Migranti, codice di condotta sottoscritto solo da alcune Ong

Medici senza frontiere non ha accolto il documento del Viminale sul codice di condotta per le organizzazioni umanitarie nel salvataggio in mare. Ieri si è tenuto il vertice al ministero dell’Interno tra le ong e il capo di gabinetto Mario Morcone, per verificare la posizione delle organizzazioni in merito al Codice di condotta, elaborato dal ministero. Il no è arrivato anche dalla ong tedesca Jugend Rettet. Medici senza frontiere nei giorni scorsi aveva diffuso un documento in cui elencava i punti critici e le modifiche da apportare. Le organizzazioni umanitarie avevano ricevuto un testo in cui erano state recepite alcune delle richieste avanzate. “Abbiamo deciso di non firmare, ma tutti quei punti che non sono problematici per noi continueremo a rispettarli”. Save the children ha deciso di accettare il Codice di condotta perche’ come ha spiegato il Direttore generale Velerio Neri “gran parte delle cose che il Codice prevede, gia’ le facciamo da sempre. Inoltre laddove c’erano degli articoli che ci preoccupavano, come nel caso dei trasbordi, abbiamo risolto bene e seguiremo le indicazioni della Guardia costiera”.
Ha firmato anche Moas. “La nostra missione e’ da sempre quella di salvare piu’ vite possibili in mare, e questo documento ci permette di continuare a farlo” ha spiegato il fondatore Christopher Catrambone. Sono 13 gli impegni chiesti dal Viminale alle Organizzazioni non governative col Codice di condotta sottoscritto ieri al ministero.
La mancata sottoscrizione del documento o l’inosservanza degli impegni previsti “puo’ comportare – si legge nel documento – l’adozione di misure da parte delle autorita’ italiane nei confronti delle relative navi, nel rispetto della vigente legislazione internazionale e nazionale, nell’interesse pubblico di salvare vite umane, garantendo nel contempo un’accoglienza condivisa e sostenibile dei flussi migratori”. Tra gli impegni, non entrare nelle acque libiche, “salvo in situazioni di grave ed imminente pericolo”; non spegnere o ritardare la trasmissione dei segnali di identificazione, non fare comunicazioni per agevolare la partenza delle barche che trasportano migranti; informare lo Stato di bandiera dell’attivita’ intrapresa dalla nave; dichiarare le fonti di finanziamento alle autorita’ dello Stato in cui l’ong e’ registrata.

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