Andrea Camilleri

“La mossa del cavallo” non ha vinto solo la partita di una serata televisiva: gli otto milioni di spettatori – con uno share che supera il 32% – hanno confermato un patto di fiducia e di affetto che li lega a un maestro del racconto come Andrea Camilleri, capace di dipanare le sue trame nella contemporaneità di Montalbano come nelle pieghe secolari della storia siciliana”. lo ha dichiarato Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, commentando il successo di ascolti di ‘La mossa del cavallo’ trasmesso in prima serata lunedì 26 febbraio su Rai1.
“Ottimi in particolare – ha continuato Andreatta – i risultati sul pubblico femminile (ragazze 8-14: 24,4% di share; donne 15-24: 26,7% di share), su quello ad alta scolarizzazione (laureati: 41,5% di share) e sul pubblico di abbonati alla pay-tv (26,8% di share)”.
Ha spiegato il direttore di Rai Fiction: “‘La mossa del cavallo’ è un’altra prova in un percorso di maturazione della fiction italiana, in cui si dimostra che il racconto storico può essere carico di modernità, in grado di coniugare la forte identità di un ambiente con una sensibilità che tocca corde profonde di umanità. E’ il successo di un racconto che riesce ad essere popolare e a toccare tutte le fasce e tutti gli ambiti territoriali”. “Questa fiction costituisce dunque un altro, felice passo, sulla strada che, insieme a Palomar, lega la Rai e il pubblico nel nome di un autore-Paese e che, in questo caso, vede premiata una scelta di genere che, con la regia di Gianluca Tavarelli, si muove nel territorio del western con coloriture grottesche e iperrealiste, e conferma in Michele Riondino un attore di razza. Grazie Andrea Camilleri”, ha concluso.

“L’abbraccio di Andrea Camilleri alla famiglia Regeni e l’intervista ai genitori di Giulio nel corso di ‘Che Tempo Che Fa’ sono stati una pagina esemplare e straordinaria di Servizio Pubblico. Grazie a Fazio, il messaggio della famiglia Regeni e la loro ricerca di verità hanno raggiunto quasi 5 milioni di italiani”, dichiara il Direttore Generale della Rai Mario Orfeo. “Siamo orgogliosi di aver partecipato alla scorta mediatica per Giulio e sosterremo la proposta del presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana Giuseppe Giulietti di trasmettere la lezione di dignità e coraggio della famiglia Regeni nelle scuole”, conclude Orfeo. Per questo – fa sapere l’azienda – sorprendono ancora di più le fake news sugli ascolti di ‘Che Tempo Che Fa’. Con il programma di Fabio Fazio Rai1 guadagna rispetto al 2016 oltre 4 punti di share la domenica sera confermandosi il canale leader negli ascolti: nelle quattro prime serate di ‘Che Tempo Che Fa’, Rai1 realizza infatti il 18.6 di share, segnando un aumento di 4.1 punti rispetto alle domeniche corrispondenti dell’anno scorso con programmazione standard. Un incremento che rimane (+0.5) anche includendo la partita della Nazionale italiana di calcio del 9 ottobre 2016.

“Non credete ai Renzi e ai Cinque Stelle” perche’ “sono gia’ cadaveri”. Questo l’invito rivolto da Andrea Camilleri a un gruppo di studenti del Liceo classico Empedocle di Agrigento, lo stesso frequentato da ragazzo dallo scrittore. Intervistato nella sua casa di Roma dai ragazzi, Camilleri ha parlato dei suoi romanzi, della lingua inventata per il Commissario Montalbano, di letteratura e di politica. Ne e’ venuto fuori un video proposto ieri ad Agrigento nel corso di una affollata “Serata Camilleri” organizzata nell’ambito del Festival della Strada degli Scrittori. Un video destinato a suscitare polemiche nel mondo politico. Camilleri dispensa infatti consigli affilati come lame, invitando i ragazzi “a non credere ai Renzi o ai CinqueStelle” perche’ “sono gia’ cadaveri, gia’ fuori dalla vostra storia e dal vostro avvenire. Teneteli lontani dal vostro avvenire. Fatevelo voi…”. Dichiarazioni anticipate in parte stamane dal Corriere della Sera. Alla prima domanda dei ragazzi Camilleri racconta il suo rapporto con i vecchi partiti: “Mai votata la Democrazia cristiana. Io ho sempre votato Partito comunista che, bene o male, aveva il rispetto delle istituzioni”. E oggi? “Oggi la politica e’ rappresentata da gente che ha degradato il lavoro. Nel lavoro consiste buona parte della dignita’ dell’uomo… E ci si domanda che valore abbia l’articolo 1 della Costituzione. La verita’ e’ che i primi a non considerarla sono i partiti della sinistra, del cosiddetto centrosinistra”. Prevale un certo pessimismo nelle parole consegnate agli studenti dell’Empedocle da Andrea Camilleri che, per la prima volta, parla della sua vista, sempre piu’ spenta. Ma a turbarlo e’ la condizione della politica: “Sono scoraggiato. Alle ultime elezioni romane non sono andato a votare. Sono invece andato al referendum. Anche se per andarci mi sono dovuto sottoporre a tre visite mediche per accertare la mia cecita’ e potere andare in cabina elettorale accompagnato”. Ed ancora: “Voglio darvi un consiglio: rifate la politica che e’ diventata quasi sinonimo di disonesta’. Ricordatevi Pericle, il discorso che fa sulla democrazia. Applicatelo. Voi giovani siete in condizioni di farlo”. Infine una riflessione sui vecchi e i giovani, sulle responsabilita’ degli adulti: “Anch’io mi sento responsabile… Ho vissuto l’entusiasmo del 1945, del 1947 per rifare l’Italia. E poi? Poi io consegno a mia pronipote e a voi un futuro incerto. Questo e’ un fallimento che mi porto nella tomba”. Ma non e’ un invito ad estraniarsi dalla vita pubblica, come conclude Camilleri: “E’ facile cadere nell’antipolitica, ma il populismo e’ la fiammata di un mattino. Appunto, non crediate ai Renzi o ai CinqueStelle…”. (ansa)