Attentato di Firenze. Il poliziotto Mario Vece ha perso una mano e un occhio. ‘Grazie Mario’

Non potrà piu’ guidare una motocicletta, la sua passione. E chissà quante altre cose non si possono piu’ fare con una sola mano e con un occhio solo. Proviamoci noi, normodotati, a chiudere per un attimo un occhio e a usare una sola mano. Una tragedia, vero? Mario é uno che non si arrende. E’ l’artificiere a cui é scoppiato in faccia l’ordigno piazzato a Firenze davanti ad una libreria. Aveva, ha vinto un concorso per diventare ispettore e stava, sta per salire di grado: da sovrintendente a sostituto commissario. Una moglie, Stefania, e due figlie di 12 e 14 anni, e poi all’improvviso la vita che ti cambia e ti trovi costretto a fare i conti con cambiamenti tragici e a dover rivedere tutto, i tuoi programmi, i tuoi sogni, la tua vita di ogni giorno. Mario non potrà piu’ portare la sua Harley Davidson, la sua passione, il suo divertimento, la sua gioia. Ma dovrà abituarsi a tantissime cose, a rinunciare alla sua indipendenza e a dover chiedere aiuto e sostegno. E’ questa la vita di un disabile. Pensiamoci e cerchiamo di apprezzare ciò che abbiamo e che diamo per scontato. Intanto le indagini continuano. Il procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo, ha aperto un fascicolo per tentato omicidio. Perché quella bomba poteva e voleva uccidere. Chissà cosa sta facendo in questo momento l’attentatore. Magari sta guidando una motocicletta. Chissà se ci pensa a Mario. (Auguri di buon anno a tutti i componenti delle forze dell’Ordine che ci difendono e che ci proteggono. Grazie)

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