Pisapia lancia Campo Progressista: “Renzi non è nemico”

Al via ieri la convention romana di Campo Progressista, nuovo soggetto politico di Giuliano Pisapia mentre al Lingotto si è svolta la seconda giornata di lavori.”Io non ho nessun avversario, lavoro per conto mio” ha risposto Pisapia a una domanda sul rapporto con Matteo Renzi, prima dell’avvio della manifestazione dal titolo ‘La prima cosa bella’. Pisapia ha battezzato al teatro Brancaccio un “soggetto politico-culturale a disposizione di chi crede in un centrosinistra aperto, largo”. Una forza che guarda “al civismo, all’ambientalismo, al dialogo interculturale e interreligioso. Che voglia passare dalle parole ai fatti e dare una casa alle decine di migliaia di realtà amministrative che lavorano insieme a livello locale, per cambiare il Paese”.Una chiara richiesta al Pd, poi. “Chiedo con rispetto – ha sottolineato – il giorno delle primarie dobbiamo sapere se loro vogliono costruire il centrosinistra o appoggiarsi ancora sul Nuovo Centrodestra, Alfano e Verdini. È un appello che viene dal cuore”. “Ncd – ha aggiunto – non è compatibile con il nuovo centrosinistra, o sinistra centro””.”L’idea che bastasse un leader – ha poi spiegato – è stata teorizzata a destra e a sinistra, ma si è mostrata fallimentare. Nessuno, neppure il più bravo può caricarsi di tutti i problemi dell’Italia. Promette miracoli”.L’ex sindaco di Milano ha fatto, ancora, l’elenco delle priorità che a suo parere la politica deve darsi. “Ci sono delle proposte di legge che devono diventare legge – ha sostenuto – lo ius soli, il fine vita e il reato di tortura”. Pisapia ha voluto ricordare così Stefano Cucchi e i fatti del G8 di Genova, ma anche l’impegno forte in Europa per una effettiva capacità di assistenza ai migranti. “Come Parlamento abbiamo fatto il possibile ma c’era chi voleva che li lasciassimo morire”. Bisogna trovare delle vie per convincere “chi cade nella paura”. Sui voucher, in particolare, ha detto: “Credo ci siano gli spazi per un punto di incontro positivo rispetto ai voucher di cui è stato fatto un abuso vergognoso. Se non si trova un accordo bisogna dare la parola ai cittadini con il referendum”. Presente alla convention anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, per la quale “tutto il campo della sinistra deve riuscire a dialogare” perchè “al di là dei personalismi” sui temi “c’è molto in comune”. Ha preso la parola anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Abbiamo bisogno di un popolo che si rimetta in cammino e riscopra la bellezza delle parole pluralismo ed unità – ha affermato Zingaretti – Abbiamo bisogno di leader che abbiano la capacita’ di tenere insieme queste due parole”, ha detto ancora”.In sala, ad ascoltare Pisapia, i fuoriusciti di Pd e Sinistra Italiana: da Roberto Speranza ad Arturo Scotto e Ciccio Ferrara. Non manca il sindacato con Maurizio Landini, c’è il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni e la prodiana Sandra Zampa, ora schierata per le primarie Pd con Andrea Orlando.

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