Ha preso il via a Roma il XV Congresso di Radicali Italiani dal titolo ‘Europeo, liberale, laico, antiproibizionista. Diamo un futuro al futuro’. Un futuro che per i radicali passa per la battaglia per una società aperta, davanti all’avanzata dei populismi e dei nazionalismi in Italia e in Europa”. Si legge in una nota dei Radicali da oggi a congresso, il primo senza Marco Pannella. A fare da sfondo ai lavori una grande immagine con le foto da bambini del leader Marco Pannella e di altre figure significative per la storia dei radicali, come Hannah Arendt, Ernesto Rossi, Gandhi, Aung San Suu Kyi, Dalai Lama, Rosa Parks, Martin Luther King, i fratelli Rosselli: leader che oggi rappresentano il futuro da costruire con le battaglie non violente. Al centro della relazione di apertura del segretario Riccardo Magi ci sono il rilancio dell’integrazione europea e il governo dei fenomeni migratori, ma l’attenzione è rivolta anche al rilancio dei diritti e delle libertà civili, attraverso battaglie come quella per la cannabis legale su cui Radicali Italiani e Associazione Coscioni hanno raccolto le firme sulla legge di iniziativa popolare Legalizziamo.it. “Ne abbiamo raccolte oltre 60 mila, un risultato straordinario”, annuncia Magi, “E’ una riforma ragionevole – continua – la stragrande maggioranza del Paese è d’accordo: dopo mezzo secolo di lotte antiproibizioniste, dunque, il buon senso è diventato senso comune, avrebbe detto Marco Pannella. L’obiettivo però è ancora a rischio a causa di una burocrazia medievale che prevede l’obbligo di certificazione delle firme: per questo ringrazio i militanti che ora, dopo lo sforzo straordinario compiuto ai tavoli, sono impegnati nella certificazione per consentire di presentare la legge alla Camera, dove il dibattito sulla cannabis legale rischia di arenarsi anche per le migliaia di emendamenti delle forze proibizioniste”. Nella relazione del segretario anche il progetto di federazione leggera, per rilanciare il progetto europeo “che ha garantito 60 anni di pace e benessere”, e le proposte dei radicali a livello locale, nazionale e sovranazionale per governare i flussi migratori: “non un’emergenza, ma un fenomeno epocale vecchio quanto il mondo”, spiega Magi.





