Donald Trump è ufficialmente il candidato repubblicano alle presidenziali americane dell’8 novembre. Un anno fa, la designazione sembrava un’utopia, mentre politici, giornalisti e osservatori la ritenevano qualcosa di irrealizzabile. Invece, nel secondo giorno della convention nazionale a Cleveland, in Ohio, Trump è riuscito a superare il numero minimo di delegati necessari per essere il candidato del Grand Old Party e già pochi minuti dopo twittava: “E’ un grande onore”, “lavorerò molto e non vi deluderò”. Parallelamente è arrivata per acclamazione anche la nomina di Mike Pence, governatore dell’Indiana, come vice di Trump. Ora che ha avuto l’appoggio dei delegati, il newyorchese dovrà accettare giovedì la candidatura nel tradizionale discorso di chiusura della convention. Prima, sarà investito l’aspirante alla vicepresidenza, che pronuncerà anch’egli un discorso per accettare l’incarico.In un videomessaggio trasmesso da New York, dove si trovava, Trump ha esultato: “Oggi è stato un giorno molto, molto speciale, e non lo dimenticherò”.





