M5S: giudici ‘stoppano’ Grillo, Cassimatis in pista

Dopo le critiche degli avversari politici e di parte del Movimento, il sistema delle Comunarie viene messo in discussione anche dai giudici, insieme al ruolo e ai compiti dei leader del Movimento 5 stelle. Il Tribunale di Genova con una sentenza destinata ad alimentare la discussione ha sospeso gli effetti della delibera che annullava le ‘primarie’ del 14 marzo per la scelta del candidato sindaco della citta’ ligure (vinte da Marika Cassimatis) e l’elezione di Luca Pirondini a portabandiera del Movimento per le comunali, avvenuta tre giorni dopo. I giudici hanno accolto il ricorso di Cassimatis contro Beppe Grillo. Secondo il giudice Roberto Braccialini “al Capo politico e’ riconosciuto un ruolo di indirizzo e impulso particolarmente penetrante che pero’ (…) non si identifica nel ‘diritto di ultima parola’”, ruolo che, si sottolinea ancora nell’ordinanza, viene ricoperto da “deliberazioni/votazioni assunte dalle assemblee telematiche che il capo politico puo’ convocare”. Raggiante per il verdetto la 53enne insegnante di geografia. “Tecnicamente – ha detto Cassimatis – se non arrivano smentite dovrei avere ancora la titolarita’ del simbolo” del Movimento. “E’ stata veramente una battaglia per la giustizia e la legalita’”, la vittoria di Davide contro Golia che dimostra che “se c’e’ determinazione e si e’ convinti delle proprie idee, si riesce ad avere ragione. Il nostro e’ uno Stato di diritto, e il ‘fidatevi di me’ non e’ sicuramente uno strumento adatto a risolvere le controversie di questo livello”. Se dal Movimento non arrivano ancora dichiarazioni, il mondo della politica commenta con favore la sentenza. Per il senatore del Pd Andrea Marcucci, “il colpo di mano di Grillo non e’ passato”, mentre Pino Pisicchio (Misto) sostiene che la decisione dei giudici “assume un’importanza decisiva nelle dinamiche interne alle formazioni politiche, esigendo il rispetto delle regole di democrazia”. Arturo Scotto (Mdp) afferma che “a Genova si sancisce un punto importante a favore della democrazia, che e’ solo una per tutti i partiti, e non puo’ essere usata in maniera asimmetrica come un randello”, mentre Renato Brunetta (Forza Italia) auspica che il Movimento 5 stelle possa esprimere un candidato sottolineando che “non e’ mai bene quando la magistratura interviene cosi’ nella libera determinazione e nelle libere scelte dei partiti”. La sentenza potrebbe avere ripercussioni anche a Padova. Il secondo arrivato, Leonardo Forner, ha infatti scritto allo staff della Casaleggio Associati per chiedere l’annullamento del voto interno del 29 marzo, che ha indicato in Simone Borile il candidato.

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