“So che sui mercati internazionali si è creata un’aspettativa da fine mondo, e questo ovviamente è un problema. Ma si diceva la stessa cosa all’alba della Brexit, e invece i mercati hanno riassorbito lo choc rapidamente. La cosa che mi preoccupa di più è un’altra: il processo di riforme innescato da questo governo si interromperebbe per chissà quanto. Se c’è una cosa che rivendico di questi due anni e mezzo di governo, è il suo segno riformista. L’Italia perderebbe un treno che potrebbe non ripassare”. Lo afferma il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, in una intervista alla Stampa. E sostiene così le ragioni del Sì: “Perché sarebbe un enorme passo avanti per il Paese, perché migliorerebbe il funzionamento delle istituzioni, il processo legislativo e i rapporti fra Stato e Regioni”. E sulla possibilità che, in caso di vittoria del no e di dimissioni di Renzi, lui possa prenderne il posto commenta: “Le ‘preferenze’ non mi interessano, non sono un politico. Non sussiste neanche come ipotesi”.





