Alfano ministro

“Non si puo’ dire Italia senza dire campanile, senza dire piazza, municipio, comune, non si puo’ dire Italia senza dire sindaco. Il sindaco e’ la homepage del nostro Paese. Il cittadino quando pensa allo Stato subito vede il sindaco”, dice il ministro dell’interno Angelino Alfano, in aula a Montecitorio durante l’incontro con i primi cittadini sulle emergenze da affrontare nel Paese, organizzato dalla Camera dei deputati in collaborazione con l’Anci. E nel suo intervento parla anche dell’immigrazione che molti comuni vivono in primo piano. “C’e’ stato un giorno di tre anni fa in cui scegliere che l’Italia essere – dice il ministro – Quando sono morte al largo di Lampedusa piu’ di 300 persone. “Potevamo essere – ricorda Alfano – l’Italia dell’indifferenza, dell’ignavia, dell’accidia. Abbiamo scelto di essere un’altra Italia: quella del lavoro e della fatica del coraggio. Lo abbiamo scelto perche’ ci sono momenti in cui tra una cosa utile per te, ma sbagliata, e la cosa giusta che magari ti fa perdere voti, tu scegli la cosa giusta, ma non quella sbagliata. Per noi la vita umana viene prima di ogni altra cosa”, dice il ministro, e a proposito della questione migranti rivolto ai sindaci aggiunge: “Credo che anche un piccolo comune di 1000 abitanti possa reggere 2-3 migranti. Cosi’ come credo che uno di 10.000 possa reggerne 20-30. E’ cio’ che stiamo chiedendo. Nulla di piu'”. Il titolare del Viminale riserva una stoccata all’Unione europea: “L’Europa aveva preso l’impegno a prendersi 50mila migranti dall’Italia. Non lo ha fatto, sono amareggiato ma da europeista convinto non credo che l’Europa possa essere abbandonata”.

‘Silvio Berlusconi può aiutare il Paese a salvarsi da Grillo”. Così, lo riferisce una nota, Angelino Alfano nel libro di Bruno Vespa “C’eravamo tanto amati. Una storia del costume italiano” in uscita il 4 novembre da Mondadori Rai Eri. “Un leader si qualifica non solo per quello che fa, ma anche per quello che riesce a impedire – osserva il ministro dell’Interno – Ha impedito l’arrivo dei comunisti del 1994, può impedire l’arrivo di Grillo oggi”. Secondo Alfano “andrebbe costituito un rassemblement che impedisca il travaso dei voti moderati verso Renzi e che potrebbe dimezzare la consistenza della Lega”. “Berlusconi – prosegue Alfano – dovrebbe dire con chiarezza che c’è uno spazio per riaggregare un’area moderata in competizione con la sinistra riformatrice guidata da Renzi e alternativa agli estremismi di Grillo e Salvini”. Il suo obiettivo è una nuova alleanza con Berlusconi alternativa a Renzi?, chiede Vespa. ” Sì – risponde il leader di Area Popolare – Occorre creare un’aggregazione moderata come esiste in Francia. Marine Le Pen vale più del doppio della Lega, ma questo non impedisce al partito di Sarkozy di competere sia con lei sia con Hollande”. “Questa area moderata – prosegue Alfano – deve essere pronta a collaborare con Renzi, unendo le famiglie politiche tradizionali contro la violenza verbale del web manifestata molto spesso dai grillini”. Vuole rilanciare il governo di unità nazionale?, chiede ancora Vespa: “Prima deve esserci una leale competizione elettorale fra un aggregato centrista liberale e la sinistra guidata da Renzi. Poi, se non vinciamo nè noi né Renzi si può avviare una collaborazione”. Richiesto di fare un parallelo tra Berlusconi e Renzi, Alfano ricorda che molti provvedimenti dell’attuale governo erano nei piani di Berlusconi e conclude: “E’ un caso che gli avversari di Berlusconi siano diventati avversari di Renzi? Non sarà perché noi portiamo avanti idee giuste perseguite da anni? La verità è che Renzi e Berlusconi hanno un rapporto analogo con la sinistra radicale e vengono ricambiati allo stesso modo”.