Virginia Raggi

“Dobbiamo continuare a proclamare ogni giorno Roma fieramente e sempre antifascista”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, intervenendo in Campidoglio in occasione dell’iniziativa organizzata con l’Anpi, dal titolo L’antifascismo in marcia, a contrasto della commemorazione del 95esimo anniversario della Marcia su Roma.  “Purtroppo – ha continuato – qualcuno vorrebbe portare indietro le lancette della storia, veicolando messaggi di violenza e discriminazione. Ci siamo sempre opposti e continueremo a opporci a tutto cio’, con gli strumenti a nostra disposizione”.

“Apprendo con soddisfazione che, dopo mesi di fango mediatico su di me e sul MoVimento 5 Stelle, la Procura di Roma ha deciso di far cadere le accuse di abuso d’ufficio”. Lo scrive su Facebook il sindaco di Roma Virginia Raggi. “Secondo i pm di Roma – prosegue Raggi – ho rispettato la legge nella scelta del capo della segreteria politica e del dirigente al dipartimento Turismo ed è stata chiesta l’archiviazione per ambedue le ipotesi di reato. Per la Procura ho seguito tutte le norme. Non ci sarebbe mai stata alcuna promozione che non doveva essere fatta come volevano far credere Pd e destra. Non avrei commesso alcun reato per la nomina di Salvatore Romeo: non c’è mai stato alcun ingiusto aumento dello stipendio. Un’accusa infamante riportata per mesi dai giornali e cavalcata dall’opposizione nel tentativo di screditare me ed il MoVimento 5 Stelle. Così come non ci sarebbe alcun abuso nella nomina di Renato Marra. Lo ripeto: ritengo di aver agito secondo la legge. Dopo mesi di indagine, lo attesta la stessa magistratura inquirente. Per mesi i media mi hanno fatta passare per una criminale, ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani. E sono convinta che presto sarà fatta chiarezza anche sull’accusa di falso ideologico. Abbiamo sempre avuto grande fiducia nella magistratura e continueremo ad averne”.

“No alle speculazioni dei partiti e della politica sullo stato disastroso in cui versa Roma”. Lo afferma il Codacons, commentando la proposta di Roberto Giachetti di istituire una Costituente per rifondare la Capitale.“Non è nell’interesse dei cittadini affrontare il degrado della città sotto il profilo delle logiche di partito – spiega il presidente Carlo Rienzi – Ciò che realmente serve è partire dalla base, ascoltando i cittadini e dando risposte ai tanti problemi che assillano soprattutto le periferie”. In tal senso il Codacons propone oggi al sindaco Virginia Raggi una task force di legali dell’associazione, con il compito di affiancare l’amministrazione e i municipi nel fornire risposte alle segnalazioni dei cittadini: un team di giovani avvocati volontari vaglierà le richieste d’aiuto degli utenti sulle tematiche che più assillano i romani (buche stradali, rifiuti, trasporti pubblici, degrado, ecc.) ed entro 48 ore dalla loro presentazione fornirà una risposta ai cittadini, attraverso i dipartimenti e gli uffici competenti.

Beppe Grillo e Davide Casaleggio tornano a Roma e ribadiscono il loro pieno sostegno accettando l’invito della sindaca ad intervenire alla “festa” organizzata in quel Teatro Flaiano dove, poco piu’ di un anno fa, Raggi e il Movimento celebrarono la “conquista” di Roma. “Non ci impediranno di cambiare la citta’, ci riusciremo”, e’ l’esortazione che il leader M5S fa alla platea di assessori, consiglieri comunali, municipali. Una platea non sempre omogenea e che Grillo, parlando a lungo dal palco, richiama ancora una volta alla compattezza. L’autunno, del resto, si preannuncia caldissimo. Oltre all’inchiesta che pende sulla sindaca di Roma c’e’ quel cambio di marcia al quale e’ chiamata l’amministrazione capitolina. Con, sullo sfondo, l’elezioni del municipio di Ostia delle quali, nel suo ultimo blitz romano, si e’ occupato in prima persona lo stesso Grillo. Per i vertici del M5S, in un periodo verra’ svelato il candidato alla premiership, ogni ulteriore passo falso e’ vietato ed anche per questo nell’incontro viene ribadita la necessita’ di allineare l’azione per le amministrative con le scelte politiche del M5S. E, a testimonianza dell’importanza del dossier Roma c’e’ la presenza anche di Davide Casaleggio – accompagnato da Alfonso Bonafede ma non dall’altro “supervisore” del lavoro a Roma, Riccardo Fraccaro -, intervenuto anche lui dal palco del Flaiano. Un palco da dove la sindaca decide di fare un primo bilancio dell’amministrazione mettendo sul tavolo le priorita’ da affrontare in autunno. Ed e’ un confronto senza mediazioni quello voluto da Raggi alla presenza, tra l’altro, dei vertici M5S. “Fatemi conoscere gli eroi di questa citta’”, sottolinea un applauditissimo Grillo prima di intervenire. “Grillo ci ha incoraggiato ad andare avanti, ed e’ stato un bel momento”, spiega la sindaca al termine dell’incontro, durato circa un’ora e mezza. Un incontro che cade, peraltro, nel pieno dell’emergenza siccita’. L’allarme, finora, ha visto Campidoglio, Regione e Acea parlare spesso lingue diverse ed e’ entrato nell’arena della politica infiltrandosi, anche, nella tenuta laziale del Movimento con il “caso ” Sabrina Anselmo. Sulla sindaca di Anguillara, protagonista di azioni rivolte per la difesa del lago di Bracciano, pende una condanna per calunnia subita nove anni fa. La pena e’ stata estinta per indulto ma Anselmo – si apprende da fonti M5S – nel suo curriculum per la candidatura non aveva citato la condanna. E giovedi’, una “gola profonda” anonima ha portato il caso all’attenzione dei probiviri. Parallelamente, in un’intervista a La Stampa, oggi Anselmo punta il dito contro Raggi: “l’avvisai del disastro ma non e’ mai venuta alle riunioni”, spiega la sindaca di Anguillara. Una tesi che fonti del M5S e del Campidoglio smentiscono: quelle riunioni si sono tenute, una delle quali nella sala degli Arazzi in Campidoglio, spiegano. E forse, lo scontro politico tra Anselmo e il Movimento prelude al pollice verso con cui i probiviri espelleranno l’amministratrice laziale: non e’ una questione di Codice etico, Anselmo non ha rispettato il codice valoriale del M5S, fanno notare fonti pentastellate.

