Nel 2016 l’Italia segna un miglioramento del suo Indice di Percezione della Corruzione (Corruption Perceptions Index, Cpi) per il terzo anno consecutivo, raggiungendo quota 47 su 100. “Ancora troppo poco, soprattutto in confronto a i nostri vicini europei, ma il trend positivo e’ indice di uno sguardo piu’ ottimista sul nostro Paese da parte di istituzioni e investitori esteri”, sottolinea Transparency Internacional Italia. Dal 2012, quando fu varata la legge anticorruzione, ad oggi l’Italia ha riconquistato ben 12 posizioni nel ranking mondiale, portandosi dal 72° al 60° posto. “Piccoli passi in avanti, ma ancora assolutamente insufficienti per potersi dire soddisfatti”, prosegue Transparency Internacional Italia. Il 2016 ha mostrato chiaramente come “corruzione e ineguaglianza, strettamente connesse e diventate ormai sistemiche, siano in grado di alimentare il crescente populismo e il disincanto dei cittadini nei confronti della politica in tutto il mondo”, spiega ancora l’organizzazione. Il 69% dei 176 Paesi analizzati nell’Indice di Percezione della Corruzione nel settore pubblico e politico del 2016, ha ottenuto un punteggio inferiore a 50, su una scala da 0 (molto corrotto) a 100 (per nulla corrotto), mostrando come la corruzione nel settore pubblico e nella politica sia ancora percepita come uno dei mali peggiori che infesta il mondo.





