Francia, destra si compatta intorno a Fillon, sinistra allo sbando

La destra francese si stringe compatta intorno a François Fillon, mentre al contrario la sinistra si frattura ancora di più, con il premier Manuel Valls che non esclude di candidarsi alle primarie socialiste quando ancora il presidente François Hollande non ha annunciato se intenda o meno ricandidarsi. La corsa per l’Eliseo riserva numerosi colpi di scena in Francia, dove le elezioni presidenziali sono in programma per il 23 aprile e il 7 maggio del 2017. François Fillon, una volta incassato il trionfo su Alain Juppé nel secondo turno delle primarie del centro-destra, ha ricevuto l’appoggio unanime della sua area politica, nonostante una campagna elettorale senza esclusione di colpi. Per lui, 62 anni, che ha ricoperto l’incarico di primo ministro dal 2007 al 2012, la sfida è adesso di vincere le presidenziali della prossima primavera sconfiggendo la leader dell’estrema destra Marine Le Pen, che i sondaggi danno come la rivale da battere. E per aiutarlo a raggiungere questo obiettivo, oggi sono risuonati appelli all’unione anche da parte dei membri del partito Les Republicains più critici nei suoi confronti, come l’avversario Juppé e la moderata Nathalie Kosciusko-Morizet, che al primo turno delle primarie era arrivata quarta. “Insieme uniremo le forze”, è l’appello che ha lanciato sui social network la ex ministra per l’Ecologia. Rappresentante di una destra liberale in economia e conservatrice in ambito sociale, Fillon vinto su Juppé con il sostegno del 66,5% dei circa 4,4 milioni di elettori andati alle urne. Ha vinto spingendo su un discorso nazionalista, cattolico-tradizionale, in favore dell’autorità dello Stato in un periodo di minacce jihadiste, e si è guadagnato la simpatia anche di parte dell’elettorato più a destra orientato per Marine Le Pen. Ogni cittadino che si è recato al voto ieri, come pure al primo turno, doveva pagare 2 euro: in questo modo sono stati raccolti 17 milioni di euro, 9 milioni dei quali saranno investiti per la campagna di Fillon. Ma mentre a questo punto destra ed estrema destra sono già proiettate nel 2017, la sinistra si presenterà divisa a queste elezioni, e il Partito socialista naviga in acque incerte. Come candidati certi della sinistra ci sono sia il giovane ex ministro dell’Economia Emmanuel Macron, sia il veterano della ‘Gauche’ Jean-Luc Mélenchon. E non solo: fra i socialisti, attualmente al governo, è caduta come una tegola l’intervista rilasciata da Manuel Valls a ‘Le journal du dimanche’, in cui il premier non ha escluso la possibilità di una sua candidatura all’Eliseo. Una tegola sia perché la novità è giunta mentre è atteso a giorni, ai primi di dicembre, l’annuncio in cui Hollande svelerà se intenda o meno ricandidarsi; sia perché, visto che le primarie della sinistra saranno a gennaio, in caso di una effettiva candidatura di entrambi ci sarebbe uno scontro interno al governo. A placare gli animi ci ha provato il portavoce dell’esecutivo, Stephane Le Foll, che ha voluto escludere lo scenario di uno scontro fra il presidente Hollande e il premier Valls alle primarie. “Non ci saranno primarie fra il presidente e il primo ministro. Il primo ministro può presentarsi, ma se lo fa non sarà primo ministro”, ha detto in un’intervista rilasciata alla radio Europe1. A poche ore di distanza, dopo avere pranzato con Hollande in un incontro definito “cordiale”, Valls ha smentito di avere intenzione di dimettersi, assicurando che manterrà sempre il “senso dello Stato”. In caso di candidatura, Valls cavalcherebbe l’opinione di molti che, fra i socialisti e nel governo, reputano che una ricandidatura di Hollande sarebbe un grande errore, visto il bassissimo indice di gradimento.

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