Il Campidoglio fa ricorso al Tar contro l’istituzione del Parco Archeologico del Colosseo, voluta dal Ministero dei beni, delle attivita’ culturali e del Turismo, perche’ “lesivo degli interessi di Roma Capitale”.
Il sindaco di Roma Capitale, Virginia Raggi ha annunciato di aver “presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del decreto del Mibact ed ha spiegato che con l’istituzione del nuovo ente per la gestione del Parco Archeologico del Colosseo gli incassi dei biglietti per gli ingressi al Colosseo e ai Fori Imperiali, circa 40 milioni di euro, che prima andavano per l’80% alla Soprintendenza speciale, finirebbero nelle casse del nuovo ente. “In qualità di sindaco, non posso sorvolare sul fatto che il Governo voglia gestire in totale autonomia il territorio della città che è invece patrimonio dei suoi cittadini”, ha detto la Raggi. “È incredibile che i 5 Stelle che si riempiono quotidianamente la bocca di cambiamento, trasparenza e innovazione ricorrano davanti al Tar per bloccare a Roma una riforma che sta dando frutti in tutta Italia”, ha scritto in una nota il ministro Dario Franceschini, aggiungendo che “Con il provvedimento che la Giunta Raggi ha impugnato davanti al Tar il Parco archeologico del Colosseo diventa finalmente un istituto autonomo dotato di un proprio bilancio e con un direttore scelto con una selezione internazionale”. Franceschini ha sottolineato che “Il Colosseo seguirà dunque lo stesso percorso che hanno seguito gli Uffizi, la Reggia di Caserta, Brera, Pompei e tutti gli altri istituti autonomi. Per opporsi a questo vengono usati argomenti falsi, infatti, non cambierà nulla nel rapporto tra la città e l’area archeologica e resterà identico l’utilizzo degli incassi del Colosseo su Roma”.

“Ormai il vero sindaco di Roma Beppe Grillo è costretto ogni giorno a raccontare frottole ai cittadini sul voto anticipato e sui vitalizi, che non esistono più, per distogliere l’attenzione dai disastri che sta provocando il M5s nella capitale. Una strategia disperata, che non servirà a nascondere l’immondizia, le buche, la criminalità dilagante e i disservizi che ogni giorno colpiscono i cittadini romani e stranieri. Il comico genovese alzi bandiera bianca e, per il bene di Roma, dica al vicesindaco Virginia Raggi di dimettersi. Se dobbiamo essere amministrati da un comico, meglio Crozza”. Lo ha dichiarato il deputato di Ala-Sc, Marco Marcolin.

