“C’è una netta difficoltà delle classi dirigenti – spiega il cardinale – Ovunque, anche nelle Chiese. Manca spesso una leadership istituzionale adeguata, capace di raccogliere le spinte della partecipazione. Il cittadino ha l’impressione di non essere preso sul serio. L’Europa, dopo la fase fondativa, ha visto Paesi che sotto la bandiera dell’unità cercavano di cavare pragmaticamente solo il proprio utile. Non si è stati capaci di pensare come ogni singola nazione potesse contribuire all’Europa unita”. Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera Angelo Scola, arcivescovo di Milano. “La politica non aiuta più la società civile a dare senso al proprio camminare. La struttura finanziaria, economica, tecnocratica e burocratica è diventata così pesante da schiacciare la creatività che viene dal basso”. E sottolinea: “Oggi l’Italia è sola nell’accoglienza dei migranti: Chiesa, società civile e Stato da noi fanno non poco, ma l’Europa deve sostenere il processo di integrazione. La reazione a questo disimpegno secondo molti è il populismo, anche se dietro questa categoria ci sono tanti significati diversi”.





