Referendum

“Grande rispetto per i cittadini veneti e lombardi che ieri si sono recati al voto per il referendum consultivo per maggior autonomia regionale”. Lo afferma Stefano Fassina, deputato di Sinistra Italiana, che aggiunge: “Grande rispetto anche ai loro concittadini veneti e lombardi che hanno scelto attivamente l’astensione per manifestare un altrettanto sonoro messaggio politico”. Continua il parlamentare: “Di fronte ai dati sull’affluenza e alla genericita’ ecumenica del quesito, e’ completamente fuori luogo l’euforia leghista”. Conclude Fassina: “In Veneto, il 57% di votanti arriva a fronte di un potenziale 75% calcolato come somma delle percentuali raggiunte alle ultime elezioni politiche dai partiti pro-referendum. In Lombardia, la partecipazione e’ a ridosso della percentuale di votanti ottenuta dal centro-destra nel 2013. Insomma, per negoziare maggiori poteri e risorse, i risultati di ieri non attribuiscono ai due Governatori nessuna spinta politica aggiuntiva rispetto a quella che avevano fino a sabato scorso”.

“Non sto facendo campagna elettorale, ma informazione. Rispettiamo le idee di tutti. C’e’ una sentenza della corte costituzionale che autorizza il Veneto a fare il referendum e che dice che e’ giusto sentire i cittadini e che nella trattativa bisognera’ tener conto dell’esito del referendum”. A dirlo il governatore del Veneto Luca Zaia a Circo Massimo, su Radio Capital, sul referendum per l’autonomia in programma domenica. Zaia ha spiegato che il referendum veneto non c’entra nulla con quello catalano, “li’ – ha ricordato – si chiedeva l’indipendenza, in Veneto si chiede l’autonomia e ci muoviamo nei confini della costituzione”. Il governatore ha indicato che il girono dopo la consultazione “il Veneto non sara’ piu’ quello di prima. Tutta la politica veneta si e’ schierata a favore: essere leghisti o del Pd o grillini e’ la stessa cosa” e che no ce’ alcun gioco di potere: “questo referendum arriva dopo due anni di battaglie legali”. Riguardo al percorso seguito dall’Emilia Romagna, Zaia ha detto di tifare “perche’ l’Emilia Romagna porti a casa le 23 competenze, ma il 16 anni le uniche due regioni che hanno presentato un progetto per il negoziato sono state il Veneto e la Lombardia: Emilia Romagna non pervenuta”. E la richiesta del ministero dell’Interno di versare due milioni di euro per le spese per l’ordine pubblico? “Dei soldi – ha risposto – parliamo dopo, abbiamo firmato la convenzione che dice che ci sara’ un rimborso spese. Ci siamo ritrovati questa doccia fredda perche’ per la prima volta nella Repubblica Italiana ci vengono chiesti 2 milioni per pagare gli straordinari a 4.000 agenti quando non e’ mai accaduto nulla nella storia: nel 2015 abbiamo fatto le regionali e il pagamento del rimborso spese al ministero e’ stato di 151mila euro. Se non glieli diamo? Ne parliamo lunedi’”. “Non dico cifre e non metto asticelle – ha infine detto Zaia a una domanda sull’affluenza -, il mio ruolo finisce venerdi’ alle 24: saranno i veneti a decidere il proprio destino, il proprio futuro”.

Il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, ha chiesto a Silvio Berlusconi “l’impegno per mettere l’autonomia come tema centrale del programma di governo del centrodestra”. Il governatore lo ha detto all’apertura di una conferenza stampa con il leader di Forza Italia sul referendum per l’autonomia previsto domenica prossima. “Voglio ringraziarti in particolare per l’impegno che tu e Forza Italia state mostrando sul referendum con tante tante iniziative – ha detto Maroni a Berlusconi – Ribadisco che non e’ il referendum di Maroni o di una parte politica, ma e’ dei cittadini, e’ un referendum che favorisce il mondo delle imprese e puo’ portare maggiori competenze e risorse, nell’ambito dell’unita’ nazionale”.

