Referendum, Avv. Stato, quesito non è incompleto

Il quesito, nel referendum 2001 sulla modifica del titolo V e in quello 2006 sulla modifica della seconda parte della Costituzione, era formulato in maniera analoga a quello della prossima consultazione popolare del 4 dicembre, con indicato il solo titolo di legge e non l’elenco dei singoli articoli della Costituzione da modificare. Quindi ci troviamo davanti ad una “prassi”. Lo rileva l’Avvocatura dello Stato, a nome della Presidenza del Consiglio, nella memoria – che ha visionato l’Ansa, come riporta in una nota – depositata al Tar Lazio contro i ricorsi sul quesito referendario. “Non sussiste la natura artatamente suggestiva, fuorviante ed incompleta”, del quesito referendario e “il titolo riflette chiaramente la ratio e i contenuti essenziali del testo di riforma, rendendolo individuabile ed esplicitando lo spirito che ha motivato il legislatore ad approvarlo” dice la memoria dell’Avvocatura dello Stato, come riferisce l’Agenzia, sottolineando che “il titolo del disegno di legge” “è stato confermato da ben sei letture parlamentari”

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