La Raggi arrivera’ a fine mandato? “Secondo me non finisce la legislatura, non supera il 2017”. Lo dice Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, a Un Giorno da Pecora, il programma di Rai Radio1 condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, dove spiega : “anche il M5S si e’ reso conto che lei non riesce a gestire questa situazione”. Alemanno afferma poi di aver votato “Raggi, ma dopo due mesi me ne sono pentito, ho dovuto constatare che non funziona proprio”. Si dice che intorno alla Raggi ci fosse tutto un mondo di destra: “Non e’ vero, semmai, le uniche cose di destra con cui potrebbe aver avuto a che fare sono gli studi legali Previti e Sammarco, due studi legati a Forza Italia. Ma per il resto con la destra non ha nulla a che fare”. Nel corso della trasmissione Rai, Alemanno ha dato il suo punto di vista sull’attuale giunta capitolina. E’ vero che Roma e’ ingovernabile? “Si, e’ vero, e’ tosto. E’ un assalto. Chi sta li’ deve fare cento cose al giorno, di quelle cento dieci le sbaglia e su quelle viene attaccato”. Lei potrebbe tornare a fare il sindaco? “No, ho gia’ dato, e’ un futuro politico impensabile”. La Raggi, gli viene fatto notare, e’ stata ‘beccata’ varie volte sul tetto del Campidoglio. Lei ci e’ mai andato? “No, solo una volta per vedere la neve. Andare a parlare li’ sopra, come ha fatto la Raggi, e’ una cosa un po’ da fricchettone”. La Raggi e’ un po’ fricchettona? “Si, assolutamente, e’ tutta una banda fricchettona la sua”. Infine sull’assoluzione per la vicenda Mafia Capitale commenta: “La magistratura doveva fare la sua inchiesta ma molti hanno scambiato l’avviso di garanzia per una condanna”.

L’ultimo slogan coniato dalla dirigenza del M5S è ‘linciaggio mediatico contro di noi’. La stampa e i giornalisti, sono, per i pentastellati, dei veri e propri nemici. Non è una storia nuova. La vicenda dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Paolo Berdini, la dice lunga sul grado di trasparenza e di democrazia vigenti dentro il Movimento. L’assessore ha definito ‘impreparata’ la sindaca Virginia Raggi: su certe scelte sembra inadeguata al ruolo che ricopre. Ma impreparata strutturalmente, non per gli anni. Se lei si fidasse delle persone giuste… Ma lei si è messa in mezzo a una corte dei miracoli, s’è messa vicino una banda. Sono proprio sprovveduti….”. Una volta scoperto, dopo avere cercato di infangare il giornalista de La Stampa, l’assessore Berdini ha rassegnato le dimissioni, al momento respinte dalla Raggi. Tanto è bastato perché il tam tam grillino se la prendesse ancora una volta con il sistema dell’informazione, al punto che Luigi Di Maio ha stilato una lista di giornalisti ostili al M5S. Nessuno stupore. Da tempo sosteniamo che il M5S, piu’ che un movimento o un partito di nuova generazione, ha le dinamiche e la struttura di una setta. Nessuna trasparenza al suo interno, decisioni prese dall’alto con la parvenza di una partecipazione alle scelte da parte degli iscritti sul web, e infine l’intolleranza con tutto ciò che ha i connotati della libera critica – come avviene in tutte le vere democrazie – da parte della stampa. Per i pentastellati, o si sta con loro o si sta contro di loro. Stampa compresa. Se non è una setta questa….

Le imitazioni sanremesi di Virginia Raffaele hanno sempre spiazzato le previsioni della vigilia e dunque le indiscrezioni vanno valutate con cautela. Ma da qualche ora sul web ne circola una particolarmente ‘ghiotta’ perché legata sull’attualità politica: l’attrice starebbe preparando uno sketch sanremese nei panni del sindaco di Roma, Virginia Raggi. Tra i primi a twittare sull’argomento il giornalista e conduttore radiofonico Pierluigi Diaco: “Fibrillazioni in ambienti Rai per la probabile imitazione di Virginia Raggi da parte di Virginia Raffaele”, scrive Diaco. La notizia non trova al momento alcuna conferma né nell’entourage della Raffaele né negli ambienti Rai. E d’altronde già nei giorni scorsi era stata attribuita alla Raffaele un’altra ipotesi di imitazione a sfondo politico ma internazionale, quella di Melania Trump. La verità è che l’attrice sta provando in gran segreto il suo intervento sanremese e ne sarebbero informati solo i suoi più stretti collaboratori che mantengono un assoluto silenzio sull’argomento. E le prove riguarderebbero più di un personaggio, tra cui sceglierà poi solo al fotofinish quello da portare sul palco dell’Ariston.

“Virginia Raggi ha adempiuto ai doveri indicati dal nostro codice etico (da poco elogiato pubblicamente da Nino Di Matteo) informando tempestivamente il movimento e i cittadini dell’invito a comparire che ha ricevuto l’altro giorno. Lei e’ serena e io non posso che esserle vicino in un momento che umanamente capisco essere molto difficile”. Cois’ Beppe Grillo in un post sul blog dal titolo le ‘Fantanotizie del Corriere della Sera, #fakecorriere’. “I giornalisti del Corriere della Sera sono molto male informati o volutamente disinformati. La ricostruzione della telefonata pubblicata oggi- aggiunge Grillo- e’ totalmente falsa, nonche’ ridicola. Altro che post verita’, siamo arrivati alla fantanotizia, alla fake news come sistema. Mi dispiace per i lettori di questo giornale, che continuano a spendere soldi per ricevere notizie finte e inventate. Che senso ha spendere soldi per essere presi in giro? Valutero’ con i miei avvocati l’ipotesi di una querela e pretendo un’immediata rettifica via web”