Ultimi giorni d’estate e primi giorni di una tragedia che porta via con se’ piu’ di 200 morti, feriti, dispersi e ingenti danni. Lazio, Marche e Umbria colpite da scosse di terremoto micidiali sebbene non fortissime. Un bilancio drammatico con cui il governo dovra’ fare i conti, che non sono solo quelli delle risorse da stanziare, ma anche e soprattutto quelle della ricostruzione, della logistica degli aiuti, degli interventi d’urgenza e del coordinamento delle forze. Il nostro Paese non e’ nuovo a tragedie simili e tutte le volte ha mostrato il suo migliore volto. I volontari, gli aiuti, la generosita’, la rete di solidarieta’ del mondo laico e di quello cattolico. L’Italia in questo non e’ seconda a nessuno nel mondo. Per un giorno siamo fieri di un cuore che, dinnanzi a simili tragedie umane, e’ uno solo e batte forte.