“Se c’e’ impegno e voglia di far , si può concludere tutto in 6 mesi, ovviamente dipende dalla trattativa e dall’impegno di tutti. Confido anche nel governo Gentiloni, confido nella totale e piena collaborazione perche’ e’ un fatto istituzionale non una discussione politica e ci sono i tempi per affrontarlo con agilità anche in questa legislatura’. Cosi’ il governatore del Veneto Luca Zaia parlando oggi del referendum per l’autonomia del Veneto in programma per domenica prossima, sull’iter istituzionale che seguira’ dopo una eventuale vittoria del “si'”. Concluso il voto e certificato il risultato da parte della Corte d’Appello l’iter prevede l’approvazione della proposta di negoziato (che indica cosa trattare e come sarà la trattativa con il governo ), da parte della giunta e del consiglio regionale. Poi si aprira’ il tavolo a Roma, composto da due delegazioni tecniche, arrivando alla firma dell’intesa e all’approvazione del Parlamento con maggioranza assoluta nelle due camere. “Sia chiaro – ha poi sottolineato – la proposta che presentiamo non e’ variabile, vale per tutti, per chi governa oggi e chi governerà domani’.

“Sono ottimista e confido nella saggezza dei cittadini. Sto a vedere e rispetterò il volere del popolo sovrano. Io sono l’esecutore. In Lombardia non c’è quorum, quindi, per me l’importante è che vinca il Sì”. Lo ha detto il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, in occasione dell’incontro ‘Italia, direzione Nord’, al Palazzo delle Stelline di Milano, in vista del referendum per l’autonomia. La consultazione è prevista il 22 ottobre. “Si dice – ha continuato Maroni – che non vale niente perché è un referendum consultivo, ma ricordo che anche quello sulla Brexit era consultivo”.

Il referendum ilelgale del primo ottobre “non è stato un’azione innocente o democratica”, ma era parte “di una strategia politica per imporre l’indipendenza”. Lo ha detto in parlamento il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, aggiungendo che “nessun risultato di questo referendum può dare legittimità politica” a pretese di secessione. Rahoy ha parlato di piano “antidemocratico” fin dalla sua origine.

“Non facciamo un referendum per fare politica, e mi piace che l’Anci si sia espressa favorevolmente perche’ mostra proprio questo. E’ il referendum di tutti i veneti ed e’ un referendum che oggi possiamo celebrare in virtu’ di una sentenza della Corte Costituzionale che dice che e’ un buon modo per ascoltare i cittadini e un buon modo per dare delle indicazioni a chi poi dovra’ decidere”. Cosi’ il presidente della Regione Veneto Luca Zaia dal palco dell’assemblea annuale dell’Anci rivolgendosi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella presente in sala. “E’ un grande atto di coraggio, un grande atto di coerenza – ha continuato – dovremo lavorare sull’autonomia, partendo dall’articolo numero 5 della Costituzione, ovvero partendo dalla geometria variabile con piu’ Stato dove serve e meno Stato dove non serve. L’autonomia e’ una vera assunzione di responsabilita’. Non chiediamo altro che poterci assumersi la responsabilita’ con il conseguente aspetto finanziario restando nell’alveo della Costituzione”.

“C’è un problema, perché queste dichiarazioni sono negative, sbagliate e molto pesanti. E siccome il referendum è una cosa importante sia sul piano politico sia sul piano istituzionale mi riservo di valutare queste dichiarazioni sul piano della lealtà dell’alleanza di governo. Non posso far finta di niente”. Così a margine di un incontro sul referendum per l’autonomia il presidente della Regione Roberto Maroni ha commentato le dichiarazioni della leader di FdI Giorgia Meloni che ha affermato che se fosse in Lombardia o Veneto non andrebbe a votare per le consultazione del 22 ottobre nelle due Regioni, definendole “propagandistiche”. “Fdi ha sostenuto lealmente e sostiene il referendum in Lombardia -ha aggiunto il governatore – devo valutare se c’è qualcosa da fare, come penso, sul piano delle alleanze anche in Regione Lombardia”.

