Agcom

“Negli ultimi giorni Matteo Renzi ha occupato tutta la televisione pubblica, adesso siamo certi che il direttore dell’offerta informativa Carlo Verdelli e il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto ricorderanno alle testate, nonostante le nomine renziane, di dover operare un immediato riequilibrio”. Così il capogruppo 5Stelle in Vigilanza Rai, Alberto Airola. “In questa situazione – prosegue – pretendiamo dall’Agcom maggiore attenzione e trasparenza. Questo riguarda sia la completezza dei dati sul monitoraggio sia gli interventi di natura sanzionatoria. Il presidente Cardani finora si è dimostrato colpevolmente morbido con diverse testate anche davanti a violazioni palesi ed evidenti. Un atteggiamento che in alcune circostanze è stato dunque complice di un’informazione non corretta”.

Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, ha presentato un esposto all’AgCom sulla comunicazione riguardo al referendum costituzionale per un accertamento di “eventuali responsabilità circa il mancato rispetto dei principi in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione in periodo elettorale, con particolare riferimento al referendum costituzionale del 4 dicembre”. Scrive Brunetta: “Da diversi mesi si registra una costante sovraesposizione televisiva e radiofonica del presidente del Consiglio e di altri membri del governo, sia nei telegiornali che nei programmi di approfondimento del servizio pubblico radiotelevisivo. L’utilizzo degli spazi televisivi da parte del presidente del Consiglio e del Governo è completamente distorto e finalizzato esclusivamente a sostenere la campagna referendaria per la riforma costituzionale a favore del sì”. Per il capogruppo azzurro: “Ben prima della definizione della data del referendum, la sovraesposizione mediatica del presidente del Consiglio è risultata palesemente evidente e certificata anche dai dati Agcom” mentre “lo o spazio dedicato ai comitati che sostengono le ragioni del no al referendum è finora risultato fortemente limitato”.

“L’Agcom non consegna i dati sul pluralismo dell’informazione e sul referendum alla Commissione Vigilanza, il presidente Cardani sta creando uno scontro istituzionale con la Vigilanza che non ha precedenti”. A lanciare l’accusa è Roberto Fico, presidente della Commissione Vigilanza Rai ed esponente del Movimento 5 Stelle. “Stiamo scrivendo da mesi a Cardani per farci avere i dati – aggiunge Fico – li abbiamo avuti fino a un certo periodo dopo una lotta immensa, quelli del secondo periodo comunque non ci vengono consegnati. I dati sono elaborati da una società che ha l’appalto con l’Agcom, la Geca, pagata con soldi pubblici perché l’Agcom è pagata con soldi pubblici. Quindi quei dati sono di tutti”.

In Italia il 28% della popolazione non ha mai usato il web, una percentuale quasi doppia rispetto al 16% dell’Europa. E’ quanto emerge dalla relazione annuale dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) illustrata dal presidente Marcello Cardani, nella Sala della Regina a Montecitorio. Alcune indagini, si sottolinea, mettono in evidenza il ruolo di ‘freno’ alla diffusione dell’uso di internet di fattori culturali e abitudini di consumo. Sebbene si registrino segnali positivi di migliore familiarita’ con l’uso dei servizi on line e interessando cambiamenti nei modelli di consumo, l’Italia presenta, in generale e nei diversi servizi, una minore propensione all’uso della Rete rispetto ai cittadini europei. Ritardo che risulta piu’ elevato nei servizi piu’ evoluti e rivolti alla popolazione ‘matura’: lo shopping in cui solo il 39% degli italiani usa la Rete contro il 65% degli europei; il banking (43% contro il 57%); il Video on Demand (19% contro 41%); le News (57% con-tro 68%). L’utilizzo della rete da parte delle nuove generazioni e l’ampia diffusione degli abbonamenti a servizi di connessione dati colmano in parte la scarsa propensione degli italiani all’uso di servizi di Social Network (58% degli italiani contro il 63% dell’Unione) mentre per Musica, Video e Giochi, in cui l’Italia supera la media europea (52% contro 49%). Anche il settore dell’industria (e in particolare delle piccole e medie imprese) e quello della pubblica amministrazione fanno registrare ritardi nella propensione all’uso del web sebbene in misura minore rispetto al settore domestico. A fronte dell’ultima posizione del domestico, le pmi raggiungono il ventesimo e la Pa il diciassettesimo posto nella classifica europea dell’utilizzo di servizi in ambiente Internet. Queste posizioni fanno comunque fatica a risalire e sono stazionarie o in peggioramento rispetto al 2014. “È da accogliere favorevolmente la politica del Governo- sottolinea Cardani- attraverso la ‘Strategia per la crescita digitale’ e le azioni messe in campo dai decreti attuativi della Riforma Madia in materia di digitalizzazione e semplificazione della pubblica amministrazione”.

Renato Brunetta, Forza Italia, si appella all’Agcom “Renzi e i suoi occupano le televisioni e le radio, distorcendo così la corretta informazione sul referendum costituzionale del prossimo ottobre, e nessuno batte ciglio. Da settimane assistiamo alla violazione delle più basilari regole della par condicio senza che nulla accada. Si stanno gettando le basi per la più imponente e sofisticata opera di disinformazione che un governo abbia mai condotto nel corso della storia della nostra Repubblica. La presenza asfissiante nei media del presidente del Consiglio e di altri membri del governo sta di fatto impedendo agli italiani di farsi un’idea corretta sulla riforma della Costituzione voluta da Matteo Renzi.Non è tutto oro quello che luccica, anzi tante sono le ombre e i piani inclinati dove la libertà e la piena democrazia possono scivolare qualora prevalessero i sì alla consultazione popolare. Gli italiani hanno il diritto a essere informati correttamente senza che qualsivoglia posizione di privilegio possa inficiare il diritto alla conoscenza. Per questo abbiamo presentato un esposto all’AgCom, affinché vigili sulla correttezza dell’informazione sulla Rai e sulle emittenti private e affinché fornisca i dati in suo possesso in merito alla presenza sui media delle ragioni del sì e del no”.