“Penso a due parole che sarebbero davvero importanti: Democrazia e Lavoro. Il lavoro oggi che si traduce in una piattaforma digitale, in un algoritmo e’ una piattaforma di sofferenza, ma nel Pd se ne discute assai poco”. Ecco il nome che ha in testa Enrico Rossi, presidente della Toscana, per la nuova formazione a cui intende lavorare dopo l’addio al Partito Democratico. Pur prendendo le distanze dalle reazioni violente nelle manifestazioni di ieri a Roma, il governatore, ospite stamani ad Agora’ di Rai 3, ricorda che “il Paese ha problemi seri, dagli ambulanti che protestavano duramente, ai tassisti fino alla possibilita’ di licenziare per messaggino su whatsapp. Non usciamo per una questione di date, dunque- chiarisce-, ma perche’ le nostre idee di sinistra non sono piu’ riconoscibili dentro il Pd”. Rossi risponde anche ai moniti di Piero Fassino: “Ci sono milioni di elettori del Pd, ma esistono anche milioni che hanno lasciato il Pd- rileva-. Possiamo diventare per loro un punto di riferimento. Di conseguenza, non restringiamo il centrosinistra, ma anzi lo allarghiamo per far fronte ai rigurgiti di destra che sono una minaccia per la democrazia”. Col Partito democratico, Rossi parla di una “separazione consensuale; il centrosinistra puo’ allargarsi anche in termini di forza. Consentiteci di iniziare il nostro percorso con questo entusiasmo- sottolinea-, perche’ questo sia trasmesso a quei tanti cittadini che cominciano a guardarci”.





