Mastella ‘Di Maio? E’ telecomandato da Grillo’

Clemente Mastella, attualmente sindaco di Benevento, si racconta in una intervista ad Affaritaliani.it. Cosa pensa di una eventuale vittoria del Movimento Cinque Stelle alle prossime elezioni? “Dialetticamente sono una finzione, non si attengono alla realtà e non possono dire che se arrivano primi col proporzionale governano. Non vogliono le coalizioni e allora soccomberanno come è accaduto alle elezioni regionali scorse in Sicilia, il sistema è di coalizione quindi perderanno. Non si possono più fare formule alla Napolitano e alla Monti, sono giochi di prestigio”. Luigi Di Maio? “È troppo signorino per i miei gusti, non è un leader di Governo, non ha personalità, carisma, manca di esperienza. È un politico dimezzato. Sembra Ambra Angiolini in Non è la Rai, telecomandata da Gianni Boncompagni, lui è telecomandato da Beppe Grillo. Si muove e parla attraverso i suggerimenti del suo capo”. E Renzi? “Negli anni passati Renzi ha creato una forma di consenso intorno a lui pregevole, ma poi ha rivelato tanti dubbi e mostrato incertezze”. E, sulla scia del recente successo del centrodestra, afferma: “Berlusconi va ringraziato perché oggi la sua presenza politica assicura una garanzia democratica, altrimenti ci sarebbero solo i Salvini e il Movimento Cinque Stelle, perché il centrosinistra è sciagurato non sa fare né tenere alleanze, ha sempre gli stessi problemi”. Auspica il ritorno della vecchia ”balena bianca”? “Le balene nuotano in mari dove le fiocinano, la Dc è stata talmente fiocinata che è meglio che resti nel ricordo. la balena bianca è giusto lasciarla come una eccellente Moby Dick nella memoria collettiva. Il paesaggio politico è fatto dalle stelle e non dal mare”. Con la recente assoluzione ha riacquistato serenità? “Serenità è un parolone. Se le avessero proibito di scrivere per dieci anni e poi avesse potuto riprendere, non avrebbe sentito la frustrazione e la fatica? A me è successo. Lungo questi dieci anni in ogni circostanza affioravano insulti e accuse. Io e mia moglie consideravamo tutti i capi di accusa che ci avevano addebitato e insieme eravamo arrivati a contare 100 anni di galera, altro che omicidi plurimi e omicidi di Stato! Ti cade tutto addosso, l’infarto, la depressione, sul piano economico tantissimi soldi per pagare i migliori avvocati. Bassolino non fu chiamato a testimoniare in Procura, non fu uno sbaglio, ma una scelta. Detto questo, non nutro rancore nei confronti della magistratura, resto un ex ministro della giustizia che crede nel corso della giustizia, però è necessario riformare il sistema per evitare che la politica entri nella magistratura. Il sistema così non funziona. Ha mai pensato di ricorrere alla psicoanalisi per ritrovare la serenità? “No, mai. La fede è la mia sola cura, la miglior psicoanalisi”. E infine di se stesso dice: “Sono un naufrago che è riuscito a salvarsi dai flutti. Come mio padre che partì per la guerra a venti anni e tornò a trenta. Pesava talmente poco che mia madre non voleva sposarlo e poi invece lo sposò e nacqui io. Ho fatto dieci anni di pellegrinaggio di vita non avendo colpe. Non ho mai dormito una notte per intero e mi svegliavo di soprassalto. Se è accaduto a me, chissà cosa può accadere a un povero cittadino”. Il segreto del suo matrimonio lungo più di quarant’anni? “L’accettazione di quello che si è con i propri difetti. Stare assieme tutta la vita non erano parole, ma un dato culturale e una promessa religiosa. Mia moglie era bellissima quando l’ho conosciuta, sembrava un’attrice del cinema. L’ha vista? Anche oggi è una donna splendida e poi era più matura di me sia intellettualmente che emotivamente, a 22 anni ha avuto il nostro primo figlio. Per molti anni siamo stati divisi dai miei impegni, tre volte a settimana io ero a Roma e così la crisi del settimo anno noi l’abbiamo avuta al quattordicesimo. Forse questa distanza ci ha aiutato”.

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