E’ disposto a “discutere di confini” con Israele, partendo dalla spartizione Onu del 1947, e per superare lo stallo negoziale c’e’ apertura “anche a possibili passi da parte dell’Italia”. Lo afferma in un’intervista al direttore della Stampa e a Repubblica il presidente dell’Autorita’ nazionale palestinese, Abu Mazen, che oggi riceve a Betlemme il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sul fronte negoziale ci sono tre iniziative sul tavolo: “La proposta della Lega Araba e’ quella piu’ importante”, spiega Abu Mazen alla Stampa. “Prevede il riconoscimento di Israele da parte di 58 Paesi arabi e musulmani se porranno fine all’occupazione”. “Riguardo alla Russia, quando il presidente Vladimir Putin ci ha invitato a Mosca io sono andato mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu non si e’ presentato. La proposta migliore e’ tuttavia, a mio avviso, quella francese (una conferenza internazionale, ndr) perche’ ha una natura internazionale come quella che ha portato all’accordo con l’Iran sul programma nucleare”. “Noi siamo per i due Stati, per la pace, contro la violenza armata”. “L’Italia ci da’ un importante contributo per il sostegno economico al nostro Stato”, “il vostro Parlamento si e’ detto a favore del riconoscimento della Palestina e dunque ci aspettiamo che il governo di Matteo Renzi lo faccia. Con Renzi i rapporti sono ottimi e se l’Italia dovesse avanzare una sua iniziativa per arrivare alla conclusione dell’occupazione e del conflitto, la prenderemo molto seriamente”. “Noi riteniamo che Gerusalemme appartenga a tutte e tre le grandi religioni: islam, cristianesimo ed ebraismo. Non capisco in verita’ tutto lo scalpore causato dal voto dell’Unesco perche’ non si e’ trattato di una risoluzione di tipo politico, il testo ha trattato solo alcuni aspetti archeologici”. “Noi diciamo niente Stato palestinese senza Gerusalemme e Striscia di Gaza, per questo stiamo lavorando a una riconciliazione con Hamas”, dice Abu Mazen a Repubblica. “Gli Usa devono imparare dall’Europa che ha con decisione condannato gli insediamenti che continuano ad essere costruiti in Cisgiordania”. Diversi Paesi hanno riconosciuto lo Stato Palestinese, come la Svezia e il Vaticano, ci sono anche 12 parlamenti nazionali, compreso quello italiano, che hanno chiesto ai propri governi di riconoscere il nostro Stato” ora “chiediamo che ora che questi governi, compreso quello di Roma, riconoscano la Palestina”.