Agrigento

Il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano ha detto che si svolgera’ ad Agrigento, il prossimo 8 luglio, il primo Forum Economico Italo-Libico. “Ho scelto Agrigento per la sua posizione strategica rispetto alla Libia e al Mediterraneo. Sara’ un evento di particolare rilevanza per la definizione, in prospettiva, degli scenari per la ripresa economica della Libia”, ha affermato Alfano, secondo quanto riferito da una nota della Farnesina. “La Libia costituisce storicamente un partner d’eccezione per l’Italia, non solo sul piano politico e della sicurezza, ma anche su quello economico. Il governo italiano – ha precisato Alfano – e’ fortemente impegnato per la stabilizzazione del Paese ed il ripristino delle condizioni di sicurezza necessarie per il rilancio delle relazioni bilaterali sotto tutti i profili e, in particolare, per quanto riguarda la cooperazione economica, infrastrutturale ed energetica”. Il Forum si articolera’ in quattro panel per affrontare i temi del quadro degli investimenti, delle infrastrutture, dell’energia e delle reti e degli strumenti finanziari. L’evento – che verra’ aperto dal ministro Alfano e dal vicepremier libico Ahmed Maitig, si propone di esplorare le opportunita’ che la Libia offre in questi settori, riunendo per la prima volta i principali rappresentanti dell’imprenditoria, del mondo finanziario e della consulenza italiani e i vertici del governo libico. La sera precedente all’avvio del Forum, all’interno della suggestiva cornice della Valle dei Templi, ci sara’ la firma di una Dichiarazione d’Intenti che, nel ribadire la relazione speciale tra Italia e Libia, disegnera’ gli orizzonti della cooperazione economica nell’auspicato quadro di progressiva stabilizzazione politica del paese.

Per decenni e’ stato la bandiera degli ambientalisti, denunciando gli scempi e l’abusivismo dilagante nella Valle dei Templi. Giuseppe Arnone, avvocato e politico di sinistra, esponente di primo piano di Legambiente di cui e’ stato anche segretario nazionale, piu’ volte candidato a sindaco di Agrigento, esponente del Pd ripudiato dal suo partito, e’ un personaggio che ha sempre diviso la citta’, suscitando entusiastici consensi ma anche critiche feroci. Un inflessibile giustizialista, bollato dai suoi avversari come un “rompiscatole”, che per molti agrigentini incarnava pero’ il simbolo stesso della legalita’. Fino a questa mattina, quando la squadra Mobile lo ha arrestato “in flagranza” con l’accusa di estorsione nei confronti di una sua collega, l’avvocato Francesca Picone. Avrebbe chiesto 50 mila euro in cambio dell’assicurazione di non sollevare un clamore mediatico su una vicenda giudiziaria in cui la legale e’ imputata di irregolarita’ nei confronti di alcuni clienti successivamente assistiti da Arnone. Gli investigatori sono intervenuti al momento del pagamento della prima delle due rate della somma pretesa da Arnone e ha sequestrato all’indagato due assegni del valore complessivo di 14 mila euro emessi a suo favore dalla Picone. Immediata la replica del difensore di Arnone, l’avvocato Arnaldo Faro, all’uscita dalla Questura: “Abbiamo prodotto una serie di documenti che, a mio modo di vedere, dimostrano l’estraneita’ del mio assistito in questa squallida vicenda”. “Non mi risulta che ci siano accordi di 50 mila euro – ha aggiunto -. Ci sono una serie di mail. Se ci sono assegni ancora non lo so. E’ una vicenda inquietante. Molto inquietante”. Giuseppe Arnone e’ un personaggio molto noto ad Agrigento, sia per le sue battaglie giudiziarie che per la sua carriera politica. Nel giugno 1993 si candido’ a sindaco perdendo al ballottaggio con Calogero Sodano, da lui piu’ volte denunciato per abusivismo. L’esponente ambientalista fu una delle prime vittime dei sondaggi elettorali, visto che gli exit poll della Doxa lo avevano incoronato sindaco con un vantaggio di dieci punti sull’avversario, tranne poi scoprire il giorno dopo che aveva perso per una manciata di voti. Successivamente si era candidato anche con il Pd, entrando tuttavia in rotta di collisione con i vertici del suo stesso partito che annullarono la sua iscrizione. Personaggio estroverso e controverso, Arnone ha presentato numerosi esposti anche nei confronti dei responsabili degli uffici giudiziari di Agrigento, diventando protagonista di campagne di stampa e clamorose manifestazioni di protesta con tanto di maxi poster raffiguranti i suoi avversari portati in giro per la Sicilia su un Tir. Ultimamente, nonostante le sue battaglie ambientaliste, aveva preso le difese perfino di alcuni proprietari di immobili abusivi nella Valle dei templi, cercando di opporsi fisicamente agli ordini di demolizione. Una battaglia sfociata, in una nuova raffica di denunce e controdenunce con la Procura e perfino nella richiesta di un Tso da parte dell’autorita’ giudiziaria.