Abu Mazen

Il presidente palestinese Abu Mazen ha detto ad una delegazione del partito di sinistra israeliano Meretz di non capire la politica dell’amministrazione Usa nei confronti del tema israelo-palestinese. Lo riferiscono i media israeliani. Lo hanno fatto sapere ai media i rappresentanti di Meretz presenti all’incontro. “Ho incontrato gli emissari di Trump dall’inizio del suo mandato circa 20 volte e ogni volta – ha detto Abu Mazen, secondo quanto riferito – hanno sottolineato il loro impegno nella soluzione a 2 stati e nella fine della costruzione degli insediamenti. Ho insistito perche’ dicessero la stessa cosa a Netanyahu, ma non l’hanno fatto”. “Non capisco – ha concluso – come si stanno comportando con noi, visto che all’interno della loro stessa nazione, l’amministrazione e’ nel caos”.

Per il “processo di pace in Medio oriente” la “speranza che si possano riprendere i negoziati diretti tra le Parti per giungere alla fine della violenza che causa inaccettabili sofferenze alle popolazioni civili e ad una soluzione giusta e duratura”. Auspicio che, “con il sostegno della Comunità internazionale, si intraprendano misure che favoriscano la reciproca fiducia e contribuiscano a creare un clima che permetta di prendere decisioni coraggiose in favore della pace”. Li hanno espressi il Papa e Abu Mazen. Santità. Il Vaticano ha riconosciuto completamente la Palestina come stato indipendente, spero che altri stati prendano esempio dalla Santa Sede”. Così Abu Mazen dopo il suo incontro con Papa Bergoglio. Il presidente palestinese è a Roma per inaugurare l’ambasciata presso la Santa Sede.

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha ribadito oggi di essere pronto a riprendere i negoziati di pace se il governo israeliano fermerà gli insediamenti nei Territori occupati. E’ quanto riferisce un comunicato della presidenza dell’autorità palestinese. “Non appena il governo israeliano accetterà di interrompere tutte le attività di colonizzazione, i responsabili palestinesi sono pronti a riprendere i negoziati”, ha proseguito Abu Mazen dopo il discorso del segretario si Stato americano John Kerry, che ha sostenuto come “gli insediamenti mettano in pericolo la soluzione dei due Stati, l’unica per arrivare alla pace”. Dopo aver ricordato il suo impegno “per una pace giusta”, il presidente palestinese ha detto di proseguire nella stretta collaborazione con la Francia in vista della riuscita della conferenza internazionale sul Medio Oriente, in programma il 15 gennaio a Parigi.

“Dall’altro ieri il mondo e’ unito al nostro fianco e ci sostiene. Quello che e’ successo l’altro ieri non risolve la questione palestinese, ma la definisce e offre basi legali per risolverla tra cui il fatto che le colonie sono illegali”. Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen, ieri sera a Betlemme, citato dai media locali, in merito alla risoluzione Onu votata dal Consiglio di sicurezza sulle colonie israeliane. “Il mondo sta dicendo a Israele di fare attenzione e di tornare indietro da questa politica sbagliata che non porta la pace”, ha aggiunto.

E’ disposto a “discutere di confini” con Israele, partendo dalla spartizione Onu del 1947, e per superare lo stallo negoziale c’e’ apertura “anche a possibili passi da parte dell’Italia”. Lo afferma in un’intervista al direttore della Stampa e a Repubblica il presidente dell’Autorita’ nazionale palestinese, Abu Mazen, che oggi riceve a Betlemme il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sul fronte negoziale ci sono tre iniziative sul tavolo: “La proposta della Lega Araba e’ quella piu’ importante”, spiega Abu Mazen alla Stampa. “Prevede il riconoscimento di Israele da parte di 58 Paesi arabi e musulmani se porranno fine all’occupazione”. “Riguardo alla Russia, quando il presidente Vladimir Putin ci ha invitato a Mosca io sono andato mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu non si e’ presentato. La proposta migliore e’ tuttavia, a mio avviso, quella francese (una conferenza internazionale, ndr) perche’ ha una natura internazionale come quella che ha portato all’accordo con l’Iran sul programma nucleare”. “Noi siamo per i due Stati, per la pace, contro la violenza armata”. “L’Italia ci da’ un importante contributo per il sostegno economico al nostro Stato”, “il vostro Parlamento si e’ detto a favore del riconoscimento della Palestina e dunque ci aspettiamo che il governo di Matteo Renzi lo faccia. Con Renzi i rapporti sono ottimi e se l’Italia dovesse avanzare una sua iniziativa per arrivare alla conclusione dell’occupazione e del conflitto, la prenderemo molto seriamente”. “Noi riteniamo che Gerusalemme appartenga a tutte e tre le grandi religioni: islam, cristianesimo ed ebraismo. Non capisco in verita’ tutto lo scalpore causato dal voto dell’Unesco perche’ non si e’ trattato di una risoluzione di tipo politico, il testo ha trattato solo alcuni aspetti archeologici”. “Noi diciamo niente Stato palestinese senza Gerusalemme e Striscia di Gaza, per questo stiamo lavorando a una riconciliazione con Hamas”, dice Abu Mazen a Repubblica. “Gli Usa devono imparare dall’Europa che ha con decisione condannato gli insediamenti che continuano ad essere costruiti in Cisgiordania”. Diversi Paesi hanno riconosciuto lo Stato Palestinese, come la Svezia e il Vaticano, ci sono anche 12 parlamenti nazionali, compreso quello italiano, che hanno chiesto ai propri governi di riconoscere il nostro Stato” ora “chiediamo che ora che questi governi, compreso quello di Roma, riconoscano la Palestina”.