presidente avrebbe definito Haiti, El Salvador ed alcune nazioni africane “cesso di Paesi”, aggiungendo che “sarebbe molto meglio per gli Usa portare piu’ persone da Paesi come la Norvegia”. Christian Christensen, un professore americano basato a Stoccolma, ha scritto con ironia: “Naturalmente, i norvegesi amerebbero trasferirsi in un Paese in cui si rischia molto di piu’ di essere colpiti da un’arma da fuoco, vivere in poverta’, ricevere zero assistenza sanitaria se si e’ poveri, zero congedo parentale pagato o asilo nido sovvenzionato e vedere meno donne in politica”. Un altro utente, Christian Gerhard, ha scritto: “Sono norvegese, il Paese da cui Trump vorrebbe gli immigrati. Io non considererei neanche di emigrare nel cesso degli Usa finche’ Trump e’ presidente”. E Kathinka Froystad ha definito il governo Trump un “regime di cesso, razzista e misogino”

Luigi Di Maio vola negli Usa per raccontare il Movimento 5 Stelle. “Andrò a Washington e ci andrò in qualità di vicepresidente della camera e di candidato premier della prima forza politica in Italia a raccontare il MoVimento 5 Stelle, il mio progetto di governo e le prospettive – scrive nel Blog di Beppe Grillo – Gli Stati Uniti sono il principale alleato italiano, i rapporti commerciali sono strettissimi e sono numerose le eccellenze italiane che negli Stati Uniti contribuiscono allo sviluppo della ricerca internazionale e dell’economia mondiale”.
Di Maio illustra i due obiettivi e i messaggi che vorrà lanciare: “Ci descrivono come anti-politica, ma noi siamo un’altra politica; Grazie alle nostre eccellenze, grazie per la nobile immagine dell’Italia che danno nel mondo”.
I primi incontri si terranno al Dipartimento di Stato Usa e al Congresso. Ci saranno anche incontri informali con esponenti italiani del mondo economico e finanziario statunitense.
“Vado negli Usa a portare l’Italia – spiega il parlamentare pentastellato – a parlare anche dei nostri prodotti, del made in Italy, delle nostre forze, delle opportunità di crescita per le nostre imprese e per i nostri studenti”.

Donald Trump sembra propenso a scegliere Jerome Powell come prossimo governatore della Federal Reserve. Lo riferisce Bloomberg TV. Il mandato dell’attuale numero uno della banca centrale Usa, Janet Yellen, scadra’ il prossimo febbraio. Il presidente americano potrebbe scegliere Powell e’ dal 2012 nel board della Fed e che e’ visto come una persona che manterrebbe lo status quo in termini di politica monetaria. Escludendo una riconferma di Yellen, l’altra alternativa e’ data dal ‘falco’ John Taylor, economista della Stanford University.

Il più grande museo del mondo dedicato alla Bibbia aprirà a Washington il prossimo 17 novembre. E’ stato realizzato in un grande ex deposito frigorifero di 40mila metri quadri, interamente ristrutturato. La struttura, che dispone di 8 piani e di un teatro interno, è stata promossa dall’imprenditore Steve Green, che nel 2009 ha avviato una delle maggiori collezioni private di oggetti biblici a Oklahoma city. Il museo è sovrastato da una grande vetrata con giardino biblico, dalla quale si avrà una vista su Capitol Hill.

Usa, Obama torna sulla scena e critica “politiche di divisione”

L’ex presidente americano Barack Obama è tornato a tuonare contro le divisioni in politica, dopo aver evitato da quando ha indossato i panni del comune cittadino un confronto diretto con il suo successore alla Casa Bianca. L’occasione sono stati due comizi, in New Jersey e in Virginia, per sostenere i candidati democratici – Phil Murphy e Ralph Northam – alle elezioni di governatore nei due Stati. “Quello che non possiamo permetterci sono le stesse politiche di divisione che abbiamo visto così tante volte in passato, che risalgono a secoli fa”, ha detto Obama ad un evento a Newark per Phil Murphy. “La politica che vediamo adesso, credevamo di averla messa a letto da lungo tempo. La gente ha 50 anni di ritardo!”, ha aggiunto Obama. “Siamo nel 21esimo secolo, non nel 19esimo”, ha esclamato ancora il predecessore di Trump. Obama più tardi è apparso ad un altro evento a Richmond per sostenere Ralph Northam, candidato a governatore della Virginia, nel corso del quale ha criticato, senza fare nomi ma neppure tanto velatamente, il modo in cui Trump ha scalato la Casa Bianca. “Se devi vincere una campagna dividendo la gente, non sarai in grado di governarla. Non sarai in grado di unirla dopo”, ha tuonato Obama. I due scrutini si svolgeranno il 7 novembre, un anno dopo la vittoria, per molti, a sorpresa, di Donald Trump alle presidenziali americane dell’8 novembre 2016.

“Dividere l’Europa dalla Russia e’ da parte degli Stati Uniti un errore storicamente incomprensibile e oggi ci troviamo schiacciati da una politica che non abbiamo deciso noi”. Lo ha detto il presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, Romano Prodi, al Forum economico Eurasiatico di Verona. “Non sono per niente soddisfatto dei rapporti che abbiamo con la Russia e l’Eurasia – ha aggiunto l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue -, la Russia ha bisogno di noi e noi di loro”. “La politica americana oggi offre un senso di insicurezza, anche se la tensione con la Russia c’e’ non solo oggi con Trump, ma c’era pure con Bush e Obama Per questo – ha concluso – dobbiamo riflettere sulle difficolta’ a rovesciare questo tipo di approccio”.

Una delegazione americana guidata da Lisa Curtis, direttrice per l’Asia meridionale del Consiglio nazionale per la sicurezza statunitense, e integrata da alti responsabili del Dipartimento di Stato e del Pentagono, ha visitato oggi Islamabad dove ha avuto colloqui con le autorita’ pachistane riguardanti la situazione in Afghanistan e l’impegno del Pakistan per la lotta al terrorismo. La delegazione pachistana era guidata dal sottosegretario agli Esteri Tehmina Janjua e, ha reso noto un comunicato, le parti hanno esaminato lo stato delle relazioni bilaterali alla luce della dottrina del presidente Donald Trump per Afghanistan e Asia meridionale. Nel suo intervento Janjua ha ribadito la nota posizione del Pakistan favorevole ad una soluzione politica della crisi afghana concepita e gestita dal governo di Kabul. I responsabili pachistani, ha inoltre precisato il comunicato, hanno confermato l’impegno delle forze armate nazionali per eliminare il terrorismo da tutto il territorio, ed hanno manifestato preoccupazione per i continui attacchi provenienti da oltre frontiera. Da parte sua la delegazione americana, dopo aver ricordato la lunga cooperazione con il Pakistan, ha sottolineato l’importanza di rilanciare le relazioni bilaterali “in modo da poter raggiungere il comune obiettivo di pace e stabilita’ in Afghanistan e nella regione”.