Intervistato dal Foglio, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ne sostiene la proposta lanciata dal direttore, dicendo che “occorrerebbe cercare una convergenza ampia tra le forze politiche e sociali responsabili, proprio come proposto sabato dal Foglio. E gia’ prima delle elezioni del 2018, sfidando il centrodestra a convergere su un piano di riforme ambizioso e inderogabile”. “Quello che ci serve – prosegue – e’ un riformismo forte fondato sul realismo piuttosto che sulle suggestioni idealistiche alla ‘terza via’ o sugli slogan degli anni novanta. Con l’ottimismo non ci fai niente. Un quadro internazionale piu’ duro e fenomeni epocali come l’innovazione tecnologica e la globalizzazione richiedono risposte lunghe, e anche complesse, fuori dal ‘Truman Show’, dalla spettacolarizzazione ombelicale in cui sembra imprigionato il dibattito politico italiano. Dunque dobbiamo aggredire la realta’ prima che la realta’ aggredisca noi”. “In Italia e’ fondamentale in primo luogo raccontare ai cittadini la complessita’ e i rischi del crocevia della storia in cui ci troviamo. Dobbiamo cancellare l’idea che esistano pasti gratis. Che si possa assicurare il benessere attraverso redditi inventati piuttosto che avere energia a basso costo senza fare le necessarie infrastrutture. L’offerta politica grillina si fonda su questo: sulla propensione alla fuga dalla realta’ che – avverte – e’ molto radicata nel paese anche per effetto dei decenni di spesa pubblica incontrollata. Il Pd, le forze responsabili, devono essere l’esatto contrario. II Pd puo’ essere il pilastro attorno a cui costruire questo riformismo forte. E il governo Gentiloni puo’ essere il luogo politico dove implementarlo, cercando un coinvolgimento ampio”.





