Il regime del Burundi si sta dirigendo a grandi passi verso l’instaurazione di “una dittatura” guidata dal presidente Pierre Nkurunziza. E’ l’allarme contenuto in un rapporto pubblicato oggi dalla Federazione internazionale dei diritti dell’uomo (Fidh) sulla situazione nel paese africano, teatro di un’aspra crisi politica da oltre due anni. Il quadro tracciato dall’organizzazione non lascia spazio all’ottimismo: campagne di “epurazione” su base etnica all’interno delle forze armate, esponenti dell’opposizione “ridotti al silenzio”, la Costituzione modificata per rimuovere il limite di mandati presidenziali.”In due anni – si legge nel rapporto – l’assenza di fermezza da parte della comunita’ internazionale e la sua incapacita’ di mettere in atto le decisioni assunte, in particolare le misure per la protezione della popolazione civile e il rilancio del dialogo politico, hanno permesso al presidente Nkurunziza di rimodellare nel profondo il quadro politico, sociale e di sicurezza del Burundi”. Il regime di Bujumbura si sta dunque attrezzando per una “dittatura” a tutti gli effetti. “Lo scenario politico gira attorno a un partito unico, il Cndd-Fdd, diventato un partito-Stato. E’ stato messo in opera un culto del partito e della personalita’ del presidente, i monumenti alla gloria del Cndd-Fdd si moltiplicano in ogni angolo del paese”. La Fidh denuncia anche “una campagna di repressione violenta verso tutti i presunti oppositori”, anche all’interno del partito al potere. Azioni che vengono eseguiti quasi sempre con il sostegno dei servizi di sicurezza e dei militanti di Imbonerakure, l’ala giovanile del Cndd-Fdd, considerata una vera e propria milizia dalle Nazioni Unite. La crisi in Burundi e’ scoppiata nell’aprile del 2015 con la decisione di Nkurunziza di concorrere per un terzo mandato alla guida del paese, in violazione della Costituzione e degli accordi di pace che nel 2005 misero fine a 12 anni di guerra civile. Da allora nelle violenze nel paese hanno perso la vita almeno 500 persone, mentre altre 200 mila sono state costrette a fuggire dal paese (Res) NNNN