“La situazione che si sta verificando in Catalogna, la sua lotta per l’autodeterminazione, per il diritto a decidere e per poter votare, è la situazione politica più interessante in questo momento in Europa”. E’ quanto dichiara Julian Assange, in un’intervista a Rac1, esprimendo la convinzione che in Catalogna “si segnerà un precedente sul tipo di democrazia che vedremo in Europa ed in tutto il mondo occidentale”. Il fondatore di Wikileaks ha duramente criticato il capo del governo spagnolo, Mariano Rajoy, per esercitare “una repressione molto grave per gli standard europei”. Un atteggiamento di Madrid su cui peserebbe secondo Assange “il fantasma di Franco che continua a incombere sulle istituzioni e sulla politica spagnola”.

“Credo che siano referendum legittimi che affrontano sicuramente temi anche importanti e sentiti dai cittadini, ma che forse in questo momento potevano essere invece superati da un dibattito politico, coinvolgendo anche le parti sociali, senza arrivare alla consultazione referendaria”. Lo dice la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan a Castelnuovo del Garda a margine di una iniziativa organizzata dalla Cisl Lombardia insieme alla Cisl Veneto in vista della consultazione referendaria del prossimo 22 ottobre. “Speriamo che il referendum serva ad aprire un discorso serio sulle competenze istituzionali dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali. E’ evidente che non ci saranno cambiamenti. Ma il giorno dopo il referendum ci auguriamo possa avviarsi una discussione seria che coinvolga anche le parti sociali ed il sindacato in particolare”. La Furlan afferma che “per fare scelte di questo genere bisogna coinvogere non solo tutti i soggetti istituzionali ma anche quelli sociali da Trento a Palermo, evitando di far diventare questo tema un elemento di propaganda politica. La Cisl e’ sempre stata per un federalismo solidale e cooperativo che rendesse piu’ forte e coeso lo stato nazionale, in modo da rendere regioni, province e comuni in condizione di alzare il livello di qualita’ dei servizi ai cittadini. Il fai da te non ha funzionato. Lo abbiamo visto purtroppo sul tema dell’energia, quando lo stato non svolge un ruolo di tutela e di garanzia del bene comune di un paese. I referendum del 22 ottobre in Lombardia ed in Veneto costeranno tra l’altro ai cittadini circa 60-70 milioni di euro. Forse erano risorse che potevano utilizzarsi meglio se pensiamo che in Lombardia il costo del referendum e’ esattamente quanto costa l’intero impianto sociale in tutta la regione. Quella del federalismo e dell’autonomia e’ una partita che per tanto tempo e’ stata sullo sfondo della discussione e del dibattito politico nel nostro paese. La legislazione spesso si e’ tradotta in immobilismo e ricorsi continui che certamente non hanno fatto bene. Il tema del rapporto Stato-Regioni nel nostro paese credo debba essere affrontato in modo serio, compiuto, con un dibattito generale che coinvolga anche le forze sociali rappresentative del lavoro. In ogni caso il referendum e’ legittimo ed i cittadini di queste due regioni, Lombardia e Veneto, potranno esprimersi liberamente”. La leader della Cisl rivolge poi un appello alle regioni sul tema dello sblocco dei contratti del pubblico impiego. “Se vogliamo elevare la qualita’ dei servizi pubblici, innovare nelle prestazioni ed alzare anche i salari dei lavoratori nel settore pubblico non serve cambiare la costituzione. Occorre ridare il ruolo centrale alla contrattazione nazionale, aziendale e territoriale. Se le regioni Lombardia e Veneto ci sosterranno nella nostra battaglia per sbloccare la contrattazione pubblica- conclude- sarebbe un bel segnale positivo ed un esempio per tutto il paese”.