Governo Renzi e sindacati provano a fare pace

“Primo confronto del governo con i sindacati su pensioni e flessibilita’ in uscita. Si tratta di un passo significativo, un segnale di distensione dopo tanti mesi di attacchi più o meno velati da parte del Premier e di manifestazioni di piazza e di critiche da parte dei leader confederali dall’altra. Il ministro Poletti é il primo a commentare positivamente l’incontro nel corso del quale si sono solo dettate le linee generali, riservandosi di scendere nel merito nei prossimi giorni. I maligni dicono che quella di Renzi sia solo tattica, impegnato com’é a riappacificare il fronte interno del Pd in vista delle amministrative e del referendum di ottobre sulla riforma costituzionale e a stemperare le tensioni sociali e il malcontento. Susanna Camusso, leader Cgil, ha parlato di un ‘buon avvio di confronto’ e dello stesso tenore é il commento di Annamaria Furlan, leader Cisl. Piu’ scettico il leader della Uil, Carmelo Barbagallo per il quale ‘se il metodo é sicuramente quello giusto, occorre però vedere nel merito le soluzioni proposte dal governo’. Il governo sta valutando un intervento sulle pensioni minime ma é lo stesso Renzi a precisare che ‘la concertazione non é un elemento indispensabile: se c’é siamo piu’ contenti e se si possono fare gli accordi noi siamo qui’. Il confronto tra le parti verte sulla modifica della legge Fornero sulla previdenza e sulle politiche del lavoro. Il governo discutera’ con le parti sociali gli interventi che piu’ gli stanno a cuore e che ha gia’ annunciato, come la flessibilita’ in uscita e l’Ape, anticipo pensionistico.
Nei prossimi giorni il governo aprirà due dossier distinti, uno sulla previdenza e uno sulle politiche del lavoro. Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti osserva che ‘i vincoli di bilancio restano i nostri paletti”, quasi a voler mettere le mani avanti. Nella loro proposta unitaria Cgil, Cisl e Uil chiedono di distinguere tra lavori differenti, di riconoscere la flessibilità nell’accesso alla pensione a partire dall’età minima di 62 anni per tutti e di prevedere la pensione anticipata con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica, senza penalizzazioni, oltre che di garantire pensioni dignitose ai giovani.

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