“Il tema non e’ la difesa dell’italianita’ di Mediaset ma gli interessi strategici del paese su reti e infrastrutture di comunicazione. Il governo Renzi ha compiuto due scelte chiave sia bloccando una Opas sulle torri di Raiway e affermando in norma la necessita’ della maggioranza pubblica in un’eventuale fusione, sia avviando la realizzazione di una rete in fibra di proprieta’ pubblica in 7300 comuni italiani su 8mila. La mia opinione e’ che si debba andare addirittura oltre in questa direzione, superando l’errore compiuto dal centrosinistra vent’anni fa di privatizzare la rete Telecom”. Questa l’opinione sulle mosse di Vivendi di Antonello Giacomelli, sottosegretario alle Comunicazioni nel governo Renzi, espressa in un articolo uscito oggi sull’inserto ‘Affari e Finanza’ de la Repubblica. “Non c’e’ davvero alcun limite al trasferimento a realta’ estere di pezzi importanti del sistema industriale e finanziario italiano?- chiede Giacomelli- Non c’e’ nessun confine oltre il quale si toccano interessi vitali, l’identita’ stessa del paese, il suo essere comunita’ nazionale? Non c’e’ nessun limite, superato il quale si debba trovare una risposta, non del governo, non di singoli partiti politici, ma del cosiddetto sistema paese? Per quanto ci riguarda valgono le parole di Paolo Gentiloni nel suo discorso di insediamento (‘il nostro Paese non e’ territorio di scorribande’) che confermano la linea tenuta nei tre anni precedenti dal premier Renzi. Ma servono risposte anche da soggetti diversi da quelli politici o istituzionali. E le risposte non sono neutre da molti punti di vista”.





