La Francia che apre alla fecondazione assistita per tutte le donne, anche single e omosessuali, è “un modello da imitare” secondo l’associazione Luca Coscioni. “In Europa le leggi sostengono libertà e diritti capaci di affermare il principio di uguaglianza – commenta il segretario Filomena Gallo – mentre noi per beneficiarne siamo costretti ad affrontare estenuanti battaglie nei tribunali. Il modello francese è da imitare anche nel nostro Paese dove la politica, anche quella che guarda a Macron – sottolinea l’avvocato – non fa dell’affermazione dei diritti individuali una priorità del proprio agire”. Da oltralpe arriva “una nuova lezione per il Parlamento che – sostiene Gallo – farebbe bene a superare di fretta gli ultimi divieti della legge 40, invece di azionare ogni strumento per rendere inapplicabile tecniche come l’analisi genetica pre-impianto nei Livelli essenziali di assistenza, creando di fatto un discrimine per tutte le coppie che non potranno accedere a questa tecnica per mancanza di possibilità economiche, ostacolando la riduzione dei rischi legati a gravidanze a rischio di trasmissione di gravi malattie”. Per l’associazione Coscioni, da sempre in prima linea contro i paletti alla Pma, “la Francia apre una nuova strada che riaccende il dibattito sul tema anche in Italia”, dove “la legge 40 negli ultimi 13 anni è stata fatta praticamente a pezzi dopo una serie di battaglie, sentenza dopo sentenza. Nel nostro Paese c’è ancora tanto da fare in materia di procreazione medicalmente assistita”.





