Putin-Erdogan: manovre di riavvicinamento

Prove tecniche di riconciliazione tra Putin ed Erdogan che cerca sponde a Mosca dopo l’isolamento che subisce per le sue manovre politiche. L’imprenditore turco Cavit Caglar, il capo di Stato Maggiore Hulusi Akar e il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev. Sono alcuni dei protagonisti che, grazie al loro lavoro ‘dietro le quinte’, hanno reso possibile il faccia a faccia di oggi a San Pietroburgo tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il suo omologo russo Vladimir Putin, il primo dalla crisi diplomatica esplosa nel novembre dello scorso anno, quando le forze armate turche hanno abbattuto un jet militare russo sul confine con la Siria. E’ il quotidiano Hurriyet a svelare tutti i retroscena dell’incontro, rendendo nota l’intensa attività diplomatica dietro il riavvicinamento tra i due Paesi. Il primo a rivelare alcuni particolari sul lavoro svolto dagli ‘sherpa’ è stato il portavoce di Erdogan, Ibrahim Kalin, che nei giorni scorsi in conferenza stampa ha elogiato “l’importante ruolo svolto da Cavit Caglar” nel risolvere la crisi, “la grande amicizia mostrata alla Turchia da Nursultan Nazarbayev” e l'”iniziativa patriottica presa dal generale Hulusi Akar, il capo di Stato Maggiore” turco, malgrado la questione non fosse di sua responsabilità. Hurriyet, che cita fonti diplomatiche e di sicurezza di alto livello che hanno chiesto di restare anonime, ha riferito che risalgono a fine aprile i primi segnali di una possibile riconciliazione tra Russia e Turchia quando Akar informò Erdogan della possibilità di aprire un ‘canale’ per risolvere la crisi con Mosca. Il ‘canale’ era l’imprenditore tessile Cavit Caglar, che ha forti interessi nel Daghestan, repubblica autonoma della Federazione russa.

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