“Il Macron che cerca Berlusconi si chiama Berlusconi. Se c’è un leader che è stato un catalizzatore del centrodestra e ha predicato il moderatismo, quello è lu”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a Il Mattino. “La leadership non può essere che la sua – osserva Brunetta – E sulla sua candidabilità, poi, resto ottimista e non pongo limiti alla provvidenza. Se ci sarà una coalizione, a Palazzo Chigi andrà chi ha preso più voti. Perché è quello che è sempre successo. Perché Forza Italia ha sempre preso più voti degli alleati”. E sull’unità del centrodestra Brunetta risponde: “In una logica inclusiva c’è spazio per tutti, tranne che per i traditori che hanno appoggiato Renzi. Anche perché con i Fitto, i Quagliariello, i Mario Mauro, gli Storace e Alemanno, la Democrazia cristiana di Rotondi, i socialisti di Caldoro, i repubblicani di Nucara e i liberali di De Luca e le tante personalità del civismo territoriale oscilliamo tra il 32 e il 35 per cento. E con il voto utile si può arrivare anche al fatidico 40 per cento”.





