“Il problema non è evitare gli sgomberi, bensì le occupazioni; impedire che si realizzino e si consolidino nel tempo. È così che si salvaguardano i diritti. E per fare questo sono necessari interventi e politiche sociali che non riguardano le forze di polizia. Noi siamo chiamati a intervenire quando l’emergenza è già in atto, e spesso per eseguire ordini impartiti da altri, come nel caso del palazzo di via Curtatone a Roma”. Lo ha spiegato il capo della polizia Franco Gabrielli in un’intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che l’uso della forza è previsto “solo dopo aver esperito tutti gli altri tentativi”. Per Gabrielli “quando un’emergenza arriva sul tavolo del questore è già tardi, perché significa che l’uso della forza è quasi inevitabile” e “le amministrazioni locali, e dunque la politica, non possono delegare tutto alle forze di polizia, perché certi problemi, prima che di ordine pubblico, sono problemi sociali, che non si possono scaricare sulle forze dell’ordine, facendole diventare oggetto di strumentalizzazione e scontro tra chi solidarizza con loro e chi le attacca”.





