Il presidente dell Regione siciliana Rosario Crocetta é molto chiaro sulla genesi degli incendi che a poca distanza l’uno dall’altro e in alcuni casi, in contemporanea, hanno flagellato la Sicilia. C’è un attacco politico mafioso dietro questi incendi, l’obiettivo non sono solo i boschi e la speculazione edilizia “C’è stata un’aggressione sul territorio con 800 focolai in contemporanea. E’ un disegno preciso politico, affaristico, criminale della mafia ma anche un attacco a un governo, che combatte la mafia”. Sono due le misure speciali che il governo regionale intende mettere in campo: favorire la riforestazione vietando i pascoli per 5 anni nelle aree incendiate e un disegno di legge per elevare a 20 anni il divieto di edificabilità nelle aree boschive colpite dai roghi. In due giorni in Sicilia è andata in fumo macchia mediterranea e boschiva più vasta rispetto a quella distrutta dagli incendi in un intero anno nel 2013 e da giugno e ottobre del 2015. Nelle quarantotto ore di fuoco, in cui è bruciata mezza Sicilia, sono divampati contemporaneamente 800 roghi e incendiati 5.626 ettari di terra (di cui 3.747 non boschiva). A tracciare un primo drammatico bilancio è la Regione siciliana, che stima danni per 30 milioni di euro (per il solo rimboschimento) e annuncia misure eccezionali anche per la prevenzione degli incendi